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Belluno
27 marzo | 11:24

Giornate Fai: in due giorni quasi 3000 visitatori. Grande successo per i due siti del feltrino e quello di Agordo

Da villa Crotta - De Manzoni al borgo di Celarda passando per il santuario dei Santi Vittore e Corona sono state tantissime le persone che hanno approfittato delle giornate di primavera del Fai per scoprire luoghi magici e dal grande appeal culturale

BELLUNO. Successo per le giornate di primavera del Fai in provincia di Belluno che hanno visto in due giorni quasi 3000 visitatori, tra i due siti del feltrino e quello di Agordo, registrando numeri pre-covid molto simili a quelli fatti durante le stesse giornate del 2019, successo che si è riscontrato anche a livello nazionale con circa 550000 visitatori che hanno visitato 750 luoghi gestiti dalla  rete capillare di delegati, volontari ed apprendisti ciceroni che, nel caso bellunese, sono arrivati dagli istituti superiori Dal Piaz di Feltre e Follador di Agordo. Partendo da Agordo l’apertura ha interessato villa Crotta - De Manzoni che in due giorni ha totalizzato 1031 visitatori alla scoperta di una delle "punte" di penetrazione estreme verso nord della cultura veneta, dove "l'ultima onda della Serenissima si rompe e muore ai piedi delle maestose cattedrali rocciose del Nord", come disse lo scrittore Dino Buzzati.

L'apertura nelle Giornate Fai di Primavera ha previsto la scoperta degli ambienti più interessanti, ancora abitati dai proprietari e ricchi di mobili, suppellettili e quadri antichi: accolti nell'androne a pianterreno i visitatori sono saliti al primo piano, passando sotto agli stemmi delle nobili famiglie Crotta e de Manzoni, nel salone nobile e in diverse altre stanze tra le quali un salottino con i ritratti di due antenati, e ancora nella grande sala da pranzo, affrescata con due episodi dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, poi attraverso un loggiato per finire nella piccola cappella di famiglia. In autonomia si è potuto visitare il parco e la "Torresella", il padiglione belvedere posto all'estremità sud della proprietà, luogo dedicato al gioco e alle feste, costruito attorno al 1870 in stile gotico moderno.

 


Decisamente più inusuale la visita proposta al borgo di Celarda, 721 presenze, che partendo dal "Casel", un tempo latteria, dove si sono potuti vedere i vecchi strumenti utilizzati per la lavorazione del latte, in parte azionati dalla ruota del mulino, è poi proseguita verso la chiesetta impreziosita da cicli affrescati e dagli altari lignei dorati. Un interesse particolare è stato posto sull'Ultima Cena sulla parete nord, di ignoto frescante, che suscitò grande clamore nella stampa all'uscita del bestseller di Dan Brown che alimentava la teoria che accanto a Cristo, anziché l'apostolo Giovanni, ci fosse Maria Maddalena. Come nella celebre opera di Leonardo Da Vinci, anche nell'affresco di Celarda, Giovanni rivela lineamenti decisamente femminei.

 


Passando dalla villa alla vita rurale il trio si è concluso con le visite al santuario dei Santi Vittore e Corona, 1250 visitatori, dove è stata ripercorsa la storia del santuario dalla sua fondazione, attraverso gli affreschi delle lunette del chiostro che ne narrano la storia e le vicende, illustrando i principali cicli pittorici medievali, tra cui il Giudizio Universale e la giottesca Ultima Cena, oltre al racconto del martirio dei santi patroni della Città di Feltre e della sua antica diocesi. Focus poi su un antico scranno vescovile in pietra massiccia, che si ritiene dotato di poteri taumaturgici. Presenti nel percorso di visita anche il refettorio del convento e due aree generalmente non visibili: la sacristia ed est del martyrium, con lo splendido sarcofago preziosamente intagliato nel marmo del nobile condottiero Giovanni da Vidor, e la Sala degli Affreschi moderni, ricavata nella più antica sacrestia della chiesa.

Molto soddisfatto il capo della delegazione Fai di Belluno Adriano Barcelloni Corte che si è detto immensamente grato a tutti, ai volontari di vecchia data come a quelli appena entrati, bellunesi e feltrini così come la neo capogruppo del Fai Feltre Isabella Pilo che ha affermato: “Posso dire con la massima sincerità che mai ho respirato in una delegazione un clima così bello, costruttivo, sereno come nell’organizzazione di queste ultime giornate di primavera. Ho trovato amicizia, solidarietà, passione in tutti, in modo particolare con le “colleghe” e “colleghi” al santuario, anche nei momenti di maggior tensione e affluenza, mai uno screzio o un gesto di impazienza. Lo stesso è avvenuto con i ragazzi delle scuole: disponibili e motivati”.

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