Dal campanile di San Marco, a dozzine di ville Liberty al Lido, dalla baracche della Grande Guerra ai padiglioni di Milano: storia della ''Pasqualin & Vienna, 1882-1933''
L’esposizione narra della lunga e straordinaria storia della ditta di carpenteria lignea attiva fin dal 1882 ma fondata formalmente a Venezia nel 1889 dallo zoldano Adriano Pasqualin e dal cadorino Paolo Vienna. Rimasta quasi sconosciuta ai più per cent’anni, ora questa incredibile realtà sta affascinando architetti, ingegneri, geometri, costruttori, direttori di archivi e musei. La mostra è a Fusine in Val di Zoldo ed è davvero imperdibile

BELLUNO. Sarà visitabile fino al 12 ottobre, da martedì a domenica dalle 16 alle 19 con visite guidate di venerdì e sabato dalle 10 alle 12, la mostra “La grande storia di un’impresa: Pasqualin & Vienna, 1882-1933”, inaugurata il 20 luglio scorso nella sala polifunzionale “A. Rizzardini” a Fusine in Val di Zoldo e curata da Fabio Santin dell’associazione culturale Mont de Vie.
L’esposizione narra della lunga e straordinaria storia della ditta di carpenteria lignea attiva fin dal 1882 ma fondata formalmente a Venezia nel 1889 dallo zoldano Adriano Pasqualin e dal cadorino Paolo Vienna. Rimasta quasi sconosciuta ai più per cent’anni, ora questa incredibile realtà sta affascinando architetti, ingegneri, geometri, costruttori, direttori di archivi e musei che affluiscono quotidianamente insieme ad un buon numero di appassionati e semplici curiosi, suscitando crescente interesse.
La Pasqualin & Vienna in cinquant’anni d’attività realizzò centine, ponti, viadotti, dighe, edifici, ville, palazzi, padiglioni della fiera di Milano e della Biennale di Venezia, costruzioni effimere gigantesche per le Esposizioni universali, hangar, baracche per i soldati della grande guerra e per i terremotati, stabilimenti, i primi rifugi sulle Dolomiti, teatri, scuole e molto altro in tutta Italia e anche all’estero, diventando una delle più grandi imprese sul territorio nazionale.
Solo a Venezia si occupò della ricostruzione del campanile di san Marco, del mercato del pesce, della costruzione del ponte provvisorio dell’Accademia, del primo e ultimo tratto del ponte della Libertà, della radicale ristrutturazione del Teatro Malibran; al Lido costruì una dozzina di ville Liberty, le case dei ferrovieri e il primo blocco dell’Hotel des Bains.
Al passo coi tempi, la ditta fu tra i pionieri del cemento armato e innalzò le prime antenne radiofoniche, in legno, a Napoli e Roma dove realizzò persino il primo stadio della Roma, il Testaccio, completamente in legno con le tribune dipinte di giallorosso.
In mostra, al piano terra, sono visibili decine di foto dei cantieri e delle opere, oggetti familiari, un video inedito che mostra una lavorazione sorprendente, disegni, progetti, modelli di edifici mentre al primo piano si possono vedere le riproduzioni di una scelta di manifesti, inerenti a realizzazioni della ditta, del Museo Collezione Salce di Treviso, la cui direttrice Elisabetta Pasqualin è bisnipote di Adriano Pasqualin.
Il grande lavoro di ricerca di documenti originali, fotografie, testimonianze negli archivi familiari e privati, nella stampa dell’epoca e anche online, protrattosi per anni, è confluito nel prezioso volume “La grande storia di un’impresa: Pasqualin & Vienna, 1882-1933”. Il volume si divide in due parti: nella prima parte si trova una lunga ed esauriente cronologia di 200 opere della ditta, nell’arco di tempo considerato, corredata di notizie sui cantieri e di fotografie, disegni, progetti originali mentre nella seconda parte vi sono una serie di contributi su temi specifici da parte del curatore e di vari studiosi e ricercatori.
“Il lavoro sulle foto d’archivio è stato condotto con perizia dal noto fotografo Paolo Lazzarin e la pubblicazione del volume, elegantemente rilegato in 500 copie, è stata possibile grazie alla storica e pluripremiata Silcon Plastic, l’azienda che in Zoldo dà lavoro a 150 persone, e che ha colto delle affinità tra la propria storia e quella della Pasqualin & Vienna” fanno sapere da Mont de Vie proseguendo: “Alla presentazione avvenuta il 13 agosto, nella sala consiliare gremita di un attento pubblico, sono intervenuti: il sindaco Camillo De Pellegrin; il curatore Fabio Santin, Paola Brolati e Charly Gamba, fondatori dell’associazione Mont de Vie; la zoldana Barbara Costa, responsabile dell’Archivio storico di Intesa san Paolo; l’avvocato Andrea Pasqualin, bisnipote di Adriano; il giovanissimo Pietro Cordella, collaboratore in mostra all’interno dell’iniziativa comunale “Doi scuf d’istà”, rivolta appunto ai giovani zoldani; Piero Brunello, docente di Storia sociale all’Università Ca’ Foscari di Venezia”
Il vasto materiale raccolto nel corso della ricerca, ancora in corso, sulla ditta Pasqualin & Vienna, confluirà nell’archivio che l’associazione culturale Mont de Vie sta allestendo all’interno del progetto "Impulso culturale, cultura per tutti" Interreg VI A Italia-Austria, CLLD Dolomiti Live. L’archivio si troverà all’interno della nuova sede dell’associazione che sarà Casa Casal a Forno di Zoldo, presentata lo scorso anno e in fase finale di ristrutturazione.












