Sanità, la protesta degli Oss. La Uil: "Chiediamo indennità da 1.800 euro"
Anche la Cisl Fp prende posizione in materia Operatore socio sanitario. Giuseppe Pallanch: "Valorizzare il capitale umano"

TRENTO. La Uil è scesa in strada nella mattina di giovedì 26 ottobre. Una protesta degli operatori socio-sanitari in via Gilli, sotto gli uffici dell'assessorato alla salute, per rivendicare un trattamento economico migliore della categoria. "La richiesta - spiega Michele Falzone, coordinatore regionale degli Oss - è quella del riconoscimento nella categoria C di questa figura che per formazione e professione hanno competenze maggiori".
Un ruolo, quello dell'operatore socio-sanitario, che è nata in Trentino nel 2000 e che quindi è stata mutata l'anno successivo nel resto d'Italia. In questi mesi si discute del riordino del comparto sanità e la trattativa relativa al contratto sanitario è ancora aperta e accesa.
I sindacalisti Ettore Tabarelli e Michele Falzone sono stati ricevuti dall'assessore Luca Zeni, al quale è stata presentata la richiesta dell'indennità di 1.800 euro annuali per i 850 lavoratori della categoria in Apss.
"L'assessore - aggiunge Falzone - approfondirà questa tematica con il governatore Ugo Rossi. In questo momento gli Oss hanno un contratto di operatore tecnico e questo è assolutamente da cambiare".
Interviene anche la Cisl Fp. Per il sindacato l'Oss è una figura centrale del comparto sanità e il suo corretto riconoscimento un punto fermo della trattativa: "Siamo contenti - dice Giuseppe Pallanch, segretario Cisl Fp - che anche la Uil si sia aggiunta a questa istanza che abbiamo presentato da tempo. Ora al tavolo saremo più forti".
E' necessario - aggiunge il segretario - mettere al passo tutto il personale e valorizzarlo in un contesto, quella della sanità, molto complesso. Nello specifico mancano risorse per tutte le numerose professioni e per tutti i dipendenti. Sollecitiamo inoltre l'avvio di quel processo di omogenizzazione delle professionalità".
"Servono risorse - conclude Pallanch - senza dimenticare la valorizzazione del capitale umano per mantenere questo elevato standard di qualità dei servizi".












