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Commercio online come paracadute per le imprese. Paissan: "Bisogna essere pronti alla ripartenza, il mercato non aspetta"

Con la crisi del coronavirus che ormai imperversa da mesi le piccole imprese hanno sofferto molto. Chi ha investito sull'e-commerce ha però resistito meglio alle difficoltà. Paissan: "La risposta a questa crisi è un cambiamento radicale"

Di Mattia Sartori - 30 dicembre 2020 - 15:34

TRENTO. Non è un mistero che la crisi causata dalla pandemia abbia colpito duramente tutte le attività locali, in particolare le piccole imprese che fanno del negozio fisico la propria principale, se non unica, fonte di guadagno. Il commercio online al contrario sta aumentando sempre di più, anche quello di piccole realtà locali, non solo quello dei colossi come Amazon. Il vicepresidente di Confesercenti del Trentino, Mauro Paissan, espone la sua analisi di questi fenomeni.

 

Tra i 4,7 e i 14 miliardi di euro in meno. Queste le previsioni di Confesercenti sulla perdita di spesa causata dal lockdown di queste feste – racconta Paissan -. In totale si prevede quindi una contrazione annua della spesa di circa il 12%. Il settore che ha registrato la crisi peggiore è quello dell’abbigliamento e delle calzature, che chiude il 2020 con una contrazione media secca di un terzo delle vendite su base annuale”.

 

Le vendite online hanno però fatto da paracadute a molte attività. Infatti, come spiega il vicepresidente di Confesercenti “gli imprenditori che hanno investito sull’online, abbracciando così l’innovazione digitale, hanno retto meglio all’ondata del Covid. Infatti l’e-commerce ha segnato un +54,6%, superando i risultati positivi della primavera scorsa. Il divario sembra essere destinato ad aumentare: non solo perché il perdurare dell’emergenza sanitaria spinge la gente ad affidarsi ad internet per fare acquisti, ma anche perché l’integrazione digitale di cittadini e aziende risulta sempre più evidente”.

 

Continua Paissan: “Non bisogna però illudersi: questo fenomeno non sarà solo temporaneo. Si tratta piuttosto di un processo di cambiamento nella società moderna che viene da lontano e che ha subito una forte accelerazione a causa del Covid. Il ritorno alla normalità infatti non porterà un completo ritorno al commercio in negozio e non è nemmeno auspicabile. Si recupereranno alcune vecchie abitudini, ma non si tornerà più alla situazione pre-pandemia”.

 

Nemmeno le aziende più piccole possono abbandonarsi allo sconforto, cercando di rifugiarsi ed evitare l’innovazione. Secondo Paissan è ora che tutti si aprano alle novità del ventunesimo secolo, sfruttandone tutte le potenzialità. “La risposta a questa crisi – spiega - passa attraverso un cambiamento anche radicale. È necessario trasformare la minaccia in opportunità, adattarsi al cambiamento ridisegnando il proprio business ed il modo di relazionarsi con la propria clientela. E per il commercio significa anche saper integrare la forma tradizionale con quella elettronica, in un modello ibrido a dimensione territoriale. Non tutte le attività potranno farlo, ma chi può deve avere coraggio e cambiare. Nella storia il cambiamento ha riservato qualche volta sorprese negative, ma molto spesso straordinarie opportunità”.

 

Secondo il vicepresidente di Confesercenti tutto questo processo non dovrà essere portato avanti solo dagli imprenditori, ma servirà anche un aiuto a parte delle istituzioni. “Serve un grande piano provinciale con un fondo straordinario per la formazione digitale – conclude -, riservato a imprenditori, manager e lavoratori; finanziato al 100% dalla Provincia di Trento attraverso un credito d’imposta e coordinato dalle imprese di categoria per la sua attuazione. Inoltre bisogna accelerare la connessione con fibra degli operatori economici su tutto il territorio trentino. Il mondo delle imprese dev’essere pronto, il mercato non aspetta”.

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