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| 20 apr 2019 | 06:01

Assumere operai forestali attraverso il Progettone, scontro sull'ipotesi della Pat. I sindacati: ''Ignorate professionalità per logiche di convenienza''

Per i sindacati: “Il Progettone è utilissimo ma non può essere snaturato nelle sue finalità per logiche di convenienza. Per questo non siamo d'accordo all'ipotesi della Provincia che punta ad assumere trenta nuovi operai forestali, peraltro tutti non prossimi alla pensione, per le operazioni di ripristino attraverso il contratto del Progettone"

di Redazione

TRENTO. “Vogliono utilizzare il Progetto per finalità che non hanno nulla a che vedere con quello per cui è nato. Lo vorrebbero fare per non usare le giuste forme contrattuali, risparmiando soldi ignorando le professionalità che servono”. I sindacati Cgil, Cisl e Uil fanno muro sulla proposta emersa al tavolo sul maltempo nell'ultima riunione in merito all'assunzione di nuovo personale per le operazioni di ripristino del territorio.

 

Nel corso delle sedute del “Fondo di solidarietà 'Calamità Trentino 2018'”, il tavolo formato da sindacati, Coldiretti, artigiani, il mondo del volontariato, un rappresentante della Provincia, la diocesi di Trento, il consorzio dei Comuni e altre realtà presenti sul territorio, la Provincia avrebbe proposto l'assunzione tramite Progetto di circa 30 lavoratori che avrebbero il compito di operare nel ripristino del territorio dai danni causati dalla devastante alluvione dello scorso ottobre.

 

Un proposta che i sindacati hanno bocciato sia perché non vengono riconosciute le professionalità necessarie per questo genere di interventi ma anche perché l'utilizzo in questo modo del Progetto va a distorcerne le finalità per le quali è stato pensato.

 

“Il Progettone è utilissimo – hanno spiegato Cgil, Cisl, Uil con Flai, Fai e Uila del Trentino - ma non può essere snaturato nelle sue finalità per logiche di convenienza. Per questo non siamo d'accordo all'ipotesi della Provincia che punta ad assumere trenta nuovi operai forestali, peraltro tutti non prossimi alla pensione, per le operazioni di ripristino attraverso il contratto del Progettone. Quel personale va inquadrato con i contratti privatistici previsti, come quello degli operai forestali o dei bacini montani”.

 

Per i sindacati, infatti, l'espediente della Provincia servirebbe solo per non risparmiare. L'importo che un lavoratore prende con il Progettone è ben diverso da quello che prenderebbe con il contratto specifico che sarebbe quello per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agrario. Se parliamo di cifre, spiegano sempre i sindacati la differenza è di 500 euro a persone se non di più "senza contare la tredicesima e altro".

 

"Se noi pensiamo che possiamo usare il Progettone – ha spiegato Maurizio Zabbeni - come metodo di pagamento di lavoratori che in questo caso sono ben al di fuori di ogni caratteristica pertinente a questa tipologia, si crea un danno enorme. Peraltro servono professionalità elevate".

 

E' giusto quindi che per le operazioni di ripristino sia assunto nuovo personale. Verranno assunte persone che con le caratteristiche del Progettone non hanno nulla a che fare e per questo non ha senso inquadrarle applicando un contratto che serve per l'accompagnamento dei disoccupati anziani alla pensione o per l'inserimento lavorativo di soggetti deboli. "Ricorrere al Progettone equivarrebbe a fare dumping” precisano i sindacati.

 

Sullo sfondo resta l'importante tema della sicurezza per questi lavoratori. “Serve massima attenzione alla sicurezza di questi addetti. Il loro è uno dei settori a maggiore rischio e in questa fase occorre prestare la massima attenzione a tutte le misure di formazione e prevenzione”, concludono i sindacalisti.

 

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