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Turismo, un 2018 da record ma Dallapiccola è preoccupato: ''L' assessore non si lasci influenzare da Salvini ospitato nell'albergo"

Sono già 4,4 milioni i turisti ospitati in Trentino l'anno scorso. Un trend in costante crescita. Dallapiccola: "Risultato frutto della sinergia tra Dipartimento e Trentino Marketing, ma anche della vitalità delle Apt e Pro Loco. Si deve avere coraggio, ma sembra che questo verrà meno"

Di Luca Andreazza - 04 marzo 2019 - 21:55

TRENTO. I numeri del Servizio statistica della Provincia di Trento parlano di 4,4 milioni di turisti nei primi undici mesi del 2018, +3% e +28% rispetto rispettivamente al 2017 e 2013. Un trend in costante crescita da inizio millennio e un settore che è riuscito, meglio di altri, a resistere alla crisi per rinnovarsi e innovarsi più velocemente a tendenze e proposte.

 

Il turismo resta un comparto strategico e rappresenta circa l'11% del pil provinciale, negli ultimi 5 anni arrivi e presenze hanno registrato incrementi a doppie cifre, rispettivamente +24,3% e +14,3%, mentre il tasso occupazione disegna un +8% nel quinquennio. Un Trentino sempre più internazionale e de-stagionalizzato, anche se in quest'ultimo caso il percorso è ovviamente ancora lungo.

 

Insomma, il Trentino sembra avviato a superare e ritoccare in modo deciso il record del 2017 chiuso a 4.290.198 arrivi e 17.776.030 presenze tra esercizi alberghieri e extralberghieri (come residence, b&b, affittacamere e agritur). Un dato che aumenta se si aggiungono alloggi privati (589.825 arrivi e 4.997.405 pernottamenti) e seconde case (1.113.183 arrivi e 9.197.145 presenze). Nel 2018 si dovrebbe andare ancora oltre questa barriera.

 

"Questo risultato - commenta l'ex assessore Michele Dallapiccola - è frutto della perfetta sinergia tra Dipartimento turismo della Provincia e Trentino Marketing per quanto riguarda l'organizzazione e la promozione centrale. A questo si aggiunge l'enorme lavoro e vitalità del sistema delle Aziende per il turismo e Pro loco nella promo-commercializzazione a livello d'ambito".

 

Una crescita comunque non scontata tra concorrenza in aumento e il cambio di passo della tipologia di cliente, sempre più "itinerante" e alla ricerca di nuove esperienze. Certo, il Trentino ha tratto un enorme beneficio dalla chiusura di alcuni mercati, come quello egiziano per le tensioni nel nord Africa. Un turismo che però inizialmente si è trovato a far i conti con diversi tagli, un comparto uscito ridimensionato e maggiormente colpito dal Patto di stabilità di Milano.

 

"Un momento di crisi finanziaria - evidenzia l'ex assessore - ma abbiamo trovato il coraggio di intraprendere alcune azioni straordinarie. Da qui l'introduzione della tassa di soggiorno, ma anche l'attivazione della Guest card Trentino, unico caso in Italia che permette di consegnare un segno tangibile al turista dell'imposta. Non abbiamo poi mai rinunciato a iniettare risorse provinciali: oggi le Apt e le Pro loco raccolgono circa 17 milioni di euro e gli investimenti totali si aggirano intorno ai 50 milioni di euro tra pubblicità, promozione e eventi. Anche se l'applicazione della card presenta alcune criticità e non è omogenea, questo strumento è ottimo e riesce a stupire i nostri turisti".

 

Il Trentino è riuscito a trasformare l'esperienza in prodotto per veicolare le parole chiave quali autenticità, sostenibilità e rispetto per l'ambiente. Le alpi in stile italiano. Trentino Marketing si è concentrata sul digitale. "Nel mio mandato - dice Dallapiccola - abbiamo spinto e accelerato questa rivoluzione. Inoltre abbiamo snellito l’organigramma dell'azienda per dedicare un pool di persone scelte internamente per formarle con persone di provenienza accademica e respiro internazionale al fine di sviluppare una vera e propria piattaforma digitale multicanale, non solo social, per raggiungere in maniera esponenziale il maggior numero di potenziali clienti". 

 

Non solo. Si è virato anche sugli impianti di risalita, tagliare i rami secchi che sono diventati pubblici, puntare sul bike, in questo la Val di Sole, la Paganella e il Garda trentino sono, forse, gli esempi più all'avanguardia in questo senso. "Abbiamo cercato di responsabilizzare i privati nella gestione impiantistica. Questo mix - spiega il consigliere provinciale del Patt - ha permesso di terminare l'epoca del meccanismo della partecipazione azionaria nella quale la Provincia doveva ogni anno ripianare perdite di società miste. I risultati in termini di due ruote sono invece buoni, anche se c'è ancora molto da fare".

 

Numeri buoni, ma le spine restano. Non si devono confondere presenze e fatturato. La redditività delle strutture ricettive non è ancora pienamente sviluppata, ancora non si raccoglie quanto si dovrebbe e potrebbe. Necessario trovare un punto di equilibrio tra quantità e qualità, ma anche il giusto rapporto-prezzo in caso di mediazioni tra tour operator e agenzie viaggi. "E' stata introdotta la piattaforma digitale, H-Benchmark, per monitorare il mercato. Questo - aggiunge Dallapiccola - ha permesso agli imprenditori di trovare il coraggio di alzare l'asticella, ma ancora si può migliorare. Certo un'occupazione maggiore può spingere più serenamente gli albergatori".

 

L'ex assessore però si mostra un po' preoccupato per quel settore che ha indirizzato per un decennio, ora nelle mani di Roberto Failoni. "La nuova maggioranza - continua il consigliere provinciale - deve essere in grado di valorizzare elementi come paesaggio, natura, sostenibilità e qualità ambientale. Questa è la reputazione del Trentino. Nonostante leggi severe o provvedimenti antipatici come la chiusura dei passi sono state mosse difficile, anche da far digerire agli operatori. Ma servono coraggio, nervi saldi e la cifra di scelte ragionate: questa è la nostra autonomia. Decisioni che Salvini e i suoi discepoli trentini forse non sono in grado di interpretare in modo schietto e genuino. Non ci si deve lasciare influenzare dalle correnti milanesi ospitate nel proprio albergo".

 

Un'ultima riflessione il consigliere provinciale la lascia alle associazioni di categoria, non li nomina, ma tutte le strade sembrano portare all'Unione albergatori-Unat: "E' preoccupante - conclude Dallapiccola - che la nuova giunta sia appiattita sugli interessi di alcune parti, senza affrontare un percorso di confronto in termini plurali e trasversali. Un atteggiamento che trova terreno fertile in alcune associazioni di categoria afflitte da gravissime crisi di ricambio generazionale con correnti di politica di gestione interna: rappresentanti ormai attaccati a modelli vecchi e per nulla disposti a lasciar spazio alle nuove leve".

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