Albergo-Museo alla Corona, gioiello del passato che guarda al futuro. Dopo il convegno il taglio ufficiale del nastro:"Simbolo della storia dell'altopiano"
Costruito a fine Ottocento e gestito dalla Famiglia Tommasini per tre generazioni, la struttura è ora diventata un museo grazie alla collaborazione di numerosi soggetti. Il sindaco Alessandro Santuari: "Un insieme di cultura, religione e turismo, legato ad una famiglia pioniera dell'accoglienza: l'obiettivo è trasformarla in un polo rivolto alle scuole e al turismo, ma anche di aggregazione e di promozione del territorio e dei suoi prodotti"

BASELGA DI PINÈ. Una vera e propria finestra su quasi 150 anni di storia: si tratta dell'Albergo Museo Alla Corona di Montagnaga di Baselga di Pinè che, dopo una serie di interventi di riqualifica, nel pomeriggio di venerdì 27 settembre è stato ufficialmente riconsegnato alla comunità alla presenza delle autorità e di chi, negli anni, è stato protagonista del percorso di recupero della struttura.
Guardando alla storia dell'albergo, prospiciente al Santuario della Madonna del Caravaggio, questo è stata inaugurato nell'agosto del 1886 da Carlo Tommasini e dalla moglie Luigia Froner per poi essere gestito dalla famiglia Tommasini per tre generazioni, continuando la sua attività fino ai primi anni Duemila accogliendo nei decenni turisti e pellegrini in visita sull'altipiano, vantando inoltre ospiti illustri, tra cui Alcide De Gasperi e vari vescovi di Trento.
Dopo la sua chiusura, sulla base della volontà del fondatore Carlo di preservarla nel corso degli anni per assicurargli una fruizione pubblica, la struttura è passata con un contratto di vendita mista a donazione al Comune di Baselga di Pinè. Nel 2010 poi il cambio di passo, con l'avvio del progetto volto al risanamento e alla conservazione dell'albergo che ha visto protagonista il Comune, in collaborazione con il Gruppo di Azione Locale Trentino Orientale, con la Fondazione Tommasini-Bisia e con inoltre l'importante contributo del consorzio Ars e dell'architetto Alessandro Giovannini.
Un percorso, dunque, "a più mani e più sguardi" che ha visto il suo completamento negli ultimi mesi, grazie anche al costante impegno dell'Assessorato alla Cultura, e che consegna alla comunità un vero e proprio tuffo nel passato. Varcando la soglia è ora infatti possibile ammirare un luogo che nei decenni non è cambiato: dal bar al piano terra alla sala ristorante, fino alle camere da letto arredate come all'epoca tra biancheria, mobili da toeletta e bacinelle in ceramica. Ma anche scrittoi e quadri sacri, un mix di decori sulle pareti e sui soffitti e collezioni di fotografie e oggetti d'epoca, tra cui anche un pianoforte. Per finire con l'ultimo piano, un tempo riservato agli alloggi dei dipendenti e che mostra una netta cesura tra il lusso dell'hospitality e il vivere quotidiano di chi professionalmente ha animato per decenni la struttura.

