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Coronavirus, i sindacati: ''La Giunta acceleri nell’individuare le priorità per la ripresa. Pil trentino già in frenata nel 2019. Serve piano condiviso per occupazione e crescita''

I dati pubblicati dall’Istat, per Cgil, Cisl e Uil, sono un’ulteriore conferma che l’economia provinciale era già in rallentamento prima dell'emergenza Covid-19 e che il Trentino rischia di subire un contraccolpo peggiore dalla crisi innescata dalla pandemia proprio a causa di criticità già in corso

Pubblicato il - 23 dicembre 2020 - 21:20

TRENTO. "Il calo del Pil, se letto con il calo della produttività registrata in provincia negli ultimi anni, deve essere interpretato come un segnale di allarme per le capacità di ripresa della nostra economia". Queste le parole di Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), che aggiungono. "Nel 2019 il Trentino è stato tra i pochi territori italiani a mostrare una frenata: -0,2% del prodotto interno lordo mentre l'Alto Adige ha mostrato un incremento dell'1,5% e il Nord-est si è attestato a +0,5%".

 

I dati pubblicati dall’Istat, per Cgil, Cisl e Uil, sono un’ulteriore conferma che l’economia provinciale era già in rallentamento prima dell'emergenza Covid-19 e che il Trentino rischia di subire un contraccolpo peggiore dalla crisi economica innescata dalla pandemia proprio a causa di criticità già in corso.

 

"E’ assolutamente urgente - proseguono Grosselli, Bezzi e Alotti - che la Giunta provinciale si muova per individuare alcune priorità strategiche per rilanciare l’economia e dunque l’occupazione sul nostro territorio. Intanto è andata sprecata l’occasione della manovra finanziaria. Il Trentino non può permettersi ulteriori ritardi".

 

Da qui la sollecitazione delle parti sociali a tradurre in concreto l’impegno assunto in Consiglio provinciale per avviare una stagione di confronto con le parti sociali e individuare insieme alcuni assi strategici su cui puntare.

 

"Abbiamo davanti alcune importanti occasioni - dicono Cgil, Cisl e Uil - come la partita delle risorse legate al Recovery Fund. Sarebbe un errore gravissimo disperdere questa opportunità senza mettere in atto degli interventi che puntino a risolvere i nodi critici che frenano da anni lo sviluppo del Trentino".

 

La richiesta è quella di passare in tempi rapidissimi dagli impegni ai fatti concreti e convocare sindacati e imprese. "Il Trentino - evidenziano i tre segretari - ha bisogno di investimenti per superare il gap di produttività rispetto ai territori vicini e per accrescere la competitività. Vanno sostenute le aziende che innovano e va riformato l’assetto istituzionale e la pubblica amministrazione perché siano reale supporto a un tessuto economico che produce e crea ricchezza".

 

I sindacati chiedono di rafforzare la sanità pubblica, puntare sulla medicina di territorio e la tele-assistenza. E un altro tema del lavoro è la necessità di rafforzare le politiche attive per sostenere i disoccupati nei percorsi di riqualificazione professionale e nuova occupazione. "Ci auguriamo che si possa partire al più presto con un confronto di merito sulle strategie per il Trentino del futuro. Non c’è tempo da perdere", concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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