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Coronavirus, mobilitazione dei sindacati davanti all'ospedale Santa Chiara: ''Manifestazione anche contro chi nega l’esistenza del virus''

La mobilitazione è in programma per venerdì 13 novembre dalle 10.30 alle 12.30 davanti all'ospedale Santa Chiara di Trento. Diaspro (Fp Cgil) e Pallanch (Cisl Fp): "Una iniziativa che segue lo stato di agitazione già proclamato nelle scorse settimane per rivendicare innovazione nella Pa, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni"

Pubblicato il - 12 novembre 2020 - 20:36

TRENTO. "Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini". Questo lo slogan dell’iniziativa, promossa da Fp CgilCisl FpUil Fpl e Uil Pa a livello nazionale, davanti agli ospedali e ai luoghi simbolo di diverse città a cui parteciperanno i lavoratori del pubblico impiego. Un segno di solidarietà verso il personale sanitario e socio sanitario e tutto il personale che a diverso titolo affronta in prima linea questa emergenza Covid-19, per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni.

 

La mobilitazione è in programma per venerdì 13 novembre dalle 10.30 alle 12.30 davanti all'ospedale Santa Chiara di Trento. "Una iniziativa - dicono Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) - che segue lo stato di agitazione già proclamato nelle scorse settimane per rivendicare innovazione nella Pa, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni".

 

Le lavoratrici e i lavoratori pubblici sostengono il personale sanitario e socio sanitario. "E' assolutamente necessario - aggiungono le parti sociali - garantire la sicurezza, assicurandogli costantemente dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. Non è accettabile che proprio chi ci protegge si trova a lavorare in condizioni di scarsa sicurezza. Tante sono le grida di allarme che arrivano dai luoghi di lavoro per la mancanza di personale, continui contagi, non osservanza delle procedure di contenimento del virus".

 

I sindacati chiedono ancora una volta un cambio di passo. "Se non ci occupiamo di mettere in sicurezza il personale sanitario - proseguono Diaspro e Pallanch - mettiamo a rischio la loro salute oltre a quella dei cittadini e il servizio di cura. Altrettanto indispensabile e urgente è procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari e socio sanitari e assistenziali, anche attraverso la stabilizzazione dei precari. E’ inaccettabile che ci si trovi impreparati davanti a questa seconda ondata ampiamente prevedibile, con personale contagiato in tutti i settori di prima linea in un contesto di carenza di organico che c’era ben prima della pandemia".

 

Sono tante le questioni aperte come il rinnovo dei contratti, la valorizzazione delle professionalità. "Non solo una gratificazione nei confronti di chi con spirito di abnegazione sta affrontando la pandemia in condizioni critiche - evidenziano Fp Cgil e Cisl Fp - ma anche prima di tutto un diritto. Una mobilitazione collettiva di lavoratrici e lavoratori pubblici anche contro chi nega l’esistenza del virus, dell’emergenza epidemiologica e del rischio che stanno correndo medici, infermieri, oss e tutto il personale sanitario, socio sanitario, tecnico, amministrativo".

 

"Alla Giunta Fugatti chiediamo risorse per la valorizzazione del personale dei servizi pubblici, che sta affrontando anche questa seconda drammatica ondata assicurando i servizi essenziali e quelli a sostegno dei cittadini e delle imprese, risorse per rinnovare i contratti scaduti ormai da due anni, come previsto nel Protocollo del 13 gennaio firmato con le organizzazioni sindacali. Per dare il massimo sostegno a chi garantisce la nostra salute", concludono Diaspro e Pallanch.

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