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Coronavirus, in un anno persi 444mila posti di lavoro: oltre il 70% sono donne e giovani under 34

Solo nell’ultimo mese del 2020 su 101mila posti di lavoro persi 99mila sono donne ma a farne le spese sono anche giovani, lavoratori autonomi e precari con il contratto a tempo determinato. Il report dell’Istat: “A dicembre l’occupazione è tornata a diminuire, interrompendo il trend positivo che tra luglio e novembre aveva portato a un recupero di 220 mila occupati”

Di Tiziano Grottolo - 02 febbraio 2021 - 10:07

TRENTO. Solo nel mese di dicembre 2020, su 101mila posti di lavoro cancellati dalla pandemia 99mila appartenevano a donne. Si tratta del 98% del totale, a certificarlo l’Istat che ha diffuso i dati (provvisori) dei tassi di occupazione. Il coronavirus, oltre alle vittime e ai posti di lavoro persi, porta alla luce anche le disuguaglianze che affliggono l’Italia.

 

In un anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria si sono contati 444mila occupati in meno di questi 312mila sono donne (poco più del 70% del totale) che rappresentano il doppio degli uomini 132mila. Sempre nell’arco dei dodici mesi, diminuiscono i disoccupati (-8,9%, pari a -222mila unità), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+3,6%, pari a +482mila), cioè quelle persone che hanno addirittura smesso di cercarlo un lavoro.

 

In secondo luogo a fare le spese della crisi sono i precari in particolare lavoratori dipendenti che avevano un contratto a termine: in un anno in 393mila hanno perso il posto. Volatilizzati anche 209mila lavoratori autonomi. Nell’arco dei dodici mesi solo i dipendenti permanenti fanno segnare un +1% fra gli occupati. A dicembre invece tutte le voci hanno un segno meno e ben 79mila lavoratori autonomi hanno perso il lavoro.

 

 

A pagare un conto salato sono anche i giovani, nel 2020 gli occupati nella fascia d’età che va dai 15 ai 24 anni sono calati del 13,4% pari a 145mila posti di lavoro, con gli inattivi che sono cresciuti del 3,8%. Anche le fasce d’età 25-34 e 35-49 hanno subito gli effetti della pandemia, gli occupati sono calati rispettivamente del 4,4% e 3,4% mentre gli inattivi dell’8,3% e 4,6%. I posti di lavoro persi nella fascia d’età che va dai 15 ai 34 rappresenta il 73% del totale. Solo gli over 50 hanno registrato un aumento fra gli occupati del 2,3% cioè 197mila unità. In altre parole nel 2020 una giovane donna ha avuto moltissime probabilità in più di perdere il lavoro rispetto alle altre categorie.

 

A dicembre – commenta l’Istat – l’occupazione torna a diminuire, interrompendo il trend positivo che tra luglio e novembre aveva portato a un recupero di 220 mila occupati, mentre il calo occupazionale è concentrato sulle donne e coinvolge sia i dipendenti sia gli autonomi. Inversione di tendenza anche per la disoccupazione che, dopo quattro mesi di progressivo calo, torna a crescere portando il tasso al 9%”.

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