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| 10 ott 2020 | 11:33

Case di riposo, i sindacati rispediscono le accuse sull'esposto di alcuni familiari: ''Illazioni gravi e diffamatorie. Gli operatori dimostrano grande professionalità e dedizione''

La presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil dopo che alcuni familiari si sono rivolti a Codacons e Procura per riferire di "anziani rinchiusi con gravi limitazioni di libertà". I sindacati: "L’assistenza erogata dal personale sanitario e assistenziale è mirata alla tutela dei più deboli e non può in alcun modo essere infangata da alcun tipo di strumentalizzazione"

Case di riposo, i sindacati rispediscono le accuse sull'esposto di alcuni familiari: Illazioni gravi e diffamatorie
di Redazione

TRENTO. "E' sconcertante che gli operatori nelle case di riposo siano oggetto di illazioni diffamatorie per presunto abbandono degli anziani". Così Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl), che aggiungono: "Hanno lavorato in condizioni difficilissime, le persone sono state assistite con professionalità e dedizione".

 

Questa la presa di posizione dei sindacati dopo che alcuni familiari si sono rivolti a Codacons e Procura per riferire di "anziani rinchiusi con gravi limitazioni di libertà". "L’assistenza erogata dal personale sanitario e assistenziale - proseguono Diaspro, Pallanch e Tomasi - è mirata alla tutela dei più deboli e non può in alcun modo essere infangata da alcun tipo di strumentalizzazione. Le decisioni di limitare i contatti con i cari, attraverso decisioni sofferte ma necessarie per un'emergenza sanitaria senza precedenti, non ha mai determinato una diminuzione delle attenzioni prima di tutto umane e poi sanitarie e assistenziali agli anziani ospiti da parte del personale".

 

Le parti sociali rispediscono tutto al mittente, soprattutto alla luce di questa fase dell'emergenza coronavirus che vede una recrudescenza dell'epidemia, anche in Trentino. "Non può venire meno il rispetto per le lavoratrici e i lavoratori delle strutture, che si sono spesso ammalate sul posto di lavoro, senza mai far venir meno cura e assistenza. Rigettiamo le accuse implicite ed esplicite rivolte agli operatori che rappresentiamo e assicuriamo sin d'ora le tutele necessarie per dimostrare l'infondatezza di questo gravissimo addebito", concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.

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