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In Trentino crollano le assunzioni (-46,3%), Bort: "Stiamo affrontando una crisi pervasiva"

Pesante diminuzione delle previsioni occupazionali in Trentino. Secondo l'analisi Excelsior sono previsti 5.500 nuovi contratti di lavoro contro i 10.240 dell'anno scorso. Bort: "Il blocco dell’attività a Natale è causa di un disastro economico difficilmente recuperabile"

Di Mattia Sartori - 09 dicembre 2020 - 16:53

TRENTO. Incertezza è la parola giusta per descrivere la situazione delle imprese in questi mesi. Tra la pandemia che imperversa, decreti e ordinanze che piovono dal cielo ogni settimana e difficoltà varie nessuno può definirsi sicuro e tranquillo riguardo al futuro. Per questo, come sottolinea l’analisi Excelsior sulle previsioni occupazionali in Trentino, le assunzioni stanno crollando.

 

Infatti secondo la rilevazione le imprese trentine prevedono un calo dei contratti di lavoro del 46,3 per cento rispetto all’anno scorso, fattore che porterebbe il totale attorno alle 5.500 nuove assunzioni. Questo dato confermerebbe il trend negativo rilevato negli scorsi mesi, per cui si era assistito ad una flessione del 25,5 per cento in ottobre e ad una del 24,1 per cento a novembre.

 

Tra i più colpiti c’è di sicuro il settore turistico. Il mancato avvio della stagione invernale infatti ha provocato un impatto negativo su tutti i servizi ad esso collegati come alloggio e ristorazione, che senza visitatori non hanno motivo di esistere. In situazioni di normalità il mese di dicembre farebbe registrare, assieme a giugno, il maggior numero di assunzioni. Quest’anno le imprese prevedono di prendere a bordo circa 3mila addetti, mentre nel 2019 si parlava di 6140 nuovi lavoratori, più del doppio.

 

Altro settore particolarmente colpito è quello del commercio. In questo caso le previsioni di assunzione calano del 40 per cento, passando dalle 1.100 del 2019 alle 660 di quest’anno. I motivi di questa flessione vanno cercati nel minor bisogno di personale quali commessi e altre figure che dovrebbe lavorare a contatto con la clientela.

 

Penalizzate anche le imprese di servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio e dei servizi alla persona, che riducono rispettivamente del 27,8 per cento e del 46,4 per cento la richiesta di personale. In particolare cala di quasi la metà (-45,5%) la domanda di conduttori di mezzi di trasporto e del 40% circa quella di personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone (in genere impiegati in questo periodo nel settore turistico).

 

L’indagine aggiunge anche un approfondimento per quanto riguarda le sensazioni degli imprenditori riguardo al periodo che stanno attraversando. Il sentimento più rilevato è stato quello dell’incertezza. In particolare cresce la quota di imprese che non ritengono di riuscire a tornare a livelli produttivi accettabili prima del secondo semestre 2021. Si passa infatti dal 46,1 per cento rilevato a settembre, al 71,1 per cento di novembre. Aumentano anche le aziende che prevedono problemi di liquidità in un prossimo futuro.

 

“Il blocco dell’attività nel periodo natalizio – ha commentato Giovanni Bort, presidente della Camera di commercio di Trento – è causa di un disastro economico difficilmente recuperabile e i risultati dell’indagine si possono leggere anche con maggiore preoccupazione se si considera che sono antecedenti la decisione di chiudere gli impianti di risalita. Stiamo dunque affrontando una crisi pervasiva: i lavoratori lasciati senza occupazione sono migliaia e le imprese, che a fatica erano riuscite a superare la prima ondata, temono realisticamente di essere travolte dalla seconda. È un’ipotesi che va scongiurata in tutti i modi possibili, ma per riuscirci bisogna intervenire subito e senza mezzi termini, applicando la riduzione delle imposte e attivando una moratoria sui mutui”.

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