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Nuove restrizioni? Parrucchieri ed estetisti dicono no. Cna: "Più aiuti alle imprese. Il nostro protocollo molto efficace"

Il settore dei servizi di cure e benessere alla persona potrebbe essere seriamente danneggiato da un nuovo lockdown. Ad affermarlo è il presidente di Cna Trentino-Alto Adige Claudio Corrarati: "Non risultano contagi nei nostri saloni: norme e protocolli di sicurezza sono rispettati. Attenzione all’abusivismo e più aiuti mirati alle imprese”

Di Marianna Malpaga - 17 ottobre 2020 - 16:00

TRENTO. Ulteriori restrizioni per acconciatori ed estetisti sarebbero deleterie per le piccole e medie imprese e favorirebbero l’abusivismo. Lo sostiene Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) Trentino-Alto Adige, che chiede “aiuti selettivi e localizzati” per le attività costrette a chiudere mentre altre rimangono aperte. “Il protocollo per il settore benessere e cura della persona elaborato a Bolzano, il primo in Italia, con il contributo fondamentale di Cna e degli associati del settore – sostiene Claudio Corrarati, presidente di Cna regionale – ha dimostrato di essere applicabile e molto efficace: non risultano contagi nei nostri saloni, né tra i titolari, né tra i collaboratori, né tra i clienti”.

 

Corrarati si è anche detto preoccupato per la “piega dell’abusivismo”, che è “in continua espansione anche in Trentino-Alto Adige nel settore dei servizi alla persona”. “Gli ultimi dati Istat – spiega il presidente di Cna – confermano il dilagare di un fenomeno che mette a repentaglio la salute dei cittadini e la tenuta degli operatori che rispettano le regole, tanto più in questa fase di emergenza sanitaria nell’assicurare l’osservanza dei protocolli”. Corrarati si riferisce ai dati del 2018, quando il tasso di irregolarità di acconciatori e centri estetici in Italia era del 27,1%: un valore più alto rispetto a quello degli altri settori, che supera di gran lunga quello medio nazionale (14,2%).

 

Alla situazione tratteggiata dai dati Istat si aggiungono le difficoltà che queste attività hanno dovuto affrontare durante il lockdown. “Sono quelle maggiormente colpite dalla pandemia – dice Corrarati - essendo state tra le prime a chiudere e le ultime a riaprire. L’abusivismo – aggiunge - oltre a mettere a repentaglio la salute dei clienti e a vanificare lo sforzo collettivo di contenere il contagio, getta discredito sulle imprese che operano nel rispetto della legalità. Anche per questo motivo va evitata a tutti i costi la possibilità di una seconda chiusura delle imprese del settore, che dimostrano quotidianamente di operare con il massimo rispetto e rigore delle norme e dei protocolli di sicurezza”.

 

Le chiusure localizzate pensate per evitare successivi blocchi totali devono, secondo Cna, “essere supportate da misure di aiuto, nuove e anch’esse localizzate”. “Non più aiuti verticali su macrocategorie – aggiunge la Confederazione – ma aiuti economici a chi, in una zona, in un paese, in una città, viene chiuso rispetto ad altri che rimangono aperti”.

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