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Agricoltura, mancano i lavoratori e la giunta pensa a ridurre le quote di extracomunitari. I sindacati: ''I disoccupati? Prima si migliorino condizioni e salari''

Non convince i sindacati la decisione della giunta di richiamare tutti i disoccupati per verificare la loro disponibilità al lavoro in agricoltura nelle valli trentine. E a supporto di tutto ciò la Giunta ha chiesto di avviare la revisione dei regolamenti e delle norme provinciali con il fine di condizionare il mantenimento del sostegno al reddito all’accettazione di offerte di lavoro

Di L.P. - 15 giugno 2019 - 16:58

TRENTO. ''Restiamo convinti che la risposta alla domanda di lavoro in agricoltura passi necessariamente attraverso un miglioramento delle condizioni di lavoro e salariali dei raccoglitori. Allo stesso tempo ci sono operazioni più complesse, anche nell’ambito ortofrutticolo, che richiedono personale specializzato, che dunque va formato e adeguatamente remunerato''. Non convince i sindacati la decisione della giunta di richiamare tutti i disoccupati per verificare la loro disponibilità al lavoro in agricoltura nelle valli trentine dopo che la manodopera è venuta meno in questa stagione. E a supporto di tutto ciò la Giunta ha chiesto di avviare la revisione dei regolamenti e delle norme provinciali con il fine di condizionare il mantenimento del sostegno al reddito all’accettazione di offerte di lavoro.

 

Ma se da un lato pare corretto allineare domanda e offerta per rispondere al fabbisogno di manodopera stagionale in agricoltura (cosa tra l'altro sempre fatta dal sistema provinciale e che ha sempre funzionato molto bene viso che i livelli di disoccupazione in Trentino sono sempre stati molto più bassi di quelli nazionali) dall'altro per Cgil, Cisl e Uil convince molto poco l'idea di rivedere i criteri di condizionalità e la possibilità di utilizzare gli addetti ai lavori socialmente utili come quelli del Progettone. 

 

''Queste - dichiarano i sindacati - anche quando si parla di interventi provinciali, sono normate da leggi nazionali e non possono essere disapplicate. Semmai vanno modificate a livello nazionale sapendo che Agenzia del Lavoro da sempre è la più rigorosa nel sospendere l'accesso agli ammortizzatori sociali di chi rifiuta il lavoro o non partecipa alle attività ricollocazione. Infine desta molto stupore l’intenzione, espressa nel conchiuso approvato ieri, di studiare le modalità per ridurre le quote di ingresso di lavoratori extracomunitari stagionali per favorire il ricorso alla manodopera locale. Si tratta di una posizione paradossale. Se oggi mancano lavoratori disponibili è perché quelli provenienti fino ad oggi dall'estero restano nei propri paesi. Stringere ancora i cordoni delle quote d'ingresso di lavoratori stranieri avrà  l'effetto di aumentare ancora il fabbisogno di queste figure creando un danno alle imprese''.

 

Tra le intenzione della Provincia, infatti, vi è anche quella di valutare con le associazioni di categoria la possibilità di ridurre le quote di ingresso di lavoratori extracomunitari stagionali al fine, secondo loro, di incentivare il ricorso alla manodopera locale. Nel settore agricolo la ricerca di personale riguarda la raccolta della frutta e la vendemmia, la coltivazione, il dirado e l'allevamento del bestiame. Viene offerto un contratto a tempo determinato o stagionale.

 

 

In ogni caso, completano i sindacati, ''è importante  che ora la Provincia voglia investire di questo ruolo prima di tutto Agenzia del Lavoro che quindi va messa in grado di svolgerlo aumentandone la dotazione organica e le professionalità''.

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