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Appalti, dalla Provincia una nuova 'clausola sociale' per tutelare i lavoratori. I sindacati: ''Primo passo positivo, ora si apra un confronto''

Per il presidente Fugatti: "Il mondo degli appalti e dei servizi coinvolge migliaia di lavoratori ed il rafforzamento delle loro tutele retributive riveste una significativa importanza anche a livello macroeconomico, oltreché sociale, per il territorio trentino”. Cgil Cisl e Uil: "Sosteniamo da sempre che il Trentino ha una legislazione avanzata sugli appalti, che può e deve essere migliorata rendendo ancora più stringenti le misure a tutela del lavoro"

Pubblicato il - 27 settembre 2019 - 19:25

TRENTO. Una nuova “clausola sociale”. Questa la novità contenuta in un disegno di legge che è stato approvato dalla Giunta provinciale e che ha come obiettivo non la semplice tutela del posto di lavoro, ma anche la conservazione, presso l’impresa che subentra, del trattamento economico già goduto e delle medesime condizioni rispetto all'anzianità e al monte ore.

 

La normativa in vigore oggi non risulta più sufficiente ad indirizzare la formazione degli atti di gara verso il fine della tutela dei lavoratori addetti ai servizi in appalto in quanto i meccanismi concorrenziali, se lasciati alla sola libera determinazione del mercato, rischiano di comprimere i margini di guadagno e di conseguenza incidere sulle retribuzioni e sulle condizioni di lavoro.

 

La nuova clausola è stata presenta agli imprenditori e alle organizzazioni sindacali. “Il mondo degli appalti e dei servizi – ha evidenziato il presidente Maurizio Fugatti nel corso dell’incontro con gli imprenditori – coinvolge migliaia di lavoratori ed il rafforzamento delle loro tutele retributive riveste una significativa importanza anche a livello macroeconomico, oltreché sociale, per il territorio trentino”.

 

Il presidente ha spiegato che la Provincia è pronta ad investire di più, alzando la base d’asta dei bandi, per puntare ad una maggiore qualità complessiva.

 

Continuità occupazionale e conservazione del trattamento economico costituiscono una base di partenza anche per una positiva prosecuzione delle attività e dei servizi appaltati. Rimane, naturalmente, garantito all'impresa subentrante – ha affermato Fugatti – l’esercizio del proprio ruolo datoriale ed imprenditoriale nell'organizzazione dei fattori produttivi per l’adempimento delle proprie obbligazioni contrattuali nei confronti dell’Ente pubblico committente”.

 

Le modifiche si possono spiegare principalmente in tre punti. Viene specificato che la clausola sociale non si riferisce unicamente al mantenimento del posto di lavoro ma anche alla conservazione, presso la nuova impresa, del trattamento economico già goduto in forza di una data retribuzione contrattuale e dell'orario di lavoro. Oltre a questo viene fissata la condizione che nei casi di applicazione della predetta clausola la costruzione del capitolato speciale d’appalto , deve prevedere prestazioni e un importo a base d’asta coerente con la salvaguardia dei livelli occupazionali previsti nel contratto in uscita e delle condizioni economiche godute dal personale impiegato nello stesso, considerandone i costi effettivi. Infine il capitolato speciale d'appalto deve contenere obbligatoriamente la clausola sociale di massima tutela nel caso di appalti ad alta intensità di manodopera.

 

Primo passo positivo della giunta” è il commento dei sindacati. “Un disegno di legge che accresca le tutele dei lavoratori e delle lavoratrici nei cambi appalto, garantendo il mantenimento dell’occupazione e delle retribuzioni – spiegano Cgil Cisl e Uil - è una scelta saggia che risponde agli obiettivi che abbiamo portato avanti, anche con le proteste di queste settimane, insieme ai lavoratori”.

 

I tre segretari generali di Cgil Cisl Uil Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti con i rappresentanti confederali al Tavolo Appalti, Maurizio Zabbeni, Michele Bezzi e Matteo Salvetti spiegano: “Sosteniamo da sempre che il Trentino ha una legislazione avanzata sugli appalti, che può e deve essere migliorata rendendo ancora più stringenti le misure a tutela del lavoro. La decisione di oggi sembra andare in questa direzione e dunque attendiamo di aprire un confronto quanto prima all’interno del Tavolo provinciale sugli appalti, che per noi resta il luogo centrale per l’elaborazione e la discussione di queste tematiche”.

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