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Coronavirus, rapporto Confagricoltura sui consumi alimentari: aumentano scatolame e prodotti a lunga scadenza. Il presidente trentino Coller: "Sostenete le aziende agricole locali"

Nel primo rapporto di Confagricoltura sui consumi alimentari degli italiani emerge un quadro in cui gli effetti delle misure del governo incidono notevolmente. E così, con bar e ristoranti chiusi, la popolazione acquista prodotti a lunga scadenza, prediligendoli rispetto a quelli freschi. Intanto, sull'onda delle dichiarazioni degli assessori Zanotelli e Failoni, anche il presidente della sezione trentina invita all'acquisto di prodotti agricoli locali

Pubblicato il - 16 marzo 2020 - 11:16

TRENTO. Gli effetti dell'epidemia e delle misure adottate dalle autorità si fanno sentire anche sul mondo dell'agricoltura. Nel primo rapporto del Centro studi di Confagricoltura si descrive un quadro in cui le abitudini alimentari degli italiani hanno subito una trasformazione, con l'abbandono forzato dei pasti nei luoghi di ristorazione e il ricorso ad abbondanti scorte nei supermercati.

 

Se infatti nel 2017, ultimo dato disponibile, la spesa per i pasti fuori casa si aggirava sugli 82868 milioni di euro (fonte: rapporto Fipe su dati Istat), lo stop a bar, ristoranti e pizzerie per un periodo prolungato, oltre all'assenza di turisti, farà calare notevolmente il fatturato per l'anno in corso. Gli allargamenti della zona rossa all'intera Italia ha costretto ormai gli italiani a consumare tutti i pasti a casa, inducendo all'acquisto di provviste alimentari per evitare di uscire spessa dalla propria abitazione e far fronte quindi alla quarantena imposta dal governo.

 

Secondo l'ufficio studi di Confagricoltura, i cibi maggiormente acquistati sarebbero quelli a lunga scadenza e facilmente conservabili come riso (+33%), pasta (+25%), scatolame (+29%), derivati del pomodoro (+22%) e sughi e salse (+19%). Complessivamente i consumatori hanno effettuato acquisti di alimenti a lunga conservazione a discapito dei prodotti freschi facilmente deperibili.

 

Di conseguenza, le industrie conserviere hanno dovuto modificare il proprio programma di consegna merci, aumentando del 30% le vendite nel mese di febbraio e del 100% nel mese di marzo. Tali scorte, acquistate in questo periodo, saranno poi consumate nei prossimi mesi, portando automaticamente ad un calo negli acquisti nei mesi di aprile e maggio 2020, rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente.

 

La curva dell'indice del valore delle vendite alimentari del commercio al dettaglio della Grande distribuzione evidenzia un andamento ciclico degli acquisti delle famiglie con un picco massimo nel mese di dicembre ed uno minimo nei mesi di gennaio e febbraio. Secondo Confagricoltura, nell'anno in corso molto probabilmente il picco minimo è stato raggiunto nel mese di gennaio, mentre nei due successivi si registrerà un'impennata dell'indice, tale da arrivare ad avvicinarsi a quella di dicembre. Stesso discorso per i negozi di piccole superfici. Il comparto delle vendite tramite commercio elettronico registrano a loro volta una continua crescita.

 

Esposto il quadro, Confagricoltura tiene a specificare che il suo lavoro prosegue instancabilmente. Tutti i prodotti, rassicura, sono disponibili e gli agricoltori italiani rimangono in grado di garantire cibo sano e di qualità per tutti. La raccomandazione, pertanto, rimane la stessa: non comprare in eccesso per evitare inutili sprechi.

 

Di qui l'invito del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti a preferire prodotti italiani, così da salvaguardare la propria salute in primis e sostenere allo stesso tempo la filiera del made in Italy agroalimentare, che in questi giorni di emergenza è al servizio del Paese. “Gli agricoltori – ha sottolineato – nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza per i lavoratori, stanno lavorando e continueranno a farlo per il Paese per produrre e fornire con regolarità prodotti freschi e materie prime indispensabili per l'industria agroalimentare. Siamo orgogliosi di questo ruolo”.

 

Un appello ribadito dal presidente di Confagricoltura Trentino, Diego Coller, che ha specificatamente richiesto di preferire i prodotti trentini, del territorio, per salvaguardare le aziende agricole della provincia.

 

Dunque Confagricoltura Trentino ha accolto favorevolmente la campagna lanciata dagli assessori all'agricoltura Giulia Zanotelli e al commercio, artigianato e turismo Roberto Failoni a sostenere i prodotti trentini. “Più prodotti del territorio nel carrello dei trentini – ha dichiarato il presidente Coller – per sostenere tutte le aziende agricole trentine”.

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