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Premio Covid, la Cisl: ''Pronti a trovare un accordo ma la Pat deve accettare un confronto serio e approfondito per riparare agli errori commessi''

Nell’incontro di giovedì 1 ottobre sulle risorse, sarebbe emerso che ci sono in campo solo 7,7 milioni dei 15 milioni iniziali per una platea molto ampia. Giuseppe Pallanch: "Stanziamenti che devono anche riparare una prima fase parziale e pasticciata. Ci aspettiamo maggior coraggio dalla Giunta che deve integrare i finanziamenti"

Pubblicato il - 01 ottobre 2020 - 20:12

TRENTO. "Siamo pronti a sederci per trovare un accordo ma la Provincia deve accettare un confronto serio e approfondito". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che aggiunge: "E' necessario mettere sul tavolo risorse adeguate per trovare un'intesa per la sanità pubblica e per le Apsp, ma anche per la sanità privata e il terzo settore. Servono misure in grado rispondere a tutte le parti per non creare disparità di trattamento che tanto hanno innervosito i nostri operatori durante il primo passaggio".

 

Ma nell’incontro di giovedì 1 ottobre sulle risorse, sarebbe emerso che ci sono in campo solo 7,7 milioni dei 15 milioni iniziali per una platea molto ampia. "Stanziamenti - dice la Cisl Fp - che devono anche riparare una prima fase parziale e pasticciata. Ci aspettiamo maggior coraggio dalla Giunta che deve integrare i finanziamenti". 

 

Un vertice per definire la seconda tranche del premio Covid-19 al personale sanitario. "Il primo provvedimento è stato assolutamente esiguo e parziale - aggiunge Pallanch - una misura che ha solo creato malumore negli operatori impegnati per mesi in prima linea. Si devono considerare i lavoratori dell'Apss, dell'Apsp e anche della sanità privata e il terzo settore socio assistenziale".

 

Ma sono tanti gli argomenti ancora aperti sul tavolo. Le parti sociali chiedono adeguate assunzioni di personale per garantire il benessere organizzativo; rifinanziare e rinnovare il contratto di settore 2019/2021. Necessario allargare la platea dei beneficiari del bonus Covid-19.

 

"I premi Covid - dice Pallanch - sono stati parziali e c'è stata una totale insensibilità verso gli orari ai quali sono sottoposti i lavoratori. Sono poi state avviate alcune esternalizzazioni e siamo assolutamente contrari a questo modo di agire: la sanità pubblica ha dimostrato di saper reggere l'urto dell'epidemia coronavirus. Si vogliono seguire modelli che si sono dimostrati disastrosi in altre Regioni e questo meccanismo non può funzionare".

 

La richiesta dei sindacati è quella di venire coinvolti nei processi decisionali. "La riorganizzazione del sistema ospedaliero e territoriale deve essere riscritta con il nostro contributo in quanto vogliamo essere parte attiva".

 

Altri nodi sono quelli del fabbisogno di personale e del rinnovo del contratto. "Sono necessarie adeguate assunzioni - conclude Pallanch - in tutti i profili per garantire il benessere organizzativo. Non si può risparmiare sulla sanità e assistenza, settori fondamentali per i cittadini. Ci deve essere poi una partecipazione sindacale nei diversi ambiti di contrattazione. E' ora di sbloccare anche la situazione per quanto riguarda l'ambito privato. Sono tante le questioni aperte per le quali ci aspettiamo di essere convocati, altrimenti daremo battaglia a tutto campo”.

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