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Immissioni in ruolo del personale docente, alle primarie tante rinunce. Per 19 posizioni saranno direttamente le scuole a decidere

Soddisfazione mostrata dall'amministrazione nei confronti delle immissioni in ruolo in ambito di scienze motorie e strumento musicale. Meno soddisfacente la situazione riguardante le scuole primarie, per cui si è portata a definitivo esaurimento la graduatoria provinciale per titoli. L'assessore Bisesti si rammarica per 19 rinunce

Di Davide Leveghi - 11 luglio 2019 - 17:50

TRENTO. Si sono svolte regolarmente nelle giornate dell'8 e 9 luglio le immissioni in ruolo sui posti di sostegno, di strumento musicale e della scuola primaria nella Provincia di Trento. 195 sono stati complessivamente i contratti sottoscritti, con particolare soddisfazione mostrata dall'amministrazione nei confronti delle immissioni in ruolo in ambito di scienze motorie e strumento musicale, queste ultime attese da lungo tempo.

 

Meno soddisfacente la situazione riguardante le scuole primarie, per cui si è portata a definitivo esaurimento la graduatoria provinciale per titoli. Sui 140 posti disponibili, infatti, l'elevato numero di rinunce non ne ha consentito la copertura totale. Per i 19 posti vacanti, pertanto, saranno direttamente le scuole ad assegnare i ruoli attingendo dalle graduatorie di istituto. Diversa la situazione per i posti di sostegno, assegnati in toto.

 

A riguardo, l'assessore all'istruzione Mirko Bisesti ha espresso il suo rammarico: “Sono dispiaciuto per le rinunce che non ci hanno consentito di completare le immissioni in ruolo. Valuto però il dato positivo per le prossime stabilizzazioni. Non ci sarà infatti attesa per le future immissioni in ruolo che con l'anno venturo saranno assegnate con il concorso riservato la cui indizione è prevista per il prossimo mese d'aprile. Tali assegnazione”, ha aggiunto, “coinvolgeranno un'altra parte importante del precariato, che potrà vedere soddisfatte, nell'immediato, le proprie esigenze di stabilità. Il concorso riservato rappresenterà infatti l'unica fonte di reclutamento per la scuola primaria”.

 

Quali sono a questo punto le ragioni delle rinunce? La segretaria Cgil di categoria Cinzia Mazzacca non si capacita dell'entità del numero di rinunce: “Su 250 persone chiamate, 70 non hanno risposto. Le motivazioni possono essere ritrovate nelle assunzioni di questi soggetti nelle scuole d'infanzia o nella scelta, in caso di iscrizione ad altre graduatorie, di ruoli al di fuori dell'ambito primario. È difficile comprendere il perché di queste rinunce”, soggiunge. Questioni contrattuali, riconosce, possono aver svolto la loro parte. “Come Cgil ci interroghiamo da tempo sulla necessità di rivedere i carichi di lavoro, troppo pesanti, gli orari ed i salari”.

 

Il segretario organizzativo Uil del Trentino Pietro di Fiore, invece, punta il dito contro le giunte provinciali precedenti e attuale, colpevoli di non aver ascoltato le richieste dei sindacati di bandire un concorso provinciale per le scuole primarie, atteso per aprile. “Se da una parte non possiamo che rallegrarci, vista l'entrata in ruolo di colleghe e colleghi fino a quel momento condannati al precariato, dall'altra c'è da essere arrabbiati perché sia prima con Rossi che adesso con Fugatti non è stato bandito il concorso per tempo. Finalmente, però”, aggiunge con soddisfazione, “i colleghi diplomati magistrali prima del 2001 e i laureati in scienze della formazione primaria dopo il 2014, dopo anni e anni di precariato, avranno la possibilità di partecipare ad un concorso provinciale”.

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