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Cgil: ''Pat scorretta, non ha ricordato che è una proposta dei sindacati. Sono fatti così, la cultura di governo non è il loro forte'', dopo il via libera alla deduzione Icef per il lavoro femminile

La giunta provinciale ha tradotto in un provvedimento amministrativo la decisione già assunta in sede di assestamento di bilancio di aumentare da 3 mila a 4 mila euro la deduzione forfettaria per il calcolo dell’Icef relativamente ai redditi da lavoro femminile, ma la Provincia non ha ricordato i sindacati

Di Luca Andreazza - 12 agosto 2019 - 22:15

TRENTO. "E' una proposta avanzata dai sindacati e poi fatta propria dalle opposizioni e dalla maggioranza in consiglio", così Franco Ianeselli, segretario della Cgil, che aggiunge: "Un aspetto questo che poteva pure essere ricordato dalla Provincia, sarebbe stato istituzionalmente corretto, ma sono fatti così: la cultura di governo non è il loro forte, per usare un eufemismo, e alla fine quel che conta è il risultato".

 

Lunedì 12 agosto la giunta provinciale ha tradotto in un provvedimento amministrativo la decisione già assunta in sede di assestamento di bilancio di aumentare da 3 mila a 4 mila euro la deduzione forfettaria per il calcolo dell’Icef relativamente ai redditi da lavoro femminile.

 

La deduzione interessa i nuclei familiari di almeno due persone e ha come obiettivo principale quello di incentivare il lavoro femminile. E’ noto infatti che sulla donna con un impiego grava anche la maggior parte delle incombenze relative al lavoro domestico e alle cure parentali. In questo modo sarà più facile per un nucleo familiare in cui anche la donna lavora poter accedere a tutta una serie di servizi e di prestazioni economiche condizionate dall’indicatore Icef.

 

"E' da anni che proponiamo agevolazioni tariffarie per le famiglie dove le mamme lavorano. Un primo intervento - aggiunge il segretario della Cgil - c'è stato sul finire della giunta Rossi. Ora c'è questa ulteriore deduzione di mille euro, un segnale positivo dentro una manovra di bilancio che purtroppo contiene enormi contraddizioni".

 

Un ulteriore passo, ma che non può essere sufficiente. "Crediamo - prosegue Ianeselli - che la strada delle deduzioni Icef per il lavoro femminile sia quella giusta, ma per incidere realmente sul calcolo delle tariffe la soglia deve essere incrementata ancora. Lo chiederemo a partire dalla manovra di bilancio autunnale".

 

L'Icef misura la condizione economica delle famiglie mediante meccanismi di calcolo che tengono conto della composizione del nucleo familiare, del relativo reddito e patrimonio, oltre alle specifiche deduzioni e franchigie previste dalla disciplina vigente. Le deduzioni attengono a specifiche spese effettivamente sostenute dal nucleo familiare, quali spese mediche, spese per istruzione, interessi su mutui, canoni di locazione a quote forfettarie/franchigie come quelle per lavoro dipendente, per lavoro femminile, per componenti non autosufficienti, per patrimonio immobiliare e finanziario e così via.

 

Oggi l’Icef è adottato in particolare per l'Assegno unico provinciale, strumento messo a punto dalla Provincia in anticipo rispetto al resto d'Italia per il contrasto della povertà e per sostenere le famiglie in generale. Una misura "universalistica", che consente a tutti i nuclei familiari di raggiungere una condizione economica sufficiente a soddisfare l'insieme dei propri bisogni.

 

Sono due le "voci" o quote che lo compongono, che si possono ritrovare insieme o anche separatamente: una quota finalizzata a garantire il raggiungimento di un livello di condizione economica sufficiente al soddisfacimento di bisogni generali della vita; una quota diretta a sostenere la spesa necessaria al soddisfacimento di bisogni particolari della vita, quali la cura, l'educazione e l'istruzione dei figli, l'accesso ai servizi per la prima infanzia e l'assistenza di soggetti deboli (invalidi o non autosufficienti).

 

C'è poi la tariffa mensa scolastica, servizi prima infanzia e trasporto studenti, cioè la Domanda unica, un'unica domanda che permette di richiedere numerosi interventi ed agevolazioni riguardanti il nucleo familiare. Presentandola è possibile sottoscrivere contemporaneamente o anche singolarmente: tariffa per i trasporti studenti determinata per i figli in età scolare in base all'Icef del nucleo, tariffe mensa (calcolo della riduzione tariffaria per il servizio mensa scolastico) e i servizi alla prima infanzia che permette di calcolare la tariffa dell'asilo nido o il contributo tagesmutter del comune (in base ai servizi offerti) dove s'intende fruire del servizio. 

