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La stessa tecnologia dei Bitcoin per tracciare i formaggi della Val Rendena e difendere la qualità dei prodotti trentini

È l’idea lanciata dalla start up romana pOsti, in collaborazione con l’Apt della Val Rendena, e vedrà protagoniste le mucche di razza Rendena. Attraverso uno smartphone il consumatore potrà tenere traccia di tutta la filiera produttiva

Di Tiziano Grottolo - 14 luglio 2019 - 15:26

MADONNA DI CAMPIGLIO.  Sostenibilità e innovazione un binomio per rimanere al passo coi tempi salvaguardando però le tradizioni sono questi gli obiettivi portati avanti dal sodalizio formato dall’Azienda per il Turismo di Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena, insieme a pOsti, startup italiana che si muove nel campo del cibo. Le due realtà hanno messo in piedi un innovativo progetto che coinvolge in particolare gli allevatori delle mucche di razza Rendena, presidio Slow Food, e i loro formaggi.

 

Durante l’evento Audi Chic Nic, appena concluso a malga Ritort di Madonna di Campiglio, tra chef stellati e ristoranti gourmet, sono stati offerti diversi assaggi del pregiato formaggio di malga prodotto da alcune aziende agricole locali. Per la prima volta i partecipanti alla kermesse hanno potuto conoscere meglio i prodotti che stavano gustando.

 

Attraverso la fotocamera dei propri smartphone e grazie a un QR code, codice a barre bidimensionale bianco-nero di forma quadrata, posto sui formaggi è stato possibile ripercorrere a ritroso l’intera filiera produttiva del prodotto.

 

La tracciabilità riguarda in particolare le mucche di razza Rendena dalle quali deriva il formaggio, quindi solamente con l’uso dello smartphone è possibile risalire a tutta una serie di informazioni come: territorio di provenienza, periodo dell’alpeggio in malga, i chilometri percorsi in media dalle mucche al pascolo, in che data è stato prodotto il formaggio e qual è il tempo di stagionatura.

 

Queste informazioni vengono rilevate dagli allevatori o dalla stazione di monitoraggio installata in malga, ma soprattutto sono immediatamente fruibili al consumatore. Per questo progetto la startup pOsti si è servita della tecnologia blockchain la stessa che si usa per la criptovaluta dei bitcoin.

 

Nella pratica blockchain è un registro pubblico e condiviso sul quale si basa l'intera rete Bitcoin, tutte le transazioni effettuate e successivamente confermate vengono incluse in questo registro. In questo modo si può conoscere sempre il bilancio disponibile e si può fare in modo di verificare che chi sta effettivamente comprando qualcosa abbia denaro disponibile. L'integrità e l'ordine cronologico della blockchain sono protetti attraverso l'uso della crittografia, pertanto sono meno vulnerabile all’hackeraggio.

 

“In questo modo – spiegano i promotori del progetto – codifichiamo ogni passaggio della filiera produttiva, direttamente dal campo al piatto, inoltre tutte le informazioni sono tracciate, garantite e consultabili in tempo reale”.

 

Inoltre, per l’occasione, è stato anche realizzato un video basato sulla tecnologia Google Street View che permette di percorrere virtualmente l’itinerario delle mucche al pascolo. Il ‘tour delle mucche’ sarà visibile dal proprio cellulare sul sito dell’Apt.

 

L’esperimento sarà ripetuto anche in altre occasioni e con diversi partner al fine di promuovere la difesa dell’autenticità e della qualità dei prodotti: “Attraverso il binomio food-tech si costruisce fiducia, si garantisce trasparenza e si investe in autenticità – concludono i promotori – questo è il modo più contemporaneo di promuovere un territorio di montagna.

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