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Economia in timida ripresa, le imprese investono soprattutto in macchinari, software e marketing. Giù ricerca e sviluppo

Nel 2016 quasi il 90% delle imprese ha investito, in particolare le medie e grandi aziende. Manifatturiero, commercio all'ingrosso e trasporti al top. Non decollano estrattivo e costruzioni. Giovanni Bort: "Clima economico di moderata ripresa sviluppa una reazione positiva"

Di Luca Andreazza - 02 novembre 2017 - 02:26

TRENTO. Una moderata ripresa del sistema economico trentino. Questo quanto emerge dall'indagine condotta dalla Camera di commercio di Trento sugli investimenti fissi lordi, su quelli immateriali e sulle finalità nel periodo 2015-2016.

 

"Il quadro - spiega Giovanni Bort, presidente della Camera di Commercio di Trento - ci conferma che la percezione di un clima economico di moderata ripresa sviluppa una reazione positiva che favorisce un sensibile aumento degli investimenti a vario livello nelle attività imprenditoriali".

 

I dati mostrano che quasi il 90% delle imprese del campione indagato ha effettuato investimenti, mentre il restante 10,6% ha dichiarato di non averne effettuati e in questo caso si tratta generalmente di imprese piccole o medio-piccole con un fatturato medio intorno 138 mila euro.

Un altro 26,6% ha effettuato interventi sotto i mille euro per addetto (mediamente 371 euro per addetto) e si contraddistingue anche per valori di fatturato per addetto molto contenuti, quasi 61 mila euro. Segue poi una classe che rappresenta il 29,4% delle imprese con investimenti ancora contenuti (da mille a cinque mila euro, mediamente 2.815 euro per addetto) e con un fatturato medio superiore a 333 mila euro.

 

 

Il 12,8% si colloca nella classe dai 5 ai 10 mila euro (mediamente 7.020 per addetto, con un fatturato per addetto di oltre 287 mila euro). Infine, un 20,6% supera i 10 mila euro di investimenti per addetto con una media di 24.355 euro ed un fatturato di 399 mila euro.

 

 

 

L’incidenza degli investimenti sul fatturato risulta pari al 6,1% in quest’ultima classe, scende al 2,4% in quella immediatamente precedente e valori ancora più contenuti nelle altre: il valore medio complessivo ai attesta al 3,8%. Nello specifico, gli investimenti totali per addetto sono ammontati mediamente a 9.947 euro (8.433 euro per investimenti fissi e 1.514 per investimenti immateriali).

 

 

 

Rapportando il valore di ogni settore con la media generale, si ricava invece l’intensità d’investimento specifica. A fronte quindi di un investimento medio pari a 100 e considerando il 2016, il valore più elevato spetta al manifatturiero (167,5), seguito dal commercio all’ingrosso (132,7) e dei trasporti (114,0).

 

 

I valori più bassi invece si riscontrano nel settore dell’estrattivo (13,4) e nelle costruzioni (45,9). Per classi dimensionali le differenze appaiono leggermente più contenute: alle imprese con oltre 50 addetti spetta il valore più elevato (112,4), mentre la classe con 1-10 addetti presenta il valore inferiore (76,8).

 

 

Nel 2015 guidava la classifica dell’intensità d’investimento, avendo come riferimento il medesimo campione d’imprese, il commercio all’ingrosso (129,8), mentre il valore più basso spettava alle costruzioni (74,3). Per classi dimensionali i valori più elevati si erano registrati sempre nelle imprese con oltre 50 addetti (111,5) e quelli più bassi nelle imprese con 1-10 addetti (86,4). 

 

 

Rispetto al 2015 gli investimenti totali sono aumentati del 18,1% e, in particolare, del 20,6% quelli fissi e del 5,7% quelli immateriali. L’andamento economico del 2016, in lenta ripresa, sembra pertanto aver stimolato un moderato aumento anche degli investimenti.

 

"I dati raccolti finora - evidenzia Bort - relativi alla prima metà dell’anno in corso e le prospettive per i prossimi mesi non consentono tuttavia di esprimere giudizi definitivi, ma suggeriscono segnali tangibili circa un ulteriore rafforzamento della ripresa di quest’importante componente della domanda già nel 2017".

 

Tra gli investimenti fissi lordi, risultano in sensibile aumento quelli indirizzati all’acquisto o potenziamento di impianti-macchine-attrezzature per la produzione e di mezzi di trasporto, mentre diminuiscono gli investimenti in mobili-macchine per ufficio e costruzioni-fabbricati-terreni.

 

Nell’ambito degli investimenti immateriali, sono in crescita quelli in informatica-software e marketing, diminuiscono invece quelli in ricerca e sviluppo

Complessivamente, tutte le classi dimensionali presentano una dinamica positiva. L’incidenza degli investimenti sul fatturato – indicatore che misura 'l’intensità di investimento' – è risultata essere pari al 4,3%, quindi in leggero aumento rispetto al 3,6% dell’anno precedente.

 

Per quanto riguarda le finalità di investimento, la ricerca ha messo in luce che le imprese trentine sembrano indirizzarsi in primo luogo verso la sostituzione di impianti usurati, guasti e obsoleti (56,7% di risposte). Seguono, per frequenza, il miglioramento di qualità dei prodotti esistenti (23,7%) e l’ampliamento della capacità produttiva (20,7%).

 

Nel 2016, le decisioni sull’entità degli investimenti delle imprese sono state condizionate in primis dall’andamento della domanda (32,6%), ma anche in maniera rilevante dall’andamento del mercato di riferimento (30,5%) e dalla disponibilità di condizioni monetarie e finanziarie favorevoli (29,5%).

 

L’occupazione presenta invece a fine 2016 un aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente, tale incremento è determinato dalla crescita occupazionale delle unità di media e grande dimensione, mentre le piccole imprese evidenziano una lieve flessione (-0,2%).

 

 

Anche il fatturato registra un aumento, pari al 2,5%, con una dinamica negativa esclusivamente per le costruzioni. L’incidenza degli investimenti sul fatturato è risultata pari al 3,6% nel 2015 ed è salita al 4,3% nel 2016.

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