Qui Venezia, alla Mostra del Cinema ''Bugonia'' incolla alla poltrona tra fantascienza e mitologia un film distopico di uno stregone della regia
Il regista greco Yorgos Lanthimos incanta, costringe lo spettatore ad essere inchiodato alla poltrona. Coinvolto dalla bravura dei protagonisti, praticamente solo un terzetto, con Emma Stone protagonista perfetta

VENEZIA. Seconda giornata alla Mostra del Cinema e le api del film Bugonia danzano surreali scenari di possibile catastrofismo. Api, per scandire il ritmo della terra. E farlo sfidando magari ogni codice predefinito. Usando le api come una metafora, la naturalità che mette in guardia sui pericoli che esulano dalla realtà e sconfinano nell’assurdo, nella fantascienza.
Al Lido irrompe un concetto metafisico pescato tra nozioni e leggende citata già da Virgilio, api di e per la rinascita, mitologia greca che ritiene questi instancabili insetti nati dalla putrefazione i fautori del presente. Pronti a sfidare pure un futuro tutto da definire.
Un domani decisamente delirante, surreale, appunto fantascientifico. Così Bugonia è un film che non concede limiti. Né alla narrazione - serrata, incontrollabile, magistralmente ritmata, assolutamente dark - con una serie di stimoli difficilmente classificabili. Fantasia, cupe previsioni, altrettante impossibili soluzioni.
Il regista greco Yorgos Lanthimos è davvero uno stregone cinematografico. Incanta, costringe lo spettatore ad essere inchiodato alla poltrona. Coinvolto dalla bravura dei protagonisti, praticamente solo un terzetto, con Emma Stone - la diva prediletta del regista stesso, già sugli scudi dell’edizione 2024 della Rassegna veneziana e di ogni esclusiva kermesse filmica - e due dannati aspiranti ‘giustizieri’, decisi a preparare uno sbarco su galassie impossibili per salvare il Pianeta. Fermando la cinepresa proprio sul dinamismo delle api, regine danzanti, in netto contrasto - sia nelle prime immagini come nel finale - con la trama delle 2 ore di sequenze che scorrono sul grande schermo.
Tensione filmica, altrettanta inquietante prospettiva catastrofica.
Accusando le aziende della transazione biogenetica di essere - adesso e nel futuro - le protagoniste del rovesciamento terracqueo. Inutile soffermarsi sul ruolo dei due balordi, senza alcuna sosta (e con repentini sconvolgimenti) alle prese con Emma Stone, la ipertecnologica - e per certi versi (forzatamente? ) androgina - manager di un colosso della sperimentazione medica futuribile. Il presente che supera ogni baluardo dell’irrazionalità. La tensione per il rischio, senza badare al domani. Cercandolo magari su lontanissime galassie? Solo le api, però continueranno a conservare il rispetto, fermando il tempo per rigenerarlo. Perché le api sono il nostro passato, il presente e pure il futuro. Quello vero, per il bene di tutti.












