Rifugi, l'estate 2020 è stata negativa, ma non un disastro. Salvati dai turisti italiani
Il calo dei turisti stranieri e del pernottamento, le pesanti misure di sicurezza, gli alti investimenti per i Dpi, tutto questo sembrava dover essere una condanna per i rifugi del Trentino, che invece affermano di aver perso meno del previsto. Sdegno invece per quanto riguarda la totale chiusura al turismo invernale dimostrata dal Governo

TRENTO. Si è svolta oggi, lunedì 30 novembre, l'assemblea annuale dell'Associazione gestori rifugi del Trentino. Durante l'incontro è stato affrontato il tema della passata stagione estiva, con particolare riferimento alle conseguenze della crisi da Coronavirus. Si è poi parlato della stagione invernale e di quello che i rifugisti si aspettano, passando infine alla possibile modifica della legge 8 del 1993, che regolamenta le attività montane, e agli interventi di messa in rete di tutti i rifugi trentini.
Il bilancio della scorsa estate non è risultato drammatico come ci si sarebbe potuti aspettare. Nonostante un calo dei turisti stranieri superiore all'80% e le difficoltà generate dalle misure di sicurezza per contrastare il virus, i rifugisti hanno dimostrato una buona resilienza, sostenuta anche dall'aumento dei turisti italiani, che hanno compensato in parte la mancanza. Il problema più grande per i gestori è stata la perdita di mesi di attività, fenomeno riscontrato dal 58% dei rifugi e che, per poco meno della metà di essi, si è protratta per almeno due mesi. Significativo anche il calo dei pernottamenti, che ha riguardato il 73% del campione preso in esame, anche se solo il 36% dei rifugisti ha diminuito il numero dei dipendenti. Di conseguenza il giudizio complessivo sulla stagione estiva è stato negativo, anche se non disastroso.
Per quanto riguarda le misure di sicurezza il riscontro è stato positivo. Nonostante l'alto investimento richiesto dall'acquisto dei Dpi, che in alcuni casi ha superato anche i 5mila euro, i rifugisti si dicono contenti. Infatti il 65% degli intervistati dichiara che la maggior parte dei clienti ha rispettato le misure, mentre il 36% dichiara addirittura che la totalità dei clienti ha rispettato tutte le regole. Inoltre quasi tutti i membri del campione hanno sostenuto di essere d'accordo con le precauzioni prese dalla Provincia.
Meno consenso per quanto riguarda la stagione invernale. Il presidente dell'Asat, Giovanni Battaiola, afferma: "Sono infastidito dagli attacchi del Governo nazionale nei confronti della vacanza in montagna. Quasi come se solo nei rifugi, in hotel o sulle piste ci si contagiasse e non a fare shopping assembrati nei centri storici. Sembra che il turismo della montagna invernale sia uno sfizio di pochi turisti e che ci si possa rinunciare. Ma ricordo che sono migliaia le assunzioni invernali ed altrettante le famiglie e le persone che vivono di turismo invernale. Non scordiamo poi che, come accaduto per la stagione estiva, il Trentino e i suoi attori mettono la sicurezza sanitaria davanti a tutto. Nel caso di un blocco del turismo invernale, come Asat stiamo lavorando per avere ristori certi e congrui per le nostre strutture e per i dipendenti che devono essere correttamente retribuiti".
"Rimangono da affrontare - ha sottolineato il vicedirettore Cardella - la modifica della legge 8 del 1993, che regolamenta le attività dei rifugi, per adeguarla al mercato. Inoltre, soprattutto alla luce dell’attualità, i rifugi dovrebbero poter contare sulla connettività di banda larga. Speriamo in un completamento del progetto di messa in rete di tutti i rifugi del Trentino". Per quanto riguarda queste due questioni ha concluso l'assessore al turismo Failoni. "Nel 2021 - ha affermato - procederemo con un percorso di ascolto molto approfondito per capire quali sono i cambiamenti reali che ci sono stati in questi 27 anni. Solo allora decideremo come modificare la legge e, nell’eventualità, come intervenire con una nuova legge. È intenzione dell’assessorato – precisa sul finale - concludere il progetto di messa in rete iniziato, con una tempistica di due anni per trovare una soluzione di connettività efficace per tutto il Trentino".











