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Fugatti incontra i sindacati. Cgil, Cisl e Uil: 'Mettere al centro i temi del lavoro''

Il governatore annuncia lo sblocco di 10 milioni sui lavori socialmente utili. Ianeselli, Pomini e Alotti: "Necessario investire nella formazione a tutti i livelli e continuare a puntare su politiche sociali e del lavoro efficaci"

Pubblicato il - 26 novembre 2018 - 16:04

TRENTO. Primo incontro oggi tra Maurizio Fugatti e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. Il presidente della Provincia, accompagnato dall'assessore al Lavoro e allo Sviluppo economico Achille Spinelli si è confrontato con i segretari delle rispettive sigle Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti.

 

Al centro il tema del lavoro, in tutte le sue sfumature: la domanda delle aziende, l’occupazione giovanile, gli over 50, il lavoro femminile, il ruolo di Agenzia del lavoro, la ricerca e l'innovazione, gli strumenti di sostegno al reddito e di contrasto alla disoccupazione. Proprio riguardo al welfare, Fugatti ha annunciato il prossimo sblocco dei fondi necessari ad Azione 19.

 

Si tratta di 10 milioni di euro da destinare ai lavori socialmente utili per tipologie di disoccupati particolarmente “deboli”, in tutto circa 1.500 persone. “Una delle sfide principali – ha detto ancora il presidente della Provincia autonoma - è capire perché gli imprenditori sono a caccia di professionalità e molti giovani trentini, anche già formati, scelgono di andare a lavorare fuori".

 

"Per la salute del 'Sistema - Trentino' - ha spiegato il presidente - è necessario puntare sulle risorse umane, che vanno coltivate e valorizzate”. Si è parlato inoltre della raccolta fondi per i danni prodotti dalla recente ondata di maltempo, anche con il contributo spontaneo dei lavoratori e dei datori di lavoro. L’incontro si è concluso con la volontà, condivisa da tutti i partecipanti, di rendere strutturali questi momenti di confronto, 3 o 4 volte all'anno.
 

"E' stata l'occasione per confrontarsi su alcune delle tematiche che riteniamo strategiche per il futuro del territorio - spiegano i sindacati - per gestire le sfide imposte dalla globalizzazione e dal cambiamento tecnologico. Non affrontare con determinazione queste questioni esporrebbe il Trentino al rischio di tornare in situazione periferica rispetto alle dinamiche di sviluppo in atto con pesanti ripercussioni per i lavoratori, ma anche per le imprese".

Da qui la necessità, per le organizzazioni sindacali, di investire nella formazione a tutti i livelli per favorire la creazione di competenze spendibili nell'economia del futuro. Dall'altra parte anche la necessità di continuare a puntare su politiche sociali e del lavoro efficaci, favorendo nel miglior modo possibile l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il che impone un rafforzamento dei centri per l'impiego con il potenziamento del numero di addetti e una loro migliore qualificazione professionale.

 

“Su queste questioni gli imprenditori hanno spesso visioni diverse dalle nostre - hanno sottolineato Ianeselli, Pomini e Alotti - ma per noi non è sufficiente dire che non si trovano sul mercato del lavoro risorse adeguate alle offerte di lavoro delle aziende. Serve, invece, avvicinare domanda e offerta di lavoro dando avvio finalmente ad un osservatorio sui fabbisogni che individui le professionalità di cui ha bisogno il tessuto imprenditoriale trentino, come già accade in Alto Adige. E al contempo proporre offerte di lavoro all'altezza delle attese economiche e professionali di molti nostri giovani qualificati”.

 

 

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