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Rifugi, l'estate 2020 è stata negativa, ma non un disastro. Salvati dai turisti italiani

Il calo dei turisti stranieri e del pernottamento, le pesanti misure di sicurezza, gli alti investimenti per i Dpi, tutto questo sembrava dover essere una condanna per i rifugi del Trentino, che invece affermano di aver perso meno del previsto. Sdegno invece per quanto riguarda la totale chiusura al turismo invernale dimostrata dal Governo  

Pozza di Fassa, foto Paolo Villa
Di Mattia Sartori - 30 novembre 2020 - 19:13

TRENTO. Si è svolta oggi, lunedì 30 novembre, l'assemblea annuale dell'Associazione gestori rifugi del Trentino. Durante l'incontro è stato affrontato il tema della passata stagione estiva, con particolare riferimento alle conseguenze della crisi da Coronavirus. Si è poi parlato della stagione invernale e di quello che i rifugisti si aspettano, passando infine alla possibile modifica della legge 8 del 1993, che regolamenta le attività montane, e agli interventi di messa in rete di tutti i rifugi trentini.

 

Il bilancio della scorsa estate non è risultato drammatico come ci si sarebbe potuti aspettare. Nonostante un calo dei turisti stranieri superiore all'80% e le difficoltà generate dalle misure di sicurezza per contrastare il virus, i rifugisti hanno dimostrato una buona resilienza, sostenuta anche dall'aumento dei turisti italiani, che hanno compensato in parte la mancanza. Il problema più grande per i gestori è stata la perdita di mesi di attività, fenomeno riscontrato dal 58% dei rifugi e che, per poco meno della metà di essi, si è protratta per almeno due mesi. Significativo anche il calo dei pernottamenti, che ha riguardato il 73% del campione preso in esame, anche se solo il 36% dei rifugisti ha diminuito il numero dei dipendenti. Di conseguenza il giudizio complessivo sulla stagione estiva è stato negativo, anche se non disastroso.

 

Per quanto riguarda le misure di sicurezza il riscontro è stato positivo. Nonostante l'alto investimento richiesto dall'acquisto dei Dpi, che in alcuni casi ha superato anche i 5mila euro, i rifugisti si dicono contenti. Infatti il 65% degli intervistati dichiara che la maggior parte dei clienti ha rispettato le misure, mentre il 36% dichiara addirittura che la totalità dei clienti ha rispettato tutte le regole. Inoltre quasi tutti i membri del campione hanno sostenuto di essere d'accordo con le precauzioni prese dalla Provincia.

 

Meno consenso per quanto riguarda la stagione invernale. Il presidente dell'Asat, Giovanni Battaiola, afferma: "Sono infastidito dagli attacchi del Governo nazionale nei confronti della vacanza in montagna. Quasi come se solo nei rifugi, in hotel o sulle piste ci si contagiasse e non a fare shopping assembrati nei centri storici. Sembra che il turismo della montagna invernale sia uno sfizio di pochi turisti e che ci si possa rinunciare. Ma ricordo che sono migliaia le assunzioni invernali ed altrettante le famiglie e le persone che vivono di turismo invernale. Non scordiamo poi che, come accaduto per la stagione estiva, il Trentino e i suoi attori mettono la sicurezza sanitaria davanti a tutto. Nel caso di un blocco del turismo invernale, come Asat stiamo lavorando per avere ristori certi e congrui per le nostre strutture e per i dipendenti che devono essere correttamente retribuiti". 

 

"Rimangono da affrontare - ha sottolineato il vicedirettore Cardella - la modifica della legge 8 del 1993, che regolamenta le attività dei rifugi, per adeguarla al mercato. Inoltre, soprattutto alla luce dell’attualità, i rifugi dovrebbero poter contare sulla connettività di banda larga. Speriamo in un completamento del progetto di messa in rete di tutti i rifugi del Trentino". Per quanto riguarda queste due questioni ha concluso l'assessore al turismo Failoni. "Nel 2021 - ha affermato - procederemo con un percorso di ascolto molto approfondito per capire quali sono i cambiamenti reali che ci sono stati in questi 27 anni. Solo allora decideremo come modificare la legge e, nell’eventualità, come intervenire con una nuova legge. È intenzione dell’assessorato – precisa sul finale - concludere il progetto di messa in rete iniziato, con una tempistica di due anni per trovare una soluzione di connettività efficace per tutto il Trentino". 

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