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Coronavirus, la Cisl: ''I lavoratori pubblici trentini, compresi quelli della prima linea, unici in Italia lasciati senza risorse. Dalla Pat tante parole ma nessuna azione concreta''

Fumata nera tra i sindacati e la Provincia per quanto riguarda il rinnovo contrattuale del pubblico impiego. Intanto l'amministrazione provincia ha reso obbligatorio un corso per l’invecchiamento attivo e l’adozione di stili di vita salutari. Pallanch (Cisl Fp): "Forse hanno capito male le nostre richieste, una distonia cognitiva. Abbiamo chiesto di parlare di staffetta generazionale e age-management"

Di Luca Andreazza - 29 November 2020 - 18:02

TRENTO. "La Provincia continua sulla strada delle divisioni tra categorie". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che aggiunge: "La coesione sociale dovrebbe essere un valore aggiunto e invece l'esecutivo alimenta spaccature, si preoccupa delle opportunità politiche e di soddisfare solo una parte della comunità. I nostri lavoratori del servizio, compresi quelli della prima linea, sono gli unici in Italia lasciati senza risorse. Una Giunta che fa scelte incomprensibili in questo momento così grave, una perenne campagna propagandistica a scapito dei nostri professionisti: zero fatti e poco rispetto. Non siamo a discutere se i soldi siano tanti o pochi, proprio non ci sono stanziamenti: un atto punitivo non spiegato e non motivato".

 

Nelle scorse ore c'è stata una fumata nera per quanto riguarda il rinnovo contrattuale del pubblico impiego, un accordo che riguarda anche tutti i lavoratori della prima linea, infermieri, oss, vigili del fuoco, polizia locale e sistema di protezione civile. "Il presidente Fugatti continua a governare in modo parziale e si nasconde dietro il mancato gettito: il governo ha però garantito le risorse e le misure di compensazione anche per il 2021. Si rinvia tutto a necessarie verifiche - aggiunge Pallanch - ma ogni occasione è buona per piazza Dante per portare avanti scelte politiche precise e aprioristiche. Si punta sul sistema di consulenze nel silenzio di tutta la compagine politica, il pubblico viene visto solo come un problema e mai un'opportunità. Contratti bloccati e pensioni sempre più magre. Poi la lotta all'evasione fiscale non sembra più un tema in agenda. Ricordo che un arretramento sulle tutele del pubblico, significa vanificare gli sforzi anche sul privato".

 

Intanto in Provincia di Bolzano c'è l'ok agli accordi che coinvolgono circa 42 mila lavoratori: si prevedono per la parte della sanità 14 milioni di euro aggiuntivi a carico del bilancio provinciale 2020/22 con 2 milioni desinati alle Rsa. A questo si aggiungono 7 milioni per il premio di produttività: 750 euro lordi per infermieri e personale del servizio psichiatrico e 500 euro lordi per il restante personale.

 

"Il Trentino prosegue nella direzione opposta rispetto a tutta Italia. A marzo sono stati definiti gli eroi, mentre a novembre non c'è nessun riconoscimento. Anzi, vengono chiesti altri sacrifici ma i livelli di stress e stanchezza tra sanitari e operatori di Rsa sono altissimi. Le richieste di supporto psicologico aumentano ogni giorno di più. La politica però - prosegue il segretario del sindacato di via Degasperi - li sostiene a parole e li abbandona nel concreto, invece di valorizzare queste professionalità che contribuiscono a costruire l'ottimo sistema di welfare trentino e mantenere alto il livello delle competenze dell'autonomia. Qui ci dicono che non ci sono soldi, risorse trovate per aumentare le buste paga dei dirigenti senza problemi, così come si è cercato di alzare quelle dei consiglieri provinciali".

 

Comparto pubblico, definito a più riprese come privilegiati anche dal presidente della Lega e consigliere provinciale, Alessandro Savoi. "Le lavoratrici e i lavoratori del pubblico impiego - evidenzia Pallanch - fanno funzionare gli ospedali, le scuole, le case di riposo, gli apparati tecnici e amministrativi per garantire la sicurezza, il complesso sistema del welfare, il sostegno ai cittadini e alle imprese. La media degli stipendi pubblici  si attesta a 1.300 euro lordi mensili. La crisi sanitaria e economica comportano una mobilitazione di risorse per le categorie più svantaggiate. Un'azione che sosteniamo a tutti i livelli: nazionale e locale. I temi di sicurezza, stabilizzazioni, assunzioni e innovazione costituiscono la piattaforma da cui ripartire".

 

Intanto, sempre in Alto Adige, l'esecutivo ha approvato anche di stanziare gli aumenti in busta paga per i lavoratori, già dal 2021, per circa 33.500 dipendenti pubblici: amministrazione provinciale, servizio sanitario provinciale, Comuni, Comunità comprensoriali, residenze per anziani, Ipes e Aziende di soggiorno e turismo di Bolzano e Merano. Il nuovo stralcio introduce un ulteriore adeguamento all'inflazione (1,1% dal 2021), nonché il miglioramento delle condizioni di accesso al servizio mensa o l'incremento dei buoni pasto a 7 euro.

 

"Saper valorizzare il pubblico è un investimento in termini di miglioramento e valorizzazione dei servizi. Ma - dice la Cisl - il presidente Fugatti ha preferito non rispettare gli accordi sottoscritti, il rinnovo del contratto non è all’ordine del giorno. C'è sul tavolo solo l'indennità di vacanza contrattuale, arrivata in ritardo di soli 20 mesi. Una difficoltà è proprio quella di trovare un punto di dialogo: scarso coinvolgimento, la Giunta è incapace anche di argomentare le proprie scelte e di reggere un confronto. Si preferisce scatenare gli haters seriali".

 

Nella Nota di aggiornamento al Defp 2021/2023 il capitolo dedicato alla pubblica amministrazione richiama a processi di profonda trasformazione della Pa trentina, per la semplificazione, la valutazione del risultato finale, la prevenzione della corruzione, il rapporto con cittadini e imprese, la transizione al digitale e l’innovazione tecnologica, il rafforzamento del lavoro agile strutturale, l’age management.

 

Nessuna risorsa, ma un corso obbligatorio per l’invecchiamento attivo e l’adozione di stili di vita salutari. "Temi importanti - si legge nella circolare provinciale - in ogni momento storico ma ancor più oggi, in un contesto in cui, a causa della situazione epidemiologica che stiamo vivendo, numerose sono le limitazioni a cui dobbiamo attenerci e altrettanto numerose sono le modifiche che siamo chiamati ed apportare alle nostre abitudini di vita e di lavoro".

E' il progetto “Key to Health”. "Un piano che non è nemmeno stato presentato alle parti sociali. Sono evidenti i problemi di distonia cognitiva della Provincia. Abbiamo chiesto di valutare i fabbisogni e assumere i giovani, prevedere un'ipotesi di staffetta generazionale e age-management - continua Pallanch - forse hanno capito male. Si scrivono belle parole nei documenti, però poi non ci sono fatti". 

 

Il prossimo passo dei sindacati è quello di una mobilitazione, sciopero proclamato per mercoledì 9 dicembre. "Un'azione per dare voce a lavoratrici e lavoratori, siamo dentro o crisi tutti, chi vive di salario non può essere un privilegiato, restiamo uniti tutti i lavoratori pubblici e privati per combattere questa pandemia, ma la politica non rinuncia a niente e così si va verso ad altri 3 anni di blocco dopo gli otto del periodo 2008/2015", conclude Pallanch.

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