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| 21 nov 2020 | 11:35

Coronavirus, i titolari dei bar notturni scrivono alla Pat. "Per noi la chiusura è una condanna a morte. Sosteneteci o falliamo"

I titolari dei bar serali e notturni hanno lanciato un appello al presidente Maurizio Fugatti e all'assessore Roberto Failoni chiedendo aiuti specifici per un settore il cui fatturato è stato azzerato. "Si prendano in considerazione le nostre difficoltà. Non possiamo essere parificati ai locali diurni, perché per noi la chiusura è totale. La Pat ci sostenga e si faccia portavoce dei nostri bisogni con il governo"

di Marianna Malpaga

TRENTO. I titolari di bar serali e notturni hanno scritto una lettera indirizzata al presidente della Provincia Maurizio Fugatti e all’assessore provinciale al commercio Roberto Failoni. Chiedono di non essere dimenticati e, anzi, che gli venga tesa una mano in questo momento difficile per tutta la ristorazione, e per loro in particolare. Si è fatto portavoce della categoria Walter Bonaventura, vicepresidente di Fiepet (Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici) Confesercenti.

 

Siamo quelli – si legge nella lettera - che alle 17 o alle 18 tutti i giorni, comprese le domeniche, Natale, Pasqua e Ferragosto, aprono le attività per accogliervi, ospitarvi e accompagnarvi nell’ultima parte della vostra giornata. Siamo quelli dove venite con i vostri amici e i vostri amori, quelli dove vi trovate prima o dopo una cena, siamo quelli che danno informazioni ai turisti quando gli uffici sono chiusi, siamo quelli che presidiano le strade delle città la sera e la notte, impedendo che diventino ritrovo di malintenzionati. Siamo quelli che, per farla breve, lavorano duro e fino a notte fonda per permettervi di passare qualche ora di relax, qualche ora in compagnia e in allegria”.

 

Per questi esercizi, spiega Bonaventura, la chiusura alle 18 “è una disgrazia, una condanna a morte. A differenza dei nostri colleghi diurni, che a causa delle restrizioni vedono una parziale contrazione dell’orario di apertura e quindi del loro fatturato, noi soffriamo una chiusura totale di fatto e una contrazione del cento per cento del nostro fatturato. E il decreto ristori, procedendo esclusivamente secondo codici ATECO non tiene conto di questa nostra specificità parificandoci a tutto il comparto. Lo ripetiamo, noi non abbiamo perdite parziali causate dalla restrizione dell’orario: noi stiamo perdendo la totalità del nostro fatturato”.

 

Fiepet Confesercenti tiene però a sottolineare che non si tratta di una gara “a chi sta peggio”. “Non stiamo ovviamente chiedendo che i nostri colleghi diurni prendano meno di quanto previsto dal decreto - specifica - ma chiediamo a gran voce degli aiuti supplementari per le nostre attività serali e notturne. Noi titolari, assieme ai nostri lavoratori, siamo in grandissima difficoltà, e dopo i grandi sacrifici e gli investimenti fatti nei mesi scorsi per adeguarci alle normative, molte nostre attività sono a rischio fallimento”.

 

Quindi, i titolari di bar serali e notturni chiedono di prendere in considerazione la loro specifica situazione, per trovare “soluzioni immediate ed efficaci”. Chiedono a Fugatti e a Failoni di prendere misure concrete come “integrazioni ai contributi statali a fondo perduto, ulteriori aiuti sugli affitti, garanzia di accesso alla cassa integrazione, blocco delle utenze e degli adempimenti fiscali e previdenziali”. E, come ultima ma non meno importante richiesta, Fiepet chiede che Fugatti e Failoni si facciano portavoce delle loro istanze “presso il Governo nazionale”.

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