I santi dell’anno 2064. Da Cellar Contemporary una mostra per indagare il futuro
Alle 18:00 di giovedì 21 marzo, negli spazi della galleria d’arte Cellar Contemporary, inaugura la mostra dedicata ai santi del futuro con le opere di Tommaso Buldini e Margherita Paoletti. L’esposizione, che mette in dialogo il lavoro dei due giovani artisti, punta a immaginare un futuro, non poi così lontano, e quali saranno le nuove figure di riferimento nella cultura tradizionale, così come lo sono stati i santi

TRENTO. Da molti anni, ormai, la galleria d’arte contemporanea Cellar Contemporary, specializzata in artisti emergenti e arte nord-americana, è molto attiva nel rione di San Martino a Trento. Con cadenza regolare, infatti, la via principale del quartiere si anima di visitatori, spesso provenienti anche fuori regione, per partecipare agli eventi organizzati dalla galleria a inaugurare un ciclo di mostre. Giovedì 21 marzo 2024, alle ore 18:00, la luce sarà tutta puntata su due giovani pittori: Tommaso Buldini e Margherita Paoletti. Nonostante collaborino entrambi con la galleria trentina già da qualche anno, per la prima volta saranno i protagonisti di una doppia mostra personale intitolata ‘I santi dell’anno 2064’.
Buldini, che alle spalle ha una formazione da graphic designer e video animatore è conosciuto ai più per aver realizzato alcuni videoclip per i singoli dei cantautori Colapesce e Dimartino, come Noia Mortale e Luna Araba, per il quale ha anche vinto il premio come miglior video dell'anno per le etichette indipendenti nel 2021. Da alcuni anni, l’artista emiliano si dedica quasi esclusivamente alla pittura, che lo ha portato a elaborare un linguaggio personale, fatto di scenari demoniaci e simbologia esoterica, e ben si inserisce nella corrente pop-surrealista. Di origine marchigiana, Margherita Paoletti prende invece le mosse da una formazione legata al mondo dell’incisione. Paoletti oggi vive e lavora in Vallagarina e il suo linguaggio si è evoluto verso una pittura molto più colorata e prevalentemente floreale, ricca di richiami all'universo del femminile e al rapporto tra interiorità ed esteriorità.
Con la mostra ‘I santi dell’anno 2064’ Cellar Contemporary prosegue il percorso iniziato ormai da qualche mese, che si pone l’obiettivo, attraverso un ciclo di doppie personali dedicate agli artisti con cui collabora, di mettere a confronto diversi approcci artistici su una tematica comune, come nel caso di Tommaso Buldini e Margherita Paoletti - entrambi molto apprezzati dai collezionisti più giovani - dove linguaggi apparentemente distanti dialogano e ricercano una sintesi.
Con il tema proposto per questa mostra, la galleria trentina non vuole però soltanto mettere a confronto il lavoro di due artisti, ma accostare due canoni diversi. Un po’ come avviene nell'industria cinematografica, dove generi distanti tra loro vengono uniti per dar vita a nuove possibilità narrative - molti sono ad esempio i casi dove la science fiction sconfina nel fantasy - Buldini e Paoletti si richiamano alla rappresentazione del filone agiografico - tipica dell'arte tardo medioevale e rinascimentale - e al tempo stesso guardano al futuro, immaginando il volto dei “nuovi santi”.
Protagonisti di avventure grandiose ed eroiche, i santi di Buldini e Paoletti si mostrano al pubblico attraverso una narrazione fatta di gesta simboliche ambientate in un mondo futuro, anche se non così lontano da quello di oggi. I visitatori che parteciperanno all’inaugurazione, come fossero turisti di un’antica canonica consacrata all’idolatria del collezionismo d’arte, potranno osservare i moderni cicli pittorici e farsi narrare come sarà la vita nel 2064. Così, come accadeva secoli addietro con gli affreschi che ancora oggi adornano i palazzi di Trento.












