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"Il blocco tra le regioni sarebbe un disastro". La protesta dei commercianti

Ieri la protesta dei commercianti di confine contro la chiusura delle regioni: "Chiediamo a questa amministrazione che si sforzi di trovare una soluzione alla condizione ingiusta e gravemente svantaggiata in cui versano le nostre attività commerciali"

Di Mattia Sartori - 07 dicembre 2020 - 10:37

PONTE CAFFARO. "Usciamo da duri periodi di lockdown e molta nostra clientela abituale vive in Trentino. Il blocco tra le regioni sarebbe un ulteriore disastro". Queste le dichiarazioni dei commercianti che nella mattinata di ieri, domenica 6 dicembre, si sono riuniti a Ponte Caffaro, paese in frazione di Bagolino, per protestare contro le limitazioni alla circolazione previste dal Dpcm. Questo abitato ha infatti un rapporto simbiotico con il Comune di Storo e le attività commerciali di entrambi dipendono dal traffico tra Lombardia e Trentino

 

Già nelle scorse giornate i commercianti avevano mandato una lettera ai sindaci dei due Comuni, in cui chiedevano che si stabilissero degli accordi per lasciare i cittadini liberi di circolare in queste zone, in modo da sfruttare a pieno il periodo natalizio. "Sebbene la nuova ordinanza del 27 novembre abbia collocato la regione Lombardia in zona arancio consentendo la riapertura delle attività commerciali - scrivono -, di fatto a noi piccoli imprenditori della frazione di Ponte Caffaro porta pochi benefici. Infatti molta parte della clientela che sostiene il commercio locale, a sua volta e a suo dire fortemente penalizzata dalle restrizioni imposte, risiede nei Comuni vicini, che come lei ben sa, si trovano in Trentino, regione collocata in zona gialla. Con la presente lettera - continuano -  si chiede a questa amministrazione che si impegni a creare tempestivamente degli accordi con le amministrazioni dei Comuni limitrofi, volti a permettere la libera circolazione della popolazione tra i Comuni confinanti. Solo così si consentirà alle attività di confine di sfruttare al meglio l’opportunità di lavoro che offre il periodo natalizio, fermo restando il nostro impegno nel far rispettare tutte le norme igienico sanitarie."

 

Alle parole sono seguiti i fatti: gli esercenti si sono dati appuntamento ieri, domenica 6 dicembre, a Ponte Caffaro. Si sono presentati in 250 e hanno dato il via ad un sit in sul ponte che unisce i due territori, protestando contro quella che loro descrivono come una "condizione ingiusta ed estremamente svantaggiata". Resta da vedere se la loro richiesta verrà accolta, obiettivo difficile da raggiungere, in quanto il Governo è il solo ad avere il potere di riaprire i confini.

 

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