Con la mediazione il conflitto si trasforma in opportunità di cambiamento e crescita: a Trento il convegno di MedeS
Il prossimo 17 ottobre a Trento in Sala Falconetto - Palazzo Geremia nell’ambito (anche) di Trento Capitale Europea del Volontariato si terrà un convegno/confronto dal titolo ''Ascoltare lasciando traccia''

TRENTO. Si chiama MedeS, è l’Associazione nazionale di Mediazione e di Solidarietà per la Famiglia e la Comunità. Ha una storia pluriennale: fondata nel 2006, diciotto anni fa, da mediatori laureati in diverse discipline e formati ad un master specifico presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, lavora con successo anche in Trentino. Alcuni dei mediatori associati, tutti volontari che mettono a disposizione le loro competenze e il loro tempo, vivono nel nostro territorio e operano con particolare impegno. Infatti il prossimo 17 ottobre a Trento in Sala Falconetto - Palazzo Geremia nell’ambito (anche) di Trento Capitale Europea del Volontariato si terrà un convegno/confronto dedicato proprio alla “cultura della mediazione che trasforma il conflitto in opportunità di cambiamento e crescita”.
MedeS ha come obiettivo quello di creare e rendere attivo un network di mediatori familiari e comunitari che si impegnino per un nuovo modo di pensare al conflitto promuovendo la cultura della mediazione come strumento privilegiato nella gestione delle differenze e delle tensioni che il nostro vivere insieme inevitabilmente produce. Sono molte le iniziative e le attività sia in ambito congressuale sia di mediazione che in diciott’anni di vita MedeS ha concretizzato su tutto il territorio nazionale. Di queste alcune si sono svolte nel 2009, nel 2019 e nel 2021 proprio nel nostro territorio.
Nel 2021, per esempio, - a fine novembre - si svolse al Castello del Buonconsiglio un seminario molto partecipato “Sostenere e far conoscere la mediazione familiare”. Fra le tante opportunità formative ricordiamo quella online dello scorso anno che si è svolta in alcuni giorni del mese di maggio e di giugno ed ha coinvolto tutto il territorio nazionale. Significativo il tema trattato, cioè la violenza domestica: al mediatore familiare - che il codice civile prevede sia un professionista con competenze specifiche, esperto nell’ambito giuridico della famiglia, della tutela dei minori, della violenza contro le donne e della violenza domestica - “si richiedono forte consapevolezza culturale e professionale, conoscenze precise, prassi operative e concrete e funzionali nell’interesse comune nella tutela dei diritti di tutte le parti coinvolti e soprattutto quelle dei figli minori”.
















