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Nonostante il Covid a Bolzano, Trento e Perugia il costo della vita aumenta. In agosto rialzi record negli alberghi in Trentino Alto Adige

Gli studi dell'Unione consumatori mostrano un'Italia in deflazione a settembre tranne che in quattro città. Per quanto riguarda alberghi e ristoranti il Trentino Alto Adige ha visto aumenti in entrambi i comparti

Di L.P. - 19 ottobre 2020 - 18:30

TRENTO. Bolzano, Trento e Perugia. Questo il podio delle città più care d'Italia in termini di aumento del costo della vita. Lo ha stabilito l'Istat che ha reso noti i dati dell'inflazione nelle città italiane e poi ci ha pensato l'Unione nazionale consumatori a rielaborarli per stilare la classifica. Nonostante il coronavirus, infatti, e la conseguente crisi economica che sta attanagliando il sistema ad ogni livello in quattro città i prezzi sono ancora aumentati: sono Bolzano, dove l'inflazione ha fatto registrare un +0,8%, Trento con un +0,6%, Perugia +0,4% e Napoli +0,22%

 

Solo queste quattro realtà, nel mese di settembre, non sono entrate in deflazione il che si traduce, per i consumatori, in costi in più. Esattamente per l'Unione nazionale consumatori l'aumento percentuale si traduce in 254 euro in più al mese di spese per le famiglie di Bolzano, 140 euro in più per quelle di Trento, 95 euro in più per quelle di Perugia e 44 per quelle di Napoli

 

La conseguenza di questi dati è che la regione Trentino Alto Adige, ovviamente, è quella con un'inflazione più alta (+0,8%) il che la mantiene stabilmente in testa alle regioni più care del Paese con un aumento medio per famiglia di 217 euro. Segue la Calabria, dove l'incremento dei prezzi è stato dello 0,4% traducendosi in un aumento del costo della vita pari a 77 euro. Terza l'Umbria (+0,3%) e quarta la Campania con aumenti per le famiglie di 70 e di 20 euro.

 

Ma non è tutto: l'Unione nazionale consumatori ha anche calcolato l'inflazione di agosto, stilando la classifica delle città e delle regioni che hanno registrato i minori rincari annui per quanto riguarda i servizi ricettivi e di ristorazione, distinguendo quelli di alloggio da quelli di ristorazione. Dall’analisi è emerso che le principali località turistiche sono in deflazione per quanto riguarda i prezzi degli alberghi. Eclatante il dato di Venezia, città turistica per eccellenza, che registra un calo dei prezzi degli alloggi del 22,2%. Peggio ha fatto solo Trapani, con un calo annuo del 29,8% mentre sul terzo gradino del podio c'è Grosseto, -14,8%, poi Lucca, -13,9% e al quinto posto Rimini, -10,3%. In media i prezzi sono scesi su base tendenziale nazionale del 2,1%. Ma non in Trentino Alto Adige dove ad agosto sono stati alzati i prezzi con il rialzo record del 5,3% (si è solo avvicinata la Campania, +4,1%).

 

Per quanto riguarda i ristoranti secondo l’analisi dell’associazione questi hanno lievemente aumentato i prezzi. In media nazionale, infatti, in agosto salgono del 2,1% su base annua e non si registrano disparità così evidenti sul territorio nazionale. Solo 3 città hanno impercettibilmente ridotto i loro prezzi: Livorno (-0,2%), La Spezia (-0,1%) e Bergamo (-0,1%). I rialzi maggiori per Trapani (+4,6%), Grosseto (+4,2%) e Pordenone (+3,9%). Per quanto riguarda le regioni stabili i prezzi solo in Valle d’Aosta. I maggiori rincari in Friuli-Venezia Giulia (+2,7%) e Trentino Alto Adige (+2,1%).

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