E nel giorno in cui tutto ciò è tornato "nelle mani" della comunità, prima del taglio ufficiale del nastro, ad essere organizzato alla biblioteca Lac di Baselga di Pinè è stato un convegno dal titolo "Tra storia e musealizzazione del turismo-Il progetto Albergo Museo Alla Corona", che ha rappresentato un importante momento volto ad individuare, mettendo in connessione tutte le realtà coinvolte, un percorso futuro per l'utilizzo della struttura.
"Si tratta di un vero e proprio simbolo di quella che è stata la storia del nostro altopiano: un mix di cultura, religione e turismo legato ad una famiglia che può definirsi pioniera dell'accoglienza dalla fine dell'Ottocento fino ai primi anni duemila – ha dichiarato il sindaco di Baselga di Pinè Alessandro Santuari – e tutto questo viene ora restituito alla comunità. L'obiettivo futuro è quello di trasformarla in un polo rivolto alle scuole e al turismo, ma anche di aggregazione e di promozione del territorio e dei suoi prodotti"
A sottolineare poi il ruolo ricoperto dalla Fondazione Tommasini-Bisia e la sua mission, direttamente il presidente Corrado Tononi: "Nata nel 2014 per volontà dell'allora avvocato Amelia Tommasini, oggi Suor Amelia, l'ente ha come scopo quello di sostenere iniziative volte all'accrescimento culturale del territorio. E proprio quest'operazione legata all'ex Albergo alla Corona rientra perfettamente nei nostri obiettivi statutari: per questo abbiamo affiancato, anche sulla base di un forte legame con la famiglia Tommasini, il percorso di ristrutturazione e ora affiancheremo anche la gestione e le attività che al suo interno verranno svolte, con particolare attenzione alle visite guidate rivolte al mondo scolastico ma anche al turismo".
Tra i protagonisti dell'evento, in rappresentanza della famiglia che per generazioni ha gestito l'albergo, proprio Suor Amelia Tommasini, figlia di Carlo, che collegandosi da remoto dal Monastero delle Carmelitane Scalze di Bologna ha riportato una forte testimonianza di fede e amore per la cultura, ricordando vari aneddoti del padre, della famiglia e della vita dell’albergo.
Il numeroso pubblico presente ha poi potuto seguire la proiezione di un breve documentario dedicato alla vita e alla professione di Carlo Andrea Tommasini, albergatore ed ideatore del Museo del Turismo, con il presidente Luigi Blanco che ha illustrato la collaborazione della Fondazione Museo Storico del Trentino con il Comune di Baselga di Piné per iniziare una progettualità sul futuro sviluppo e gestione della struttura.
A seguire vari interventi, moderati dal direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi: il professor Michael Wedekind dell’Istituto Centrale per la storia dell'arte di Monaco ha offerto un contributo sulla storia e sulla diffusione del turismo, quando ancora era chiamato “villeggiatura”; l’ex Direttore Generale della Provincia Paolo Nicoletti ha illustrato lo sviluppo della realtà turistica in Trentino e la dottoressa Ruth Engl del Touriseum di Merano ha poi presentato la realtà museale altoatesina. Ultima ma non per importanza, la dottoressa Fiammetta Baldo della Soprintendenza per i beni e le attività culturali provinciale che ha evidenziato, in qualità di curatrice, la ricchezza e l'unicità dell'archivio documentale dell'Albergo alla Corona.

Al termine del convegno, relatori e ospiti si sono spostati a Montagnaga per l'inaugurazione ufficiale, con il taglio congiunto del nastro da parte della vicepresidente della Provincia Francesca Gerosa e del sindaco di Baselga di Piné Alessandro Santuari.
"Si tratta di una riapertura importante che ci porta indietro alle origini del Trentino, un momento bellissimo per la comunità e per il territorio e per il quale bisogna ringraziare la generosità e l'impegno della famiglia Tommasini, della Fondazione e la passione che il Comune ha infuso nel percorso di riqualifica" ha dichiarato Francesca Gerosa, che ha specificato: "Ci troviamo di fronte ad un museo incredibile che riesce a far vivere le emozioni della storia e delle tradizioni: questa progettualità rappresenta un valore aggiunto per tutta la Provincia, con le vite di allora che possono intrecciarsi con le nostre. Tutto questo viene riportato in vita e la comunità trentina deve esserne orgogliosa, e un pensiero va anche alle nuove generazioni che possono diventare protagoniste di processi importantissimi di riqualificazione culturale".
Dopo il taglio del nastro inaugurale il sacerdote di Montagnaga don Carlo Moser ha benedetto i presenti e la struttura, con l’auspicio di una profonda crescita culturale che sia a beneficio dei giovani e di tutta la popolazione, e la giornata si è chiusa con una visita guidata a cura dell’associazione "Noi Nella Storia", alle quali hanno presenziato anche il presidente Gabriele Sighel e molti soci in costume d’epoca. Un ultimo e imprescindibile dettaglio che racchiude l'essenza dell'intera operazione: far rivivere il passato, lanciando uno sguardo vivido e concreto verso il futuro.














