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| 07 mag 2020 | 20:30

Coronavirus, i sindacati: ''Superficialità della Lega. Senza i 430 milioni non riescono a pagare stipendi? La paga del dirigente però sono riusciti ad alzarla e retroattivamente''

I sindacato Cgil, Cisl e Uil: "A pagare però le mancanze della politica non possono essere sempre i lavoratori. La maggioranza non si è tagliata gli stipendi in questo periodo difficile per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Nel frattempo ha poi trovato il tempo e le disponibilità economiche per alzare i compensi dei sindaci per l’anno 2020 del 7% e la busta paga di qualche dirigente con un provvedimento addirittura retroattivo". Le parti sociali saranno in piazza sabato 9 maggio

di Redazione

TRENTO. "E' grave la superficialità dell'esecutivo leghista". Così Luigi DiasproGiuseppe Pallanch, Marcella Tomasi, rispettivamente segretari Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl che aggiungono: "Non è accettabile affermare che senza i 430 milioni del patto di stabilità e il patto di Milano il bilancio provinciale non regge e non si potrebbero pagare gli stipendi".

 

L'uscita è del vice presidente Mario Tonina, il quale ha aggiornato la maggioranza nella riunione che ha trattato anche il quadro dei conti pubblici. "Questo stesso problema - aggiungono i segretari - viene affrontato nel vicino Alto Adige con altra prospettiva, approccio e visione. Quelle risorse sono importanti e la Provincia deve impegnarsi di più per confrontarsi con il governo e trovare le risposte, ma non è possibile avere quale unico piano il reperimento di quei finanziamenti per poter agire e delineare il futuro".

 

Se non dovessero esserci quelle risorse, il Trentino andrebbe in fortissima difficoltà. "A pagare però le mancanze della politica non possono essere sempre i lavoratori. La maggioranza - proseguono Diaspro, Pallanch e Tomasi - non si è tagliata gli stipendi in questo periodo difficile per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Nel frattempo ha poi trovato il tempo e le disponibilità economiche per alzare sia il compenso dei sindaci per l’anno 2020 del 7%, sia la busta paga di qualche dirigente con un provvedimento addirittura retroattivo".

 

"Con queste politiche non si va lontano - concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi - nessuno si salva da solo da questa grave crisi sanitaria e economica, non si possono chiedere sacrifici alle fasce più deboli e poi non si è in grado di trovare soluzioni coerenti e di prospettiva. Manca il coinvolgimento delle parti sociali . In questo modo si crea tensione sociale e si rende incerto il futuro del territorio. Manca una visione e una capacità di analizzare i possibili scenari e alternative in attesa di trovare una quadra per queste risorse".

 

Per questi motivi saremo in piazza sabato 9 maggio alle ore 10 con le confederazioni Cgil, Cisl e Uil, per il rispetto degli impegni assunti nei contratti pubblici, per potenziare la sanità pubblica, per dare risposte a tutti i lavoratori dei servizi pubblici trentini che non si sono mai fermati in questa emergenza.

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