Sanità, la Cisl Fp: ''Altro nulla di fatto. Serve maggiore responsabilità e risorse per chiudere il contratto''
Ennesima battuta d'arresto per il contratto sanità. La Cisl Fp: "Uil e Nursing Up hanno ancora una volta lasciato il tavolo di contrattazione e la trattativa si è bloccata di nuovo. Abbiamo chiesto una nuova convocazione in Apran in tempi brevissimi per lavorare insieme, migliorare il testo e ottimizzare la parte economica"

TRENTO. "Un altro nulla di fatto", così la Cisl Fp sul contratto sanità che vede un'ennesima battuta di arresto. "Serve maggiore responsabilità - prosegue il sindacato - Uil e Nursing Up hanno ancora una volta lasciato il tavolo di contrattazione e la trattativa si è bloccata di nuovo. Abbiamo chiesto una nuova convocazione in Apran in tempi brevissimi per lavorare insieme, migliorare il testo e ottimizzare la parte economica".
Il sindacato chiede un percorso comune perché la riorganizzazione del sistema sanitario non può prescindere dal coinvolgimento di chi lavora ogni giorno per garantire cura e assistenza sul territorio: “Servono innovazione organizzativa e professionale. Vogliamo - aggiunge la Cisl Fp - aprire una stagione di co-progettazione dei servizi e dei percorsi di salute. Dobbiamo ridisegnare un sistema sanitario che eviti una stagione di tagli lineari e che chiuda i contratti di lavoro 2016/2018, un avvio deciso del nuovo contratto 2019/2021".
Un contratto per tutto il comparto. "Abbiamo respinto - dice la Cisl Fp - con forza la volontà di chi ha abbandonato la riunione di sottrarre risorse ad altre professionalità, senza creare figure di serie A, B e C, senza poi dimenticare tutti gli altri lavoratori del sistema".
E' necessario anche un confronto con la politica. "È necessario un equilibrio tra sanitari e non, ma chiediamo al presidente Fugatti - conclude la Cisl Fp - un confronto sulle risorse da stanziare da subito per prevedere nel contratto 2019/2021 quel passo urgente per valorizzare tutto il personale sanitario e non. Servono risorse adeguate e certe per unire una sanità trentina tanto divisa in questi anni tra le varie fazioni".











