Da Palazzo d'Arco a Castel Restor, le Giornate Fai di Primavera per scoprire il patrimonio culturale del Bleggio ma anche una collezione di gioielli etnici
Sabato 23 e domenica 24 marzo, le visite guidate a cinque luoghi, spesso inaccessibili, del Bleggio. A Villa d'Arco, la collezione di gioielli etnici raccolti in oltre cinquant'anni di viaggi dal conte Trentini

TRENTO. Sabato 23 e domenica 24 marzo tornano, per la trentaduesima edizione, le "Giornate Fai di Primavera", atteso appuntamento annuale promosso dal Fondo per l'ambiente italiano (Fai) dedicato alla scoperta del patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico del nostro Paese.
Un fine settimana nel quale saranno proposte visite a contributo in centinaia di luoghi, spesso inaccessibili o semplicemente insoliti, originali, poco conosciuti e valorizzati.
Numerosi gli appuntamenti che riguardano il Trentino, possibili grazie all'interessamento della Delegazione Fai di Trento e del rispettivo Gruppo Giovani e alla disponibilità di centinaia di volontari, molti dei quali reclutati nelle scuole superiori della provincia.
Cinque le aperture straordinarie nel Bleggio.
A Palazzo d'Arco-Trentini, villa di proprietà della famiglia Trentini che sorge sul territorio del Bleggio Inferiore, nella frazione di Villa, piccolo borgo circondato da campi coltivati, le visite guidate si terranno sabato 23 marzo dalle 14 alle 18 e domenica 24 marzo dalle 10 alle 18. All'interno, il vasto salone centrale a doppia altezza che conserva alle pareti la serie completa di "papiers peints" risalente ai primi anni dell'Ottocento, oltre ad affreschi inediti di fine Cinquecento realizzati da maestranze locali.
A ciò si aggiunge, la ricca collezione di gioielli etnici raccolti dall'attuale proprietario Gian Marco Trentini in oltre cinquant'anni di viaggi. Fin dai tempi più antichi, infatti, i gioielli sono stati utilizzati, non solo come
ornamento del corpo, ma a loro è stata attribuita una simbologia ben precisa, diversa a seconda del luogo di produzione e di utilizzo di questi preziosi manufatti.
Alla Chiesa di San Felice, edificio solitamente chiuso al pubblico e caratterizzato all'esterno da una semplicità di forme, le visite si terranno sabato 23 marzo dalle 14 alle 18 e domenica 24 marzo dalle 10 alle 18. Al suo interno, sarà possibile ammirare una serie di affreschi ed opere risalenti alla fine del XV secolo e attribuite a Cristoforo II Baschenis.
Alla Chiesa di S. Croce, edificio che domina il Bleggio per posizione e dimensioni, le visite si terranno sabato 23 marzo dalle 14 alle 18 e domenica 24 marzo dalle 12.30 alle 18 (domenica mattina sarà possibile visitare solo la cripta per
garantire il regolare svolgimento delle funzioni religiose). La chiesa attuale risale al Cinquecento (salvo la facciata che venne ricostruita nel Novecento) anche se la cripta romanica (una delle tre sopravvissute integre nel Trentino) e le sculture dell'VIII-IX secolo testimoniano una presenza ben più antica.
A Castel Restor, castello medievale simbolo del potere dei conti d'Arco oramai in rovina, restaurato nel 1999 e situato sul Dosso della Vedova ai piedi del monte San Martino, le visite avranno luogo solo nella giornata di domenica 24 marzo dalle 10 alle 18.
Oltre a questi appuntamenti, il Gruppo Fai Rovereto e Vallagarina propone l’apertura di Palazzo Pretorio e dell’oratorio del Redentore nell'ambito di un itinerario (lungo il quale si potranno osservare anche opere di Depero) alla scoperta del centro di Rovereto.
Il Gruppo FAI Val di Fiemme e Val di Fassa propone invece due percorsi di trekking.
Sabato 23 marzo alle 9.30, un percorso ad anello di circa 8 km attraverso i sentieri "Dove Stava una Valle" ed il "Percorso dei Pianeti". Qui, con l'aiuto di punti informativi, sarà possibile ricostruire la storia delle attività che si svolgevano lungo il corso del torrente prima della tragedia del 19 luglio 1985, quando una colata di fango e detriti distrusse la valle.
Al pomeriggio si percorrerà, per tornare a Tesero, la "Via dei Pianeti" fino all'Osservatorio Astronomico.
Il Gruppo FAI Val di Sole e Val di Non propone infine una visita dal titolo “L’oro di Taio”, una pittoresca passeggiata attraverso il borgo di Taio, alla scoperta della storia relativa alle botteghe artigiane del manico di frusta e degli antichi mulini ad acqua che ancora testimoniano l'ingegno del periodo preindustriale. Punto di ritrovo per la visita sarà la chiesa di Santa Maria, eccezionalmente aperta ai visitatori.











