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Assegno unico, il caso di Giuseppe: "Mi danno 62 euro al mese. Mi dite come faccio a vivere così?"

E' partito il primo gennaio e la Pat lo ha definito "una svolta per le politiche sociali per il contrasto alla povertà". Ma non a tutti è andata bene. Giusppe Adinolfi ci racconta la sua storia: "Abbiamo fatto i conti e mi spettano 744 euro all'anno. Con il Progettone riprenderei a lavorare ad aprile. Come faccio?"

Di Luca Pianesi - 17 gennaio 2018 - 06:01

TRENTO. "L’attuazione dell’assegno unico rappresenta per le politiche sociali provinciali una svolta che proietta il Trentino tra le realtà più avanzate non solo a livello nazionale ma anche europeo. L’assegno unico, infatti, costituisce una risposta innovativa e agile ai bisogni espressi dalle persone e delle famiglie residenti sul nostro territorio". Così l'assessore Olivi spiegava qualche settimana fa l'assegno unico, quello che veniva definito "il nuovo strumento messo a punto dalla Provincia per il contrasto della povertà".

 

Ebbene Giuseppe Adinolfi, 62enne disoccupato, si è fatto fare il conto di quanto gli spetterà di assegno unico e il risultato è stato 744 euro. Non al mese, all'anno. Che tradotto significa 62 euro al mese."Che tradotto vuol dire morire di fame e di freddo - racconta Adinolfi - perché se anche vivo in una casa Itea e ho, solo, 188 euro di affitto e di spese da pagare al mese comunque non ci arrivo. E poi c'è il cibo. Come mangio? Io non so davvero più che cosa fare. Ho già due mensilità in arretrato e i 200 euro di disoccupazione che prendevo sono ormai finiti. Li ho presi perché ho lavorato con il Progettone in estate ma fino ad aprile non partiranno nuovi lavori per me perché mi considerano uno stagionale. I politici, poco tempo fa hanno sbandierato da tutte le parti l'arrivo di questa grande innovazione qual dovrebbe essere l'assegno unico provinciale, ma mi dite cosa faccio con 62 euro al mese? E so per certo che ci sono altri nella mia situazione. Un mio collega del Progettone arriva a 110 euro. Meglio di me ma lo stesso praticamente nulla. Qui parliamo veramente di elemosina. Se devono arrivare a dare queste somme meglio evitare proprio. Investite quelle risorse in qualcos'altro".

 

L'assegno unico è partito il primo gennaio e le risorse dedicate a questo provvedimento dalla Provincia sarebbero all'incirca 75 milioni di euro, e mettono insieme tutte le risorse ad oggi dedicate al reddito di garanzia, all'assegno regionale al nucleo familiare, all'abbattimento delle tariffe degli asili nido e tagesmutter, all'assegno integrativo invalidi. "Ad esse si aggiungono le risorse derivanti dalla mancata previsione dal 2018 della detrazione fiscale sull'addizionale regionale per i figli a carico - comunica la Pat - che sono interamente dedicate ai nuclei con figli a carico. Complessivamente i nuclei ed i soggetti interessati alle varie quote sono un numero significativo: circa 7.000 per il sostegno al reddito, circa 32.000 per i figli, circa 3.000 per la l'accesso ai nidi d'infanzia e i disabili coinvolti circa 7.800, fatte salve naturalmente le sovrapposizioni di soggetti beneficiari che sono numerose". 

 

Adinolfi rientra nella quota di sostegno al reddito, quelle persone considerate più deboli economicamente ed esposte a rischio marginalità e l'assegno unico, in questo caso, spiega la Provincia, "si caratterizzerà per una maggiore stabilità, essendo concedibile per durate annuali al fine di dare alle famiglie un tempo adeguato per costruire un progetto di vita potendo contare su un intervento di sostegno duraturo. Ciò pur mantenendo un rigoroso sistema di verifica dei requisiti e di rispetto delle modalità di attivazione dei soggetti che nel nucleo familiare sono idonei al lavoro o nei casi più socialmente critici, monitorando la loro adesione ai progetti di sostegno che li riguardano".

 

"Io non capisco come si possa dare una cifra del genere a una persona - completa Adinolfi - forse c'è un errore, non riesco a capire. Cosa dovrei fare? Andare a rubare? Integrare il reddito in che modo? Ho fatto domanda a tutte le cooperative e ditte possibili e immaginabili (per anni ha lavorato nel mondo dei trasporti ndr) ma ho 62 anni. Non è facile. E so che col Progettone si potrebbe ripartire ad aprile. Ma con due mensilità arretrate e altri due mesi che restano come faccio? Ho provato a chiamare la segreteria di Olivi ma mi è stato detto di sentire Zeni e quella di Zeni mi ha detto di sentire Olivi. Vorrei avere delle risposte. L'elemosina no, ma delle risposte, quelle sì". 

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