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Loppio-Busa, non solo luci per l'impresa beneventana aggiudicatrice. Dall'inchiesta in Sicilia per smaltimento illegale dei rifiuti al 'servizio' dell'Espresso

Il colosso campano (unico partecipante al mega appalto con offerta presentata un'ora prima della chiusura dei tempi) è una delle realtà industriali più interessanti del panorama nazionale. Il patron è Enzo Rillo che nel 2010 tentò di comprare l'orecchino di Maradona. A lui l'Espresso dedicò un lungo servizio ricostruendo la vicenda di un appalto dell'Anas vinto "senza rivali "

Di Luca Pianesi - 26 novembre 2017 - 06:17

ROVERETO. Era salito agli onori della cronaca per aver cercato di aggiudicarsi all'asta l'orecchino di Diego Armando Maradona, nel 2010, anche se poi era stato battuto da una signora misteriosa che agiva, si scoprì dopo, per conto di Fabrizio Miccoli (ex talentuoso calciatore del Perugia, della Juve e del Palermo condannato, tra l'altro, pochi giorni fa per estorsione aggravata a tre anni e sei mesi per questioni legate alla mafia). Oggi il suo gruppo è tra i più interessanti del panorama nazionale potendo contare su 800 dipendenti e un fatturato di 162 milioni di euro l'anno e in questi giorni è diventato "famoso" in Trentino per essersi aggiudicato (unico partecipante all'asta con offerta depositata un'ora prima della scadenza della gara) con il suo "Consorzio Stabile Sac Costruzioni" una delle opere più importanti (valore 66 milioni di euro) e attese di sempre sul nostro territorio: la realizzazione della galleria Loppio-Maza che dovrebbe, da progetti, dare una "scossa" al problema del traffico sulla tratta Rovereto-Riva del Garda.

 

Stiamo parlando di Enzo Rillo, l'imprenditore beneventano che gestisce una holding che spazia dalla realizzazione delle barriere autostradali alle gallerie. Negli scorsi giorni un'intervista non firmata è apparsa sul quotidiano l'Adige. Titolo: "Saremo più veloci dei tempi fissati", con l'imprenditore a spiegare che "abbiamo già realizzato due grandi gallerie, una di ben 2,8 chilometri in Sicilia" e ad aggiungere: "Operiamo in Trentino dal 1998, da quasi vent'anni, con la nostra ditta Alpin srl".

 

Non viene, però, ricordata l'inchiesta per furto aggravato ai danni dello Stato e smaltimento illegale di rifiuti aperta dai carabinieri nei confronti dei rappresentanti legali della società Alpin srl e Sicurbau proprio in Sicilia (e la notizia era su tantissime testate online siciliane: QUI ARTICOLO e anche QUI). Le due aziende, assieme a “Car Segnaletica Stradale srl” sono di Enzo Rillo e le indagini (che risalgono a pochi mesi fa) riguardano proprio la realizzazione di una galleria naturale, la "Lercala" (per la ferrovia Palermo-Agrigento). Da quanto hanno documentato i carabinieri di Castronovo di Sicilia alcuni mezzi, tra cui scavatori e camion, stavano prelevando massi dal letto di un fiume, il Platani, per trasportarli nel cantiere della vicina galleria ferroviaria, utilizzandoli poi come materiale di consolidamento. Al tempo stesso, sempre secondo l'accusa, parte della terra proveniente dallo scavo della galleria sarebbe stata riversata nel letto del fiume. Il tutto senza autorizzazione.

 

Ma non è tutto. Vi è anche un approfondimento molto puntuale fatto dall'Espresso sull'imprenditore beneventano datato febbraio 2015. Il titolo è "L'Anas e quell'appalto da 60 milioni di euro" sottotitolo: "Un imprenditore vince senza rivali l’appalto per la fornitura di barriere per la sicurezza stradale. Ma le altre aziende accusano: 'era un bando su misura'". Ma questo è passato. Adesso c'è il presente. C'è Rillo che all'Adige conferma "abbiamo un partner locale (la ditta "Martinelli & Benoni" ndr) molto qualificato e competente. Con la nostra professionalità, salvo imprevisti, contiamo di costruire il tunnel in tempi più brevi di quelli previsti nell'appalto. Noi operiamo sempre nel pieno rispetto delle regole, dell'ambiente e del territorio". Siamo certi che tutto andrà bene e che, finalmente, la Loppio-Busa vedrà la luce, addirittura prima "dei tempi fissati".

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