 

MuoverSi è, invece, il servizio di trasporto ed accompagnamento individualizzato a favore dei portatori di minorazione che consente di viaggiare nella provincia di Trento. Il servizio viene erogato tutti i giorni dell’anno dalle sette del mattino alle undici di sera e comprende l’accompagnamento dal veicolo all'edificio di arrivo o di partenza. Solo una quota del costo chilometrico è calcolata in base all'Icef. Anche su questo versante si è deciso di intervenire per garantire una quota gratuita di chilometri pari al 50% dell’assegnazione annuale.

 

Nel corso del 2015 la normativa provinciale ha previsto l'introduzione dell'Icef per la determinazione delle quote di compartecipazione a carico degli utenti dei servizi socio-assistenziali. La norma prevede quote differenziate in base alla prestazione e l'applicazione di un tetto massimo di compartecipazione alla spesa in base all'Icef del nucleo familiare. La concessione del beneficio è effettuata dagli uffici servizi sociali delle comunità di valle e da Apss.

L'assegno di cura è un sussidio economico a favore delle persone che assistono e curano a domicilio persone non autosufficienti ovvero persone che non essendo in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita abbisognano di assistenza continua. Con tale politica si vogliono valorizzare le risorse familiari prima di quelle istituzionali e l'erogazione di tale sussidio prevede un accertamento sia della condizione di bisogno sia un accertamento della quantità e qualità dell'assistenza assicurata. L'accertamento sanitario è effettuato da Apss mentre l'erogazione degli assegni viene gestita da Apapi.

 

Accesso assistenza odontoiatrica. Le prestazioni di assistenza odontoiatrica secondaria nella provincia di Trento sono gratuite per i minori da 0 a 14 anni, soggetti appartenenti a "categorie vulnerabili". Accedono a prestazioni gratuite anche i minori tra 15 e 18 anni, oppure gli anziani oltre i 65 anni con un Icef inferiore a 0.20, così come le persone appartenenti a nucleo familiare con ICEF inferiore a 0,095. Se l'indicatore Icef del nucleo è compreso tra 0,095 e 0,20 l'assistito compartecipa alla spesa in maniera crescente e continua in proporzione fino ad un massimo del 70% del valore delle prestazioni secondo il tariffario stabilito. Domanda e relativa autorizzazione all'accesso hanno validità per un anno dal rilascio

Edilizia pubblica, verifica requisiti per l'accesso alle case Itea. La normativa prevede la concessione di un contributo sul canone di locazione di alloggi di proprietà o in disponibilità di Itea o di imprese convenzionate. È previsto un contributo anche per l'abbattimento del canone degli alloggi locati sul libero mercato. Entrambi gli interventi sono concessi dai Comprensori e i Comuni di Trento e Rovereto.

 

Il contributo per alloggi Itea corrisponde alla differenza fra il 'canone oggettivo' ed il 'canone sostenibile', cioè la somma che il nucleo familiare è in grado di pagare; quello per gli alloggi su libero mercato è dato dalla differenza tra un "canone oggettivo medio" e il "canone sostenibile". Per quanto riguarda gli alloggi Itea, dev'essere presentato l'Icef per entrare in graduatoria per l'assegnazione. Ogni volta ottenuto l'alloggio ogni anno gli inquilini devono presentare l'Icef. 

 

Contributo per la realizzazione di interventi di eliminazione o superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati. La legge provinciale del 1991 disciplina la concessione delle agevolazioni per la realizzazione di interventi di eliminazione o superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati. I destinatari degli interventi realizzati con le agevolazioni sono soggetti portatori di minorazione che, in ragione di difficoltà motorie, sensoriali o psichiche, di natura permanente, dipendente da qualsiasi causa, incontrino ostacoli, impedimenti o limitazioni ad usufruire, in condizioni di adeguata sicurezza o autonomia, delle strutture edilizie abitative, comprese le parti comuni.

 

Buoni di Servizio. I Buoni di servizio consistono in titoli di spesa rilasciati al genitore, la madre o il padre in nuclei monoparentali, lavoratore e/o coinvolto in percorsi di formazione/riqualificazione finalizzati alla ricerca di occupazione in seguito a licenziamento a causa della serie. Sono richiesti per servizi di educazione e cura di minori fino all'età di 14 anni, o fino a 18 nel caso di minori riconosciuti in stato di handicap, a fronte di un contributo finanziario personale pari al 15% o 20% del valore nominale del Buono stesso. I buoni sono erogati in base a una graduatoria dall'Ufficio Fondo Sociale Europeo.

