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I sindacati esclusi dai tavoli per la fase 2 del turismo: ''Non può esserci ripartenza senza garanzie per salute. Impensabili le linee guida senza i rappresentanti dei lavoratori''

Le parti sociali critiche con l'assessore Roberto Failoni. Cgil, Cisl e Uil: "E’ una scelta inaccettabile, che auspichiamo non tradisca la volontà di avere le mani libere per riaprire in fretta a spese della salute dei lavoratori e di tutta la collettività"

Pubblicato il - 23 aprile 2020 - 18:05

TRENTO. "E’ una scelta inaccettabile, che auspichiamo non tradisca la volontà di avere le mani libere per riaprire in fretta a spese della salute dei lavoratori e di tutta la collettività". Così Paola Bassetti (Filcams Cgil), Lamberto Avanzo (Fisascat Cisl) e Walter Largher (Uiltucs Uil), che aggiungono: "Quattordici tavoli per la ripartenza del turismo dopo l’emergenza sanitaria coronavirus per definire le procedure da seguire per il riavvio delle attività in alberghi e mondo della ristorazione. Tutto tagliando però fuori chi rappresenta il lavoratori".

 

Critiche le parti sociali sull'ultima decisione dell'assessore Roberto Failoni. "Mentre vengono avviati i nuovi tavoli - aggiungono Bassetti, Avanzo e Largher - la Pat decide anche di sospendere inspiegabilmente i sotto-tavoli di settore, che prevederebbero la presenza anche delle organizzazioni sindacali, dedicati all'elaborazione delle linee guida per la ripartenza in sicurezza. Vogliamo comprendere la logica che spinge l'assessorato a escludere i sindacati.  E’ chiaro che le linee guida elaborate a questi tavoli senza il nostro coinvolgimento non sarebbero da noi condivise".

 

I sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs pretendono un lavoro collettivo che veda un confronto tra Provincia, Apss, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali per arrivare alla definizione di linee guida che tutelino lavoratori, datori di lavoro e clienti.

 

Le tre sigle ribadiscono ancora una volta che la ripartenza in tutti i settori deve essere progressiva e graduale e che non si può prescindere dall’adozione di misure sul contenimento del rischio. “Alberghi, bar e ristoranti sono ad altissimo rischio contagio come siamo perfettamente consapevoli dell’urgenza che c’è nelle imprese per ripartire. L’imperativo - spiegano Bassetti, Avanzo e Largher - non può e non deve essere l’apertura a tutti i costi, con tempi stretti assolutamente incompatibili con l’elaborazione di linee guida condivise, dettagliate, stringenti”.

 

E rilanciano: “Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari hanno l’obbligo di tutelare la salute pubblica, non possono pensare di riaprire a qualsiasi condizione. La Pat deve farsi carico delle problematiche di lavoratori e imprese che sono costrette a stare ferme fino quando non ci sono condizioni per riaprire”, concludono Bassetti, Avanzo e Largher.

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