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Belluno
11 ottobre | 12:55

Dentro le miniere della Valle Imperina: con il Fai si esplorano le gallerie del centro che dal '500 al 1962 ha assicurato rame e zolfo anche a Serenissima e austriaci

Sabato 12 e domenica 13 ottobre, per la XIII edizione, tornano le Giornate Fai d’Autunno, evento nazionale di partecipazione attiva e di raccolta pubblica di fondi in cui la rete territoriale del Fai aprirà 700 luoghi. Due aperture speciali nel Bellunese: le miniere nel cuore del Parco delle Dolomiti Bellunesi e a Feltre il bellissimo Teatro della Sena

BELLUNO. Tornano nel fine settimana, sabato 12 e domenica 13 ottobre, per la XIII edizione, le Giornate Fai d’Autunno, evento nazionale di partecipazione attiva e di raccolta pubblica di fondi in cui la rete territoriale del Fai aprirà 700 luoghi, normalmente non aperti al pubblico o poco conosciuti, in 360 città italiane con un ampio ventaglio di siti da scoprire sia in ambito culturale-storico che paesaggistico.

Anche in provincia di Belluno vi saranno due aperture gestite dai volontari del Gruppo Fai Giovani di Belluno e del Gruppo Fai di Feltre che apriranno rispettivamente il Centro Minerario di Valle Imperina nel comune di Rivamonte Agordino e il Teatro de La Sena nel centro storico di Feltre, andando ad approfondire due siti localizzati in due aree già oggetto delle ultime Giornate Fai Primavera. A raccontare ed illustrare questi beni, accanto ai volontari del Fai, saranno alcuni studenti dei Liceo "Follador-De Rossi" di Agordo, per il centro minerario, e del Liceo "Dal Piaz" di Feltre, per il teatro, in veste di "Apprendisti Ciceroni"  che consiste in un'esperienza di cittadinanza attiva che offre la possibilità di vivere e raccontare da protagonisti questi luoghi.

Andando ad approfondire la storia dei luoghi scelti per le visite si può vedere che il Centro Minerario di Valle Imperina è un importante sito storico industriale, che sorge nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, alla confluenza della valle del torrente Imperina con il Cordevole ad una quota di circa 540 metri di altitudine a pochi chilometri da Agordo. Dal punto di vista tecnico, la valle è formata da una forte discontinuità strutturale che ha determinato la creazione un giacimento di pirite cuprifera dalla quale è possibile estrarre rame e zolfo. La presenza di questo filone ha visto l’estrazione dei suoi metalli dal 1400 al 1962, grazie alla creazione di numerose gallerie di miniera, andando a costituire nei secoli la maggior fonte di sostentamento per la popolazione locale. Il rame metallico che si otteneva era apprezzato soprattutto per l'elevata resistenza all'alterazione ed usato dalla Serenissima Repubblica di Venezia, tra il 1600 e la fine del 1700, per la fabbricazione di cannoni, per il rivestimento delle navi e per le monete.

La visita si focalizzerà sul fabbricato dei forni fusori che sorge alla confluenza della valle del torrente Imperina con il Cordevole ed ospita tre forni che rappresentano una testimonianza unica della tecnologia metallurgica antica: l'impianto originario risale al 1500, comprendeva un solo forno e subì diverse trasformazioni per aumentarne la capacità e l’efficienza, ad opera della Serenissima Repubblica di Venezia a fine '700 e dagli Austriaci a metà dell'800. Le strutture murarie e i forni sono in pietra locale e furono usati come silos fino al 1925, quando la costruzione di una linea ferroviaria Belluno Agordo portò alla sostituzione della teleferica che portava il materiale ai silos con impianto che lo trasferiva direttamente nei vagoni ferroviari. Gli spazi sono allestiti con diversi strumenti impiegati nell'attività mineraria, materiale iconografico ed un'esposizione di copertine della "Domenica del Corriere" attinenti all'attività mineraria. L’accesso avverrà con turni di visita ogni 15 minuti per gruppi di massimo 15 persone dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18 con accesso ultima visita alle 17.30 ed è previsto un contributo libero suggerito a partire da 3 euro.

Solo per gli iscritti Fai, con numero limitato di posti per ragioni di sicurezza, e solo dopo aver contattato la Delegazione di Belluno alla mail belluno@delegazionefai.fondoambiente.it nei giorni precedenti, sarà possibile partecipare ad un'escursione della durata di circa un'ora che, partendo dai forni fusori, arriverà fino alla Galleria Santa Barbara che nel '600 dava accesso alla maggior parte delle zecche attive. Qui, dopo essere stati dotati di caschetti protettivi e mantelle impermeabili, si entrerà nella galleria a sezione ogivale, che conduceva al pozzo Capitale, passando accanto all'effige di S. Barbara posta a protezione dei minatori. È necessario indossare calzature adeguate e almeno con suola impermeabile. Il contributo suggerito è a partire da 10 euro a persona.

 


A Feltre sarà visitabile, in via straordinaria perché in regime di semi cantiere ed in collaborazione con il Fondaco per Feltre, il Teatro della Sena che si trova all'interno dell'antico Palazzo della Ragione edificato, a partire dai primi decenni del Cinquecento, dopo la distruzione che colpì la città nel 1510. Il teatro si trova al primo piano nel grande salone che avrebbe dovuto ospitare il Maggior Consiglio che venne poi spostato al pian terreno lasciando spazio al Teatro Sociale che venne rifatto nell'800 da Giannantonio Selva, che aveva completato alla fine del secolo precedente il celebre teatro della Fenice di Venezia, e decorato ed impreziosito, con un sipario dipinto ed altri apparati, da Tranquillo Orsi. Nel 1729 vi operò come attore, regista e scrittore dei suoi primi testi teatrali un giovanissimo Carlo Goldoni. L’accesso avverrà con turni di visita ogni 15 minuti per gruppi di massimo 25 persone dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18 con accesso all’ultima visita alle 17.30. Visite speciali anche in questo sito, estese alla Sala Stemmi ed alla Sala Consiliare, alle 11 e alle 17 sia il sabato che la domenica, scrivendo a feltre@gruppofai.fondoambiente.it con contributo suggerito a partire da 5 euro a persona per gli iscritti ed 7 euro per i non iscritti.

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