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Coronavirus, la Cisl Fp: ''Provincia e Apss in ritardo su tutto. Non rispettano gli accordi, gli operatori sanitari si aspettano ben altro trattamento''

Il sindacato di via Degasperi ritorna a chiedere un cambio di passo all'esecutivo. La Cisl Fp: "Altre Regioni come Toscana e Emilia-Romagna, Lazio e Marche hanno già assegnato le risorse mentre qui ancora non conosciamo un piano d'azione. A questo si aggiunge che l'Apss, per quanto ci giunge dai lavoratori, per ora non ha versato nelle buste paghe i 100 euro previste dall'accordo e non si vedono nemmeno i 1.000 euro del cambio divisa"

Pubblicato il - 25 aprile 2020 - 21:00

TRENTO. "La Giunta provinciale e l'Azienda provinciale per i servizi sanitari sono in ritardo. Non c'è ancora un'ipotesi di risorse per valorizzare l'enorme impegno degli operatori in prima linea", queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, assieme a Silvano Parzian, Sandro Pilotti e Alfio Traverso che seguono la categoria.  

 

"L'intenzione di premiare il personale sanitario è stato inserito nel ddl della Provincia - aggiunge Pallanch - ma ancora non siamo a conoscenza dei finanziamenti stanziati. Chiediamo coinvolgimento immediato nelle prossime scelte, in tempi non sospetti avevano chiesto con forza la convocazione degli Stati generali, già nella manifestazione del settembre 2018”. 

 

Il sindacato di via Degasperi ritorna a chiedere un cambio di passo all'esecutivo. "Altre Regioni come Toscana e Emilia-Romagna, Lazio e Marche hanno già assegnato le risorse - evidenzia la Cisl Fp - mentre qui ancora non conosciamo un piano d'azione. A questo si aggiunge che l'Apss, per quanto ci giunge dei lavoratori, per ora non ha versato nelle buste paghe i 100 euro previste dall'accordo e non si vedono nemmeno i 1.000 euro del cambio divisa (accordo agosto 2019). Non è questo il riconoscimento e trattamento che i nostri professionisti si aspettano a fronte degli enormi sforzi in quasi due mesi di battaglia".

 

La Cisl Fp rimarca come il personale sia sempre più deluso per l'atteggiamento della politica e dell'Azienda. "Dopo la carenza di mascherine e poi di camici - spiega Pallanch - sono fonte di discussione giornaliera le garanzie delle misure più adeguate per la salute e sicurezza sul luogo di lavoro: sono stremati, ridotti di organico, con turni massacranti alle spalle".

Sono ancora tante le questioni aperte, alcune delle quali da affrontare nell'immediato post Covid-19. "Ribadiamo la necessità di prevedere un piano delle assunzioni straordinarie - conclude Pallanch - per fronteggiare le numerose fuoriuscite di personale per anzianità. Un altro punto è l'impegno di chiudere il contratto 2016/18. E' sempre più urgente e necessario convocare gli Stati generali della sanità per prevedere un piano sul lungo periodo".

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