La Leggenda di Dolomiti. Umar Rashid è in mostra allo Studio d’Arte Raffaelli
Da giovedì 21 marzo alle ore 18:30 - momento dell’inaugurazione - al 3 giugno 2024, lo Studio d’Arte Raffaelli di Trento ospita una mostra personale dedicata all’arte di Umar Rashid. L’artista, noto internazionalmente per il suo lavoro sul colonialismo, è solito creare nuove narrazioni in base al luogo che visita. Nasce, così, La Leggenda di Dolomiti. Per l’occasione sarà presente l’artista, in arrivo direttamente da Los Angeles

TRENTO. Per Umar Rashid, artista afroamericano originario di Chicago, noto anche sotto lo pseudonimo di estrazione nativa Frohawk Two Feathers, è la seconda volta in Trentino e, più in generale, in Italia. Nonostante si tratti di una breve permanenza, l’artista ha voluto rendere omaggio al luogo che lo ha accolto, creando una ‘narrazione site-specific’. Questa, infatti, è la definizione del processo artistico di Rashid, che attraverso un’opera di re-immaginazione, collega con un doppio filo la storia locale dei luoghi in cui espone alla più grande Storia coloniale, sia essa reale o presunta.
Fotografo e cineasta prestato al mondo dell’arte contemporanea, Rashid con le sue opere pittorico-narrative vuole portare l’attenzione del pubblico sulla storia della popolazione nera, restituendo ai suoi protagonisti quella dignità e importanza altrimenti dimenticate. Come per quella di Dolomiti, le narrazioni di Rashid sono tutte ambientate nel periodo di dominazione transcontinentale da parte degli imperi Francese e Inglese, che va dal 1648 to 1880. L’artista stesso, creando un neologismo, definisce il potere coloniale espresso dai due imperi come Franglish Empire. Tutte le leggende, così come quella di Dolomiti, sono quindi profondamente interconnesse agli eventi di quel periodo. Ambientata verso la fine Settecento, la Leggenda di Dolomiti narra le avventure di Guy - detto Guido e soprannominato Dolomiti - soldato della Sugarcane Army di Santo Domingo, che combatté nella Guerra dei cinquant’anni dalla parte dell’esercito prussiano.
Raccolte in una serie di opere su carta, su tela e su tavola abbinate a dei brevi racconti, come fossero parte di una graphic novel scomposta, le avventure di Dolomiti mettono in scena una storia d’amore, battaglie e intrighi di palazzo orditi da Karlheinz Duca di Innsbruck. La mostra organizzata dallo Studio d’Arte Raffaelli porta a compimento quel percorso iniziato nel 2019, con il progetto intitolato The Fate of Empires, che ha visto Rashid cimentarsi nella parte iniziale della Leggenda. Per l’occasione, la galleria trentina aveva riunito tre artisti, che con metodi e processi creativi diversi si occupano, ciascuno con il proprio linguaggio, di interpretare la storia fino a reinventarla, con l'intento comune di condannare i regimi coloniali.
Attraverso la potenza delle immagini e rimescolando le carte di un passato immaginario, Umar Rashid porta il pubblico a riflettere sul fatto che la storia ufficiale è fondamentalmente una storia coloniale, letta e interpretata dal punto di vista degli imperi colonizzatori occidentali. Invece di guardare alla storia solamente dal punto di vista dei grandi condottieri protagonisti di invasioni e conquiste, l'artista provoca la platea attraverso la creazione di storie parallele, più o meno possibili e maggiormente incentrate sulla quotidianità della gente comune succube delle prevaricazioni da parte dell’imperialismo. È così che vengono rappresentati soldati prussiani d’origine africana, un Duca d’Austria tatuato e dame di corte che ricordano le più recenti cantanti hip-hop. Quello di Rashid è un mondo che si nutre dei più svariati stimoli, di contaminazioni culturali distanti tra loro e ai limiti del possibile. Da oggi, all’interno di quel mondo, capace di viaggiare oltre i confini della storia e di parlare ai più, c’è anche una parte della cultura e della tradizione trentina.