 

Interventi per il diritto allo studio universitario. Gli interventi previsti sono borse di studio e posti alloggio rivolti agli studenti universitari dell'Ateneo di Trento, del Conservatorio di Musica, dell'Istituto Universitario per interpreti e traduttori e dei corsi di Alta Formazione, che prevede interventi secondo criteri di condizione economica e merito. La compilazione della domanda avviene on-line (www.operauni.tn.it - Sportello on-line) dopo aver presentato le dichiarazioni sostitutive Isee o Icef relative al proprio nucleo familiare presso uno dei Caf abilitati.

 

Piani di accumulo universitari. Il Piano di accumulo ha la finalità di incentivare il risparmio delle famiglie, ovvero la promozione di un accumulo finanziario negli anni precedenti l'iscrizione del giovane all’università o agli studi post-diploma (tecnici superiori, Conservatorio e Accademia delle Belle Arti). La Provincia eroga un sostegno integrativo a quanto messo da parte dalla famiglia.

 

Assegno di studio. L'assegno di studio è una politica sociale che prevede interventi in materia di assistenza scolastica per favorire il diritto allo studio, con la concessione di assegni di studio e buoni libro in base a criteri che tengano quindi conto della condizione economica famigliare dell'alunno.

 

Tariffa prolungamento di orario della scuola d'infanzia. La norma in materia prevede che la tariffa per il prolungamento di orario delle scuole materne non sia più uguale per tutti ma che sia differenziata in base alla condizione economica del nucleo familiare. Sono previste tariffe differenziate per 1, 2 o 3 ore di prolungamento d'orario.

 

Anticipazione dell'assegno di mantenimento dei minori. L'intervento consiste nell'anticipazione di somme destinate al mantenimento dei minori, ma non pagate dal genitore obbligato. Dopo l'erogazione, la Provincia autonoma di Trento riscuote dal genitore obbligato al mantenimento le somme concesse in via anticipata e gli interessi legali maturati. Il genitore, o altro affidatario, residente in Provincia di Trento e non convivente con il genitore obbligato presenta domanda per il nucleo di cui deve far parte il minore. L'anticipazione dell'assegno di mantenimento è erogata mensilmente e ha durata massima di dodici mesi e può essere rinnovata fino alla maggiore età del minore.

 

Voucher cultura. È una misura erogata dalla Provincia di Trento per garantire pari opportunità di fruizione dei servizi culturali ai figli minorenni delle famiglie numerose e delle famiglie beneficiarie del reddito di garanzia. Il voucher consiste in una serie di sconti e tariffe agevolate per accedere ai corsi delle scuole musicali o per assistere a spettacoli di teatro e cinema.

 

Trentino Trilingue. Il Piano Trentino Trilingue è il Piano Straordinario per l'apprendimento delle lingue comunitarie, che accompagna progressivamente i ragazzi trentini dalla prima infanzia, scuola dopo scuola, fino all’università. È un approccio che supporta i giovani verso l'età adulta e il mondo del lavoro, favorendo anche, assieme all'apprendimento delle lingue straniere, lo sviluppo di un'attitudine all'apertura e al confronto interculturale. La Provincia eroga dei contributi su base Icef per sostenere programmi di mobilità all'estero.

 

Lavoratori stagionali (Progettone). La Giunta provinciale ha disciplinato la procedura per l’accesso e la selezione dei lavoratori da inserire con contratto di lavoro stagionale nelle attività di ripristino e valorizzazione ambientale ed attività di servizi. Gli aspiranti debbono possedere i seguenti requisiti: essere in stato di disoccupazione, essere residente e domiciliato in provincia di Trento da almeno 5 anni continuativi al momento della domanda o da 10 anni nel corso della vita purché residente e domiciliato da almeno un anno in provincia di Trento al momento della domanda e avere un’età anagrafica, al momento della domanda, di almeno 49 anni per le donne e 53 per gli uomini; per chi è iscritto alla legge 68/99, il requisito è di almeno 44 anni per le donne e 48 per gli uomini. Le graduatorie si basano sul punteggio relativo all’esperienza lavorativa svolta negli ultimi tre anni e sul punteggio relativo al coefficiente Icef.

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