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| 17 nov 2017 | 20:48

Sait, salta l'unità sindacale e salta anche la trattativa. Cisl e Uil: "Intervenga la Pat". Cgil: "I dirigenti tradiscono i valori della cooperazione"

Sulla questione legata ai 116 licenziamenti Fisascat Cisl e Uiltucs erano disponibili ad accettare alcune deroghe alle norme per veder ridurre gli esuberi. La Filcams Cgil no: "In questo modo si vuole colpire i più deboli, i più anziani, quelli con famiglia. Non è accettabile"

TRENTO. Salta l'unità sindacale e salta anche la trattativa. La vicenda Sait non conosce pace e per i 116 lavoratori che sono a rischio licenziamento le cose paiono complicarsi ulteriormente. A spaccarsi sono stati da un lato Fisascat Cisl e Uiltucs e dall'altra Filcams Cgil e l'oggetto del contendere sarebbero stati i criteri di valutazione previsti dalla normativa.

 

Cosa vuol dire? Che Uil e Cisl erano intenzionate a proseguire la trattativa con Sait, che a quanto pare era disposta a ridurre il numero di esuberi ma a patto di andare in deroga alla normativa vigente. Cgil, invece, ha detto "no". "Questo - spiega la Filcams - avrebbe dato mano libera nella scelta dei lavoratori licenziabili, penalizzando ancor più i lavoratori più anziani, con carichi di famiglia e con limitazioni alla mansione e quindi ancor più difficilmente ricollocabili nell'attuale mercato del lavoro trentino".

 

"L'azienda, preso atto che il tavolo non è più unitario - spiegano Lamberto Avanzo della Fisascat Cisl e Walter Largher della Uiltucs - nonostante la dichiarata volontà di Fisascat e Uiltucs e delle rispettive rappresentanze sindacali, ha comunicato l'impossibilità di proseguire la trattativa. Noi unitamente alle Rsa, ribadiamo la necessità di non chiudere opportunità di salvaguardare posti di lavoro, la volontà di ricercare fino in fondo caparbiamente ogni soluzione atta a ridurre sensibilmente i licenziamenti. Chiediamo a Sait la convocazione per proseguire la trattativa in sede amministrativa presso il Servizio Lavoro della Pat per non lasciare nulla di intentato. Fisascat Cisl e Uiltucs si ritengono libere di agire a tutti i livelli, con il massimo coinvolgimento di tutte le istituzioni, in primis con la convocazione urgente da parte della Federazione delle Cooperative, per recuperare una frattura sindacale che rischia di dare esiti drammatici inficiando il percorso di condivisione portato avanti dalle Confederazioni di Cgil, Cisl e Uil del Trentino".

 

Sul punto la Filcams Cgil aggiunge che "abbiamo ribadito che qualsiasi ragionamento sugli esuberi deve necessariamente partire dal numero di lavoratori posti attualmente in cassa depurato del peso dell'esternalizazzione. La direzione del Sait ha rifiutato tale proposta". "E' emerso - sottolinea il segretario generale Filcams Cgil Roland Caramelle - ancor più chiaramente che la direzione Sait attua pratiche prive di responsabilità sociale tradendo definitivamente i valori fondanti della cooperazione scaricando unicamente sui lavoratori più deboli la propria inefficienza. La Giunta provinciale non può continuare a latitare chiudendo gli occhi dinnanzi alla disgregazione dell'intero mondo cooperativo trentino". 

 

Ora la questione passa al servizio lavoro della Pat ma le nuvole paiono sempre più fitte e scure sopra i cieli del Sait.

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