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Dopo il rinnovo del contratto, arrivano i soldi: stipendi dei docenti più alti

I docenti, ciascuno in base alla figura professionale ed all’anzianità, si troveranno nella busta paga di giugno 750 euro netti medi in più rispetto al mese di maggio, comprensivi degli arretrati e dei conguagli operati sugli acconti. La misura entra a regime nel mese di luglio

Pubblicato il - 27 June 2018 - 12:26

TRENTO. Buste paghe più ricche per i docenti trentini. Dopo il rinnovo del contratto collettivo provinciale di inizio mese, arrivano gli investimenti sul valore dell'insegnamento.

 

Gli stipendi del mese di giugno sono, infatti, più alti.  I docenti, in base alla figura professionale e all’anzianità, si trovano nella busta paga di giugno 750 euro netti medi in più rispetto a maggio.

 

Un importo che comprende arretrati e conguagli sugli acconti. A partire dal mese di luglio, gli stipendi saranno invece a regime con i nuovi aumenti mensili contrattuali.

 

Sono stati attribuiti i miglioramenti delle voci stipendiali relativi alle tre decorrenze del 1 gennaio 2016, 1 gennaio 2017 e del 1 marzo 2018, tramite conguaglio degli acconti, mentre a partire dal 1 aprile 2018 è stata conglobata nello stipendio l’indennità di vacanza contrattuale.

 

Inoltre, a partire dal 1 marzo 2018, è stato attribuito un elemento “perequativo” mensile per le posizioni stipendiali più basse, che ha carattere di temporaneità fino al 31 dicembre 2018. Infine sempre da marzo è stato incrementato l’importo mensile della retribuzione professionale docenti.

 

A questi miglioramenti, che sono stati attribuiti analogamente ai colleghi docenti dello Stato, si sono aggiunti quelli previsti per i maggiori impegni e flessibilità del personale docente della scuola trentina: si tratta di una tantum per i due anni scolastici 2016/17 e 2017/18.

 

Questo provvedimento va a compensare il significativo impegno richiesto per la realizzazione degli obiettivi assegnati al sistema scolastico, tra i quali in particolare l’inclusione, il trilinguismo, l’alternanza scuola-lavoro e l’incremento del compenso per la flessibilità organizzativa e didattica nell’ambito delle modalità organizzative finalizzate al conseguimento degli obiettivi del Progetto d’istituto, del tempo scuola e dei relativi progetti declinati.

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