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Da tre mesi i nuovi voucher, Alotti: "Un primo bilancio? Buono, incidono per il 4%. Si ricorre ai contratti determinati"

A livello nazionale per ora sono stati coinvolti circa 17 mila lavoratori, 8 mila famiglie e 24 mila imprese per un valore di circa 12 milioni di euro versati. Sono due le tipologie di PrestO, quello 'Libretto famiglia' e il 'contratto di prestazione occasionale'

Di Luca Andreazza - 19 ottobre 2017 - 19:39

TRENTO. "I PrestO, il nuovo istituto che sostituisce i voucher, fotografano numeri molto distanti rispetto all'utilizzo dei vecchi 'tagliandi' abrogati nella scorsa primavera. Questo è dimostrato anche dall'impennata della stipula di contratti a chiamata, ma anche quelli occasionali o stagionali", queste le parole di Walter Alotti, segretario generale delle Uil del Trentino.

 

Sono trascorsi, infatti, trascorsi circa tre mesi dal debutto dei Presto, i 'nuovi' voucher per il lavoro occasionale lanciati nella manovrina a giugno scorso in sostituzione del vecchio istituto abrogato il 17 marzo scorso. A livello nazionale per ora sono stati coinvolti circa 17 mila lavoratori, 8 mila famiglie e 24 mila imprese per un valore di circa 12 milioni di euro versati.

 

"Se calcoliamo - spiega il segretario della Uil - il rapporto tra il valore di 10 euro e l'ora di lavoro si parla di circa 1,2 milioni di ore per 3 mesi. La proiezione annua si attesta intorno ai 5 milioni di ore contro quelle del 2016 della sola regione del Trentino Alto Adige (2 milioni a Trento e 3,8 invece a Bolzano) registrate dai voucher nel 2016. In Trentino l'utilizzo è in linea con il resto d'Italia" (Qui articolo con dati utilizzo voucher nel 2016). 

 

Un primissimo monitoraggio dell'Inps a livello nazionale a fine agosto rileva circa 49 mila utenti registrati tra le due forme del PrestO, cioè quella del 'Libretto famiglia' (la tipologia di contratto occasionale riservata alle famiglie e alle persone fisiche non nell'esercizio di attività di impresa) e quella del 'contratto di presentazione occasionale' (una tipologia contrattuale previste per le aziende, associazioni, fondazioni e altri enti, basata su una retribuzione minima giornaliera di 36 euro per un massimo di quattro ore di prestazione).

 

Una cifra decisamente inferiore agli oltre 36 milioni di buoni venduti nei mesi di luglio, agosto e settembre del 2016 per un totale di oltre 360 milioni di euro e una stima di circa 400 mila lavoratori coinvolti. "I nuovi PrestO - commenta Alotti - incidono per circa il 4%. Anche se è un po' presto per fare una valutazione, le imprese ora preferiscono stipulare altre tipologie contrattuali molto più tutelanti per aziende e lavoratori in quanto possono poi beneficiare degli ammortizzatori sociali".

 

Nel caso del contratto di prestazione occasionale, il datore di lavoro deve comunicare, attraverso la piattaforma telematica e almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, i dati necessari per consentire all’Inps il pagamento delle prestazioni al lavoratore nonché l’accredito dei contributi previdenziali sulla sua posizione pensionistica.

 

L’Inps effettuerà il pagamento il giorno 15 del mese successivo allo svolgimento della prestazione. Per le prestazioni svolte attraverso il 'Libretto famiglia', la comunicazione può essere invece effettuata dopo la prestazione, purché entro il terzo giorno del mese successivo al suo svolgimento.

 

Prima di avviare la prestazione, i datori di lavoro devono versare la provvista finanziaria necessaria per il pagamento del compenso al lavoratore e la regolarizzazione della sua posizione previdenziale, attraverso l’utilizzo del modello F24 Elide.

 

"Questa nuova tipologia di voucher è buona - conclude Alotti - anche se si può intervenire per migliorare, così come è probabilmente ora di aggiornare e integrare gli istituti contrattuali, quali quelli a chiamata, occasionali e stagionali. Non bisogna comunque dimenticare che fino al 31 dicembre prossimo restano validi anche i vecchi tagliandi, anche se il loro utilizzo sta andando progressivamente diminuendo".

 

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