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| 15 mar 2020 | 19:26

Cgil, Cisl e Uil: ''Le forze dell'ordine non possono restare a casa. Servono i Dispositivi di protezione individuale e maggiore attenzione''

I sindacati evidenziano che i Protocolli nazionali e locali creano non poche difficoltà nell'applicazione pratica in questo settore perché sono assenti le indicazioni specifiche che dovrebbero venire dai Comuni di appartenenza

Cgil, Cisl e Uil: Le forze dell'ordine non possono restare a casa
di Redazione

TRENTO. Una criticità legata all'emergenza coronavirus è la carenza di Dispositivi di protezione individuale. "E' fondamentale - spiegano Diaspro, Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl) - che i cittadini rispettino le regole. A controllare che le indicazioni vengano rispettate ci sono polizia, carabinieri e polizia locale che tutti i giorni presidiano il nostro territorio. Mancano indicazioni sanitarie, mancano i Dpi, manca un vero riconoscimento del grande servizio che viene portato avanti".

 

I sindacati evidenziano che i Protocolli nazionali e locali creano non poche difficoltà nell'applicazione pratica in questo settore perché sono assenti le indicazioni specifiche che dovrebbero venire dai Comuni di appartenenza.

"Chiediamo - aggiungono Cgil, Cisl e Uil - con forza ai sindaci trentini di farsi carico della sicurezza di questi loro dipendenti che tutti i giorni, compresi questi di grande emergenza sanitaria, sono sulle strade della nostra Provincia a presidiare la sicurezza di tutti noi".

 

Le parti sociali richiedono un intervento e un'attenzione per questo personale che non può 'stare a casa' ma che deve essere in servizio. "Necessaria - concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi - la fornitura di informazioni e Dpi adeguati alla loro attività. Chiediamo fin d'ora agli enti un impegno finanziario importante per riconoscere a tutto il personale che ha operato nell'emergenza sanitaria un riconoscimento economico dignitoso".

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