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La Cgil attacca frontalmente il Muse: "Penalizzano i collaboratori per il tornaconto economico". Il museo smentisce

Il sindacato denuncia il bando per l'esternalizzazione dei servizi al Muse: "Messo nero su bianco un livello di inquadramento più basso. Pronti alla mobilitazione". Il museo non ci sta e ribatte: "Attenzioni gestionali che non hanno pari in nessun altra realtà museale italiana"

Di Luca Andreazza - 01 novembre 2017 - 06:48

TRENTO. "Poche certezze per i collaboratori e le collaboratrici del Muse. Si tratta di giovani professionisti, che con la loro competenza e la loro energia in questi anni hanno contribuito al successo della proposta museale e che oggi, a causa del nuovo bando per l'esternalizzazione dei servizi, vedono penalizzata la loro professionalità", questa l'accusa mossa della Cgil del Trentino.

 

"Il Muse - aggiunge Gabriele Silvestrin, segretario di Nidil del Trentino - ha messo nero su bianco un livello di inquadramento più basso, che non corrisponde alle reali professionalità di questi lavoratori, ma che costa meno".

 

Questo contratto riguarda oltre un centinaio di collaboratori e, secondo il sindacato, sarebbe riportato a una concezione di operatori museali anacronistica, vecchia e distante dalla effettiva realtà in cui lavorano e che non terrebbe conto della loro professionalità, così come "del concentrato di energia - aggiunge il segretario - spirito innovativo e partecipazione genuina: aspetti su quale il Muse ha potuto sviluppare e consolidare la propria proposta".

 

Il Muse non ci sta e risponde: "I collaboratori - spiegano i vertici museali - in forza dell’alta considerazione che l’istituzione stessa ha delle proprie risorse pregiate, sono da sempre oggetto di attenzioni gestionali che a nostra conoscenza non hanno pari in nessun altra realtà museale italiana: spiace registrare, da parte di una sigla sindacale, affermazioni sul loro trattamento assolutamente non corrispondenti al vero".

 

"L'inquadramento - prosegue il Muse - previsto dal bando non penalizzerà alcuna professionalità. Questo è assolutamente in linea con le mansioni svolte attualmente e che verranno richieste in futuro dal soggetto vincitore della gara. E’ falso affermare che l’inquadramento previsto 'costi meno': il livello economico previsto è, infatti, ampiamente superiore all'attuale".

 

Nel mirino del sindacato anche la genesi del bando, che secondo la Cgil non era partita nel migliore dei modi vista l’intenzione dell’Assessorato alla Cultura di inquadrarli all'interno del contratto nazionale delle Cooperative Sociali anziché di Federculture. Un tentativo questo che sarebbe stato bloccato per l'opposizione dei lavoratori.

 

"Solo la netta presa di posizione delle collaboratrici e dei collaboratori con Nidil Cgil e Uil - aggiunge Silvestrin - aveva portato a un ripensamento della politica e della direzione del Muse. Ci siamo lasciati, un anno fa, convinti che le parti avessero fatto il loro dovere per riconoscere la professionalità dei collaboratori e immetterli in un futuro lavorativo dignitoso alle dipendenze di chi si fosse aggiudicato la gara. E così era stata prospettata la situazione ai lavoratori, sempre l'anno scorso, in una riunione convocata con scarsissimo preavviso".

 

"La risoluzione della situazione contrattuale dei collaboratori - ribatte il museo - secondo le possibilità offerte dalla normativa è un processo avviato di concerto con la Provincia di Trento esattamente un anno fa. La soluzione è stata individuata nell'affidamento esterno tramite il quale il Muse si è premurato di garantire a tutti i collaboratori, selezionati per curriculum e non con procedure concorsuali, la prosecuzione del rapporto di lavoro con il nuovo soggetto, grazie a una specifica clausola sociale prevista nel bando".

 

Le sorprese sarebbero emerse dopo: "Nel momento in cui è stato pubblicato il bando - evidenzia la Cgil - ci si è resi conto che poco o nulla di quanto concordato sull'inquadramento era stato recepito nel testo. La parte datoriale aveva, infatti, omesso di portare al confronto con le organizzazioni sindacali il reale profilo e inquadramento che sarebbe poi stato inserito nella, sottraendo quindi ai sindacati la possibilità di un confronto reale e venendo meno a uno dei principi cardini di corrette relazioni sindacali: la trasparenza".

 

"Oggi - ricorda il Muse - i collaboratori non hanno alcun inquadramento contrattuale di riferimento, ma un semplice rapporto individuale di collaborazione con il Muse. Da parte della dirigenza vi è stato un comportamento impeccabile, orientato alla trasparenza e al coinvolgimento delle rappresentanze sindacali. I collaboratori stessi hanno avuto più occasioni d’incontro con la dirigenza per ottenere informazioni e disporre del materiale illustrativo delle condizioni previste". 

 

La Cgil denuncia invece che dopo mesi di confronto, il sindacato si è ritrovato nell'impossibilità di contestare un inquadramento giuridico mai contemplato. Un confronto che già aveva contestato aspetti della esternalizzazione in quanto cancellavano settori importanti della ricerca svolta al Muse così come il core del museo, cioè un gruppo di collaboratori inseriti a pieno titolo nella progettazione di eventi, ma anche esportatori a livello nazionale e internazionale del brand del Muse.

 

"La politica - attacca la Cgil - forse troppo affaccendata nello sfogliare i petali di un CdA unico Sì, CdA unico No, aveva deciso e il Muse, ringraziando, si inchinava, così come si è genuflesso alla probabile perdita di competenze di collaboratori che non si riconoscono nel profilo del bando che li consegna a un datore di lavoro privato che sfrutterà nel proprio interesse un inquadramento voluto dall’Assessorato alla Cultura e condiviso dal Muse, che risponde al criterio del economicamente più conveniente".

 

Il sindacato evidenzia inoltre la totale indisponibilità del Muse a chiarire la questione: "La richiesta - conclude Silvestrin - di un'assemblea rivolta all’assessore alla Cultura e alla direzione museale, da parte dei collaboratori, è stata totalmente ignorata. A questo punto i collaboratori insieme a Nidil del Trentino sono pronti a mobilitarsi per manifestare pubblicamente la loro contrarietà".

 

"Il prospettarsi di una mobilitazione dei collaboratori - conclude il Muse - risulta quantomeno intempestiva e inefficace, dal momento che il procedimento stesso è ormai già concluso. Il bando pubblico gestito dall’Agenzia provinciale appalti e contratti è chiuso e si è già provveduto la scorsa settimana all'apertura delle offerte. In attesa dell’aggiudicazione la direzione, che non si sottrae al confronto sindacale, è ora tenuta al necessario riserbo". 

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