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| 06 feb 2020 | 20:33

I sindacati: ''No al trasferimento degli uffici della polizia postale''

Una delegazione delle Segreterie provinciali dei sindacati della polizia e del personale civile del Ministero dell'interno ha incontrato il Commissario del governo per esprimere preoccupazione il trasferimento degli uffici da via Vannetti a via Trener. "Soazi inadeguati e costringe i cittadini a maggiori disagi per denunciare tutta una serie di reati quali pedofilia, truffe informatiche, cyberbullismo e cyberstalking"

di Redazione

TRENTO. Una delegazione delle Segreterie provinciali dei sindacati della polizia e del personale civile del Ministero dell'interno ha incontrato nella giornata di ieri, mercoledì 5 febbraio, il Commissario del governo per esprimere preoccupazione per il trasferimento degli uffici del Compartimento polizia postale e delle telecomunicazioni dall’attuale sede di via Vannetti alla filiale delle Poste in via Trener a Trento.

 

La delegazione che ha incontrato Sandro Lombardi era composta da Ferdinando Zito (Sap), Luca Ferrari (Siulp), Sergio Sontacchi (Silp-Cgil), Stefano Fiorentini (Fsp) e Elvio Pederzolli (Siap). E ancora Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), Alberto Bellini (Fp Cgil) e Giuseppe Vetrone (Flp).

 

Questo progetto di spostamento maturato negli ultimi due anni che sarebbe stato tenuto all’oscuro di tutte le rappresentanze sindacali fino allo scorso mese di dicembre con l’arrivo del nuovo dirigente Compartimentale. "Una soluzione - dicono le parti sociali - che nei fatti si è dimostrata intrisa di criticità e inadeguata per superficie (meno della metà dell’attuale) e soluzioni di arredo open space non idonee per un servizio di polizia, foriera di produrre inevitabili riflessi negativi sulla fruibilità degli stessi uffici di polizia aperti al pubblico".

 

Sono diverse le criticità messe in luce dai sindacati. "Questo trasferimento - Zito, Ferrari, Sontacchi, Fiorentini, Pederzolli, Pallanch, Bellini e Vetrone (Flp). - costringe i cittadini a maggiori disagi e spostamenti per denunciare tutta una serie di reati propri dell’attività della polizia postale e delle telecomunicazioni, quali pedofilia, truffe informatiche, cyberbullismo e cyberstalking, così come tante altre attività. Aspetti di rapporto con i cittadini, che anche il ministero ha inteso valorizzare con la previsione di nuove assunzioni e un progetto di riorganizzazione e potenziamento di tutte le articolazioni centrali e periferiche".

 

Il Commissario del governo ha assicurato un intervento. "Abbiamo manifestato - concludono i sindacati - quindi la nostra motivata netta contrarietà al trasferimento e le nostre preoccupazioni espresse all'unanimità: Lombardi ci ha assicurato un suo intervento presso i competenti Uffici ministeriali". 

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