Coronavirus, in Alto Adige 18 mila contratti di lavoro interrotti (tra turismo e ristorazione) in una settimana
L’osservatorio mercato del lavoro della Ripartizione provinciale altoatesina ha pubblicato i primi dati consolidati sull’andamento del mercato del lavoro per il mese di marzo 2020. Ad avere risentito maggiormente delle misure di contenimento è stato il settore turistico, che ha dovuto bloccare tutti i servizi dedicati all'alloggio e ristorazione

BOLZANO. A causa dalle misure di contenimento dovute alla pandemia globale, la situazione del mercato del lavoro è mutata sensibilmente in tutto il mondo, tra cui in Alto Adige, dove si stima che siano circa 18 mila i contratti conclusi a causa della chiusura anticipata della stagione turistica. In questo panorama, i servizi ad averne risentito di più sono stati quelli che si occupano di alloggio e ristorazione. L’osservatorio mercato del lavoro della Ripartizione provinciale ha pubblicato i primi dati consolidati sull’andamento del mercato del lavoro altoatesino per il mese di marzo 2020.
Come è noto, la stagione invernale quest’anno è bruscamente terminata il 9 marzo 2020, vale a dire circa 3 o 4 settimane prima del previsto, il che ha portato alla risoluzione di 17.751 contratti di lavoro nell'arco di una settimana. Il grafico sottostante mostra il confronto con lo stesso periodo del 2019, da cui emerge la gravità del caso.

Mentre a fine febbraio 2020 il settore alberghiero occupava ancora circa 21.000 persone, al 31 marzo questo dato è sceso a poco meno di 7 mila. Notevole è anche il calo nel giro di un mese nel settore della ristorazione: il dato è passato da circa 11.000 dipendenti a 7 mila. Tuttavia, le cancellazioni non riguardano solo il settore alberghiero e della ristorazione, ma anche altre attività strettamente legate al turismo come le scuole di sci (che statisticamente rientrano nel settore dell'istruzione), nonché gli impianti di risalita e il noleggio sci ("Altri servizi").



Inoltre, rispetto al 2019, le offerte d'impiego registrate nel mese di febbraio sono diminuite di 606 unità, arrivando alla cifra di 2.095 con quindi una riduzione del -22,4%.
Stefan Luther, direttore della Ripartizione lavoro, in comunicato stampa inquadra gli attuali sviluppi e fornisce una prima prospettiva sulle possibili misure di politica del lavoro: "Già a prima vista, l'elevato numero e l'immediatezza delle cessazioni di contratto sono impressionanti. È raro che un mercato del lavoro subisca un taglio così radicale in pochi giorni. Questo riguarda non solo l'occupazione stagionale, ma anche, ad esempio nel settore della ristorazione, le aziende che sono aperte tutto l'anno - si pensi ai ristoranti delle città".
"Il mercato del lavoro altoatesino era solido fino a poco tempo fa e si è sviluppato positivamente fino a febbraio di quest'anno: con 214.077 dipendenti, eravamo del 2% sopra i valori di febbraio 2019. L'evoluzione futura dell'occupazione dipende in primo luogo dalla politica economica e dallo sviluppo economico, non solo in Alto Adige, ma anche nei nostri più importanti territori partner. Tutte le misure da adottare dovranno essere basate su un accurato monitoraggio dell'economia del lavoro, e le nostre banche dati contengono un gran numero di informazioni preziose che utilizzeremo per elaborarle".












