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| 21 ott 2017 | 18:45

Metalmeccanici, Fiom-Cgil e Fim-Cisl ai ferri corti. Assemblee infuocate e minacce di querela

Michele Guarda (Fiom) avrebbe insultato pesantemente Luciano Remondini (Fim) durante un'assemblea all'interno di un'azienda roveretana: "Ci tuteleremo anche in tribunale, siamo ormai a livelli surreali"

di Redazione

TRENTO. Scintille tra le tute blu, toni accesi, parole grosse e minacce di querela. Da una parte la Fiom-Cgil che tiene duro sulla legittimità del vecchio contratto firmato a suo tempo con De Laurentis (che poi ritirò la firma) e la Fim-Cisl che invece assieme alla Uilm-Uil ha firmato un nuovo contratto. 

 

"La vicenda del contratto provinciale dell’artigianato ha ormai assunto i contorni surreali di una guerra senza senso e con obiettivi sempre meno chiari da parte della Fiom-Cgil", scrive in una nota molto dura il segretario Paolo Cagol

 

"Non abbiamo intenzione di lasciarci trascinare in una guerra senza senso tra i lavoratori -afferma - e per questo abbiamo deciso di astenerci dall’alimentare polemiche nelle fabbriche, evitando di controbattere alle continue accuse e nonostante le ripetute provocazioni che arrivano dalla Fiom".

 

"Stiano però ormai superando la soglia della decenza", spiega, e racconta quanto è avvenuto nei giorni scorsi all'interno di un'azienda roveretana. Sembra che durante un'assemblea infuocata Michele Guarda, sindacalista Fiom, abbia attaccato duramente Luciano Remorini della Fim trascendendo un po' troppo. 

 

"Abbiamo ricevuto insulti personali durante un’assemblea indetta dalla Fiom, rigorosamente senza alcun contraddittorio", si limitano a dire quelli della Fim, senza però entrare nel dettaglio e senza ripetere gli epiteti che avrebbe scagliato Guarda all'indirizzo di Remorini.

 

"Quanto è successo - afferma Cagol - è un chiaro segnale che le argomentazioni Fiom sono ormai agli sgoccioli, ma questo decadimento dei comportamenti non è più tollerabile e se necessario valuteremo di ricorrere anche alle vie legali per tutelare l’immagine e la credibilità della nostra organizzazione e la reputazione delle persone che vi lavorano".

 

"Episodi come questi sono di estrema gravità, non si erano mai verificati prima d’ora in Trentino e minano in modo molto preoccupante i rapporti tra le nostre organizzazioni". Lo scontro è duro, non si era mai arrivati a questi livelli di frizione.

 

Da parte sua la Fim-Cisl non perde l'occasione per lanciare qualche stilettata: "La Fiom ha già avuto le sue battaglie perse, contro il CCNL, contro FIAT, contro la sanità integrativa, ma sembra non voler imparare dai propri errori e non riuscire ad immaginarsi al di fuori di un rapporto di contrapposizione a qualcuno. Questa - afferma - è una visione sterile e antistorica di fare e essere sindacato”.

 

 

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