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I sindacati: ''Nell'assestamento non c'è un euro per il pubblico impiego, grave e in controtendenza rispetto al nazionale, in Alto Adige già +4,8%. Pronti a mobilitarci''

I sindacati lanciano l'allarme per l'assenza di risorse in materia pubblica amministrazione. Diaspro (Cgil Fp), Pallanch (Cisl Fp) e Tomasi (Uil Fpl): "Per i quasi 15 mila dipendenti del comparto delle Autonomie locali e per i quasi 8 mila del comparto sanità non c’è un euro per il rinnovo del contratto. A livello nazionale e in Alto Adige situazione diversa, rischiamo di essere i peggiori in Italia"

Pubblicato il - 06 agosto 2019 - 13:27

TRENTO. "E' una scelta molto grave, in controtendenza persino con quanto avviene invece a livello nazionale dove sono state stanziate risorse, seppur ancora insufficienti", queste le parole di Luigi Diaspro (segretario della Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (segretario della Cisl Fp) e Marcella Tomasi (segretaria della Uil Fpl), che aggiungono: "In Alto Adige sul tavolo c’è già il 4,8% di aumento oltre all'adeguamento generalizzato del buono pasto a 7 euro: la situazione trentina rischia di essere la peggiore nel panorama del pubblico impiego, un segnale chiaro e forte che non ha mancato di sollevare malumore e proteste tra gli addetti".

 

I sindacati lanciano l'allarme per l'assenza di risorse in materia pubblica amministrazione. "Per i quasi 15 mila dipendenti del comparto delle Autonomie locali, quali Pat e Enti strumentali, Comuni e Comunità di valle, Apsp, e i quasi 8 mila del comparto sanità non c’è un euro, nell’assestamento di bilancio licenziato dal consiglio provinciale, per il rinnovo del contratto".

 

La richiesta di Cgil, Cisl e Uil è quella di avere risorse certe e immediate per dare continuità e coerenza al contratto 2016/18 in grado di dare una prima risposta dopo otto anni di blocchi di retribuzioni, carriere e assunzioni, per rimettere al centro un sistema dei servizi pubblici che va profondamente riorganizzato, innovato e implementato, vero volano economico e sociale per cittadini e imprese del territorio.

 

"E' necessario - proseguono Diaspro, Pallanch e Tomasi - partire dall’immediata attivazione di un tavolo di condivisione con la giunta provinciale sul nuovo assetto istituzionale del Trentino, alla luce della continua revisione e modificazione della legge provinciale del 2006, gestioni associate in primis, che tanti problemi sta determinando in termini di efficienza dei servizi e di gestione e carichi di lavoro del personale".

 

Un altro nodo è la necessaria e immediata attivazione del tavolo paritetico per la revisione dell’Ordinamento professionale, "previsto - evidenziano i sindacati - dall’articolo 168 dell'accordo, questo per l’adeguamento del sistema classificatorio e la valorizzazione delle competenze professionali rispetto alle declaratorie di oltre 20 anni fa, con il giusto riconoscimento e incentivo al valore e alla qualità del lavoro".

 

Le parti sociali prendono atto dei 2,9 milioni per la chiusura delle cosiddette "code contrattuali" del triennio 2016/2018. "Non è però chiaro - aggiungono Diaspro, Pallanch e Tomasi - neppure a livello di tavolo in Apran, in che modo e con che tempi s’intende procedere: riteniamo in ogni caso necessario un avanzamento generale e sistematico dei vari settori e professionalità, in grado di cogliere appieno la complessità del sistema pubblico".

 

Un tema riguarda anche i pensionamenti. "Sull’aumento al 3% del budget per le assunzioni di personale provinciale - commentano Cgil, Cisl e Uil - quantificabile in circa 20 milioni nel prossimo triennio e che giudichiamo un segnale di avvio, attendiamo di conoscere con urgenza il piano assunzionale e la calendarizzazione dei relativi bandi che dovrebbe compensare le oltre 500 uscite previste tra uscite ordinarie e quota 100 nella Provincia".

 

Sempre sul versante assunzioni, diverse le questioni che permangono invece nei Comuni e nelle Apsp, i sindacati sono ancora in attesa di conoscere le ricadute del protocollo sulle stabilizzazioni del personale precario. "Registriamo - continuano i sindacati - inoltre l’assenza di risorse specifiche per le progressioni economiche del personale di ricerca pubblico, per il quale non si convoca neppure il tavolo per la chiusura del triennio 16/18".

 

La richiesta è quella di fissare un vertice per pianificare il comparto pubblico. "In questo quadro - concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi - avanziamo unitariamente la richiesta al presidente Maurizio Fugatti affinché convochi con urgenza le parti sindacali delle categorie del pubblico impiego per l’implementazione dei tavoli per la chiusura del triennio 16/18 e per la Commissione sull’ordinamento professionale, ma soprattutto per l’individuazione delle risorse per il rinnovo 19/21 e la condivisione sull’assetto istituzionale trentino. In caso di assenza di riscontro, non escludiamo iniziative a partire dai luoghi di lavoro".

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