Le bambine di Terenzin, oltre 300 gli studenti già prenotati a teatro: "La giornata della memoria per riflettere sul valore della vita e sulla cultura come sopravvivenza"
Un monologo su Terezin, il ghetto modello riservato agli artisti, musicisti, bambini, agli ebrei privilegiati. Disegni, poesie e testimonianze per raccontare con semplicità di come l’arte, la musica, il teatro, la cultura abbiano aiutato i prigionieri a restare umani

BELLUNO. Un monologo su Terezin, il ghetto modello riservato ad artisti, musicisti, bambini, agli ebrei privilegiati. Grazie ai disegni, alle poesie, alle testimonianze viene raccontato con semplicità di come l’arte, la musica, il teatro, la cultura abbiano aiutato i prigionieri a restare umani. Dai 12 anni.
In occasione della Giornata della memoria il Circolo cultura stampa Bellunese, con il sostegno del Comune di Belluno, e in particolar modo dell’assessorato alla cultura guidato da Raffaele Addamiano, propone il 31 gennaio alle 11 al teatro Buzzati di Belluno lo spettacolo “Le bambine di Terezin” rivolto agli studenti di terza media e delle scuole superiori.
“Come si può parlare di fame di cultura in un posto in cui manca il pane?” questa la frase presa a prestito dall’assessore alla cultura, da Paola Bordignon attrice del monologo, per introdurre l’iniziativa “dall’alto valore culturale e civico rivolta a giovani e alle scuole”.
E ancora qualche passo dal discorso di Mattarella a Pesaro che Addamiano ha voluto fare suo “la cultura è libera da ogni ideologia, è fondamento di dignità ed onestà, è patrimonio indivisibile del mondo, è paziente semina e lievito per la pace”.
Ha ricordato poi che la Giornata della memoria viene istituita ufficialmente il 1 novembre 2005, con la Risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e che l’Italia anticipò i tempi con una legge del luglio del 2000 in cui veniva già istituita per il nostro paese.
L'obiettivo è conservare la memoria per evitare il ripetersi della persecuzione, la deportazione, la prigionia e lo sterminio dei cittadini ebrei; portare questo evento al teatro Buzzati risulta un dovere per le nuove generazioni.
Nello specifico si tratta di un monologo ad opera di Paola Bordignon che con le parole, le immagini e la musica accompagna lo spettatore nella realtà del ghetto, con tutte le sue contraddizioni, e reca un insegnamento universale che induce a riflettere sul valore della vita e sulla cultura come forma di resistenza e sopravvivenza.
L’attrice chiude il suo monologo facendo muovere un piccolo pagliaccio, perché ne è consapevole lei, come lo era chi fu a Terezín, che è impossibile “fuggire dal circo”. Infatti per questo campo passarono 15.000 ragazzi ma solo 142 furono i sopravvissuti.
Luigino Boito, del Circolo, ha fatto subito presente come l’attuale situazione mondiale sia abbastanza drammatica per questo giorno della memoria: il pensiero va subito alla guerra in corso tra Israele e la striscia di Gaza evidenziando come Israele abbia avuto circa 1.300 vittime mentre a Gaza se ne contano 24.000.
Questo divario potrebbe certamente portare ad errate associazioni mentali tra la Giornata della memoria e il conflitto in corso tanto che inizialmente le comunità ebraiche avevano valutato la possibilità di fare celebrazioni private per evitare strumentalizzazioni.
Altro episodio spiacevole, e che deve far riflettere, avvenuto gli scorsi giorni riguarda le proteste fatte alla fiera dell’oro a Vicenza contro gli espositori di origine israeliana “solo 3 su 1300” ha sottolineato Boito “ma che sono bastati a mettere in campo una sorta di spedizione che ricorda la notte dei cristalli del 1938”.
“Aberrante pensare inoltre che diversi atenei italiani, europei e americani stanno interrompendo i contatti con le università israeliane”, ha proseguito Boito che ha ricordato la citazione di Primo Levi. “Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un sì o per un No. [...] Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi", concludendo che è grato all’assessore per aver accolto l’invito e incaricato il Circolo di gestire la Giornata della memoria e ha rilanciato con la promessa di approfondire anche l’esodo istriano attraverso una proposta culturale.












