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Cartelle esattoriali, nuova proroga di un mese per l'invio. Cna: “Ora c’è bisogno di un riordino che annulli i pagamenti”

Prolungato sino al 28 febbraio il rinvio delle cartelle esattoriali. Il destino di imprenditori e aziende è ora nella mani del nuovo governo in fase di formazione. Corrarati: "Dovrebbero essere rimodulate nell’ottica della sopravvivenza e della sostenibilità finanziaria"

Di Laura Gaggioli - 31 gennaio 2021 - 13:57

TRENTO. Dopo numerosi appelli che avevano già portato a un rinvio delle scadenze in ambito tributario, venerdì 29 gennaio il governo ha comunicato un ulteriore posticipo delle cartelle esattoriali. La scadenza è stata posticipata di un mese e la nuova data per fare i conti col fisco è il 28 febbraio. Tuttavia, gli interrogativi non sono finiti e i problemi sono solo rimandati. Sarà infatti compito del nuovo governo in fase di formazione decidere cosa fare con le tasse “sospese”. Cna Trentino Alto Adige accoglie positivamente lo stop, ma ritiene che l’intervento sulla pressione fiscale, in considerazione dei gravi danni provocati dalla pandemia ad alcuni settori economici, sia ancora insufficiente

 

L’emergenza sanitaria ha reso quasi impossibile il pagamento delle tasse per gran parte delle attività economiche che hanno visto ridurre drasticamente il proprio fatturato, se non addirittura azzerarsi a causa delle continue chiusure. “Per interi comparti, alcune scadenze fiscali passate e presenti, forse anche future, dovrebbero essere annullate completamente”, afferma il presidente Cna regionale Claudio Corrarati.

 

“Il rinvio di per sé non è sufficiente – argomenta Corrarati – e dovrà rappresentare una finestra temporale da utilizzare per definire una rimodulazione delle cartelle coerente con la difficile situazione che sta vivendo l’economia a causa della pandemia. L’Agenzia delle Entrate, anche grazie alla fatturazione elettronica e ai sistemi digitali, oltre al database dei ristori già erogati, ha un quadro chiarissimo ed esaustivo delle aziende, delle filiere e dei comparti che sono fermi da quasi un anno o che stanno viaggiando a ritmo molto ridotto”. 

 

Il presidente regionale non si riferisce solo a hotel, ristoranti, bar, negozi e settore dei trasporti di persone che in alcuni casi hanno assistito a una contrazione dei ricavi fino all’80%. Ma anche, e soprattutto, a quei comparti mai ripartiti, se non per qualche settimana, come fiere, organizzatori di eventi, attività culturali, teatri, cinema, palestre, piscine e tanti altri. “Questi settori - continua Corrarati - hanno perdite di fatturato elevatissime, le cartelle esattoriali scadute e prorogate dovrebbero essere annullate. Per settori di filiera con minor impatto, dovrebbero essere rimodulate nell’ottica della sopravvivenza e della sostenibilità finanziaria. Il tutto con un meccanismo fiscale automatico che non faccia nemmeno partire la cartella esattoriali non pagabili per mancanza di incassi - e incalza - è davvero inaccettabile che settori fermi per disposizione dello Stato o delle Regioni e delle Province debbano pagare anticipi Iva su somme che si sa già che non incasseranno. La pandemia richiede uno sforzo di riordino sempre più indifferibile che dia una mano a chi è in crisi, non che lo affossi definitivamente”.